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11/08/2011 Osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per la regione Campania (webmaster, http://movimento.napoli.it/5-stelle/)

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Osservazione n. 15

Capitolo 8.3 – Impianti per il trattamento termico della frazione secca non riciclabile

A pagina 186, rigo 10 si accenna alla possibilità, in caso di incenerimento del RUR tal quale, di una pre-selezione alla bocca dell’impianto.

A pagina 186, rigo 16, si pone la termovalorizzazione del RUR senza pre-selezione in alternativa  all’uso degli STIR in impianti a servizio delle frazioni differenziate (TMB) .

Considerazioni:

I.       I due concetti sono contrastanti e potrebbero creare confusione nell’interpretazione.

Osservazione n. 16

Capitolo 8.3 – Impianti per il trattamento termico della frazione secca non riciclabile

A pagina 187, figura 60, si riporta l’evoluzione del destino del rifiuto urbano residuale negli anni di interesse del PRGRU (scenario 65%).

Si afferma che con lo scenario B, in caso di RD del 65%, gli impianti risulterebbero apparentemente sovradimensionati del 30% e che tale sovradimensionamento sarebbe assorbito dagli scarti della filiera della differenziata (fig.61).

A pagina 158 si individua una necessità impiantistica di termovalorizzazione per una potenzialità pari a 1.364.000 anno, confermata con la scelta degli impianti per un totale di 1.356.000 t/anno.

A pagina 155, tabella 41, nel caso dello scenario B3 si prevede un fabbisogno di inceneritori di 915.000 t/anno.

Considerazioni:

I.       Utilizzando il bilancio di massa (RD = 65%) riportato in figura 43 a pagina 151, si evince una produzione di RUR da incenerire pari a 2.606 t al giorno, che – moltiplicato per 365 giorni – dà un totale di 951.190 t/anno. Tale dato è confermato dall’indicazione della tabella 41 a pagina 155.

II.     Se si calcola la differenza tra il fabbisogno di impianti di incenerimento e il dimensionamento impiantistico si ottiene il valore del sovradimensionamento che risulta pari a: 915.190 – 1.365.000 = – 449.810 t/anno. Rapportando tale valore al fabbisogno di inceneritori della regione Campania otteniamo la percentuale di sovradimensionamento rispetto al fabbisogno pari a: 449.810/915.190 = 0,49 (49%). Non è chiaro perché nel PRGRU viene riportato un sovradimensionamento del 30%.

III.  Utilizzando il bilancio di massa (RD = 65%) riportato in figura 43, se si aggiungono ai 2606 t/giorno (RUR) gli scarti della RD, pari a 641 t/giorno (384+257), si arriva ad un fabbisogno di incenerimento di 1.185.155 t/anno. Se si calcola la differenza tra il fabbisogno di impianti di incenerimento, compresa l’aliquota di rifiuti proveniente dalla raccolta differenziata al 65%, e il dimensionamento impiantistico si ottiene il valore del sovradimensionamento che risulta pari  a: 1.185.155 – 1.365.000 = – 179.845 t/anno. Rapportando tale valore al fabbisogno di inceneritori, compresi gli scarti della RD, otteniamo la percentuale di sovradimensionamento rispetto al fabbisogno, pari a: 179.845/1.189.155 = 0,15 (15%). Non è chiaro perché nel PRGRU viene riportato un sovradimensionamento trascurabile.

IV. Si ricorda infine che l’obiettivo per il 2020, stabilito dalla direttiva 98/2008/CE, per la percentuale di riciclo dei materiali è di minimo 50%. Tale obiettivo, da raggiungere in 9 anni, porterà un notevole abbattimento del materiale residuale (RUR). Infatti, posto pari a 100 la produzione di rifiuti campana, se sottraiamo a questa 50, che corrisponde al materiale riciclato. e 35, che corrisponde alla percentuale di frazione umida, otteniamo una frazione residuale del 15%.

Considerando la produzione annua di rifiuti, come stimata dal presente PRGRU, otteniamo una frazione residua di 408.000 t/annue, frazione che potrebbe essere interamente assorbita dall’inceneritore di Acerra attualmente in funzione.

V.    Con l’attuale PRGRU si propone di dotare la regione Campania di un’impiantistica (pronta nel 2014) che dopo 6 anni non avrebbe più rifiuti della Campania da bruciare. Si fa presente che dalle schede degli impianti riportate nel PRGRU (pag. 189 e 190) il tempo di vita per ogni impianto è stimato tra i 20 e i 30 anni. Ciò, oltre che a rappresentare un motivo di ostacolo e  un disincentivo al raggiungimento degli obiettivi della direttiva 98/2008/CE, farà sì che gli impianti di incenerimento serviranno per incenerire rifiuti provenienti da fuori regione, soprattutto se nei contratti di appalto verrà data la garanzia della Regione e della Provincia di fornire il tonnellaggio necessario al funzionamento a regime dell’impianto. Considerando, poi, che varie regioni italiane e Paesi UE già oggi hanno una capacità di incenerimento superiore al loro fabbisogno, c’è il fondato e molto probabile rischio che tali impianti non avranno sufficienti rifiuti da bruciare.

VI.  Tutte queste considerazioni rendono tale piano poco rispondente agli obiettivi individuati a pagina 13. Quindi il Piano è diseconomico e in contraddizione con i principi comunitari del “chi inquina paga”, della “prossimità” dei luoghi di smaltimento ai luoghi di produzione e, anche, dell’“autosufficienza (perché altre regioni smaltirebbero i loro rifiuti in Campania).

Si propone:

A) la revisione completa del PRGRU escludendo dall’impiantistica prevista la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento.

Osservazione n. 17

Capitolo 9.1.5 – Impianti industriali a predominante trattamento termico con impatti principali sulla componente atmosfera

A pagina 221, rigo 24, a proposito dei vincoli per la localizzazione degli inceneritori i vincoli indicati nel Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria sono da considerare cogenti (vincolo V-15).

A pagina 18, rigo 22, dell’allegato al capitolo 11, a proposito della check list per la localizzazione degli impianti di trattamento termico si afferma che se la zona ricade in area di risanamento del piano atmosfera della Regione adottato con DGR 27 giugno 2007 (cartogramma V.15) non può ospitare l’impianto di trattamento.

Dall’analisi della cartografia relativa al vincolo V-15 e dal confronto delle tavole di sintesi L-04 A e L-04 B, si nota agevolmente che i siti individuati per i primi tre e più importanti impianti di trattamento termico, ricadono nei bacini emissivi individuati dal Piano di Risanamento e Mantenimento della Qualità dell’Aria regionale come zone di risanamento. In particolare, gli impianti di Napoli Est e Giugliano ricadono nella zona di risanamento IT601 “di Napoli e Caserta”, mentre l’altro ricade nella zona di risanamento IT602 “area salernitana”.

A pagina 279, continuando, si afferma che l’Amministrazione Regionale ha indicato agli estensori del presente PRGRU che intende impegnarsi fortemente e concretamente per ristabilire una situazione in piena conformità delle concentrazioni degli inquinanti normati rispetto ai valori limite vigenti.

A pagina 251, rigo 12, i relatori propongono un cartogramma L-04(a) dove sono riportati tutti i vincoli relativi alla localizzazione di un inceneritore però riferiti allo scenario futuro. In questo cartogramma il vincolo V-15 nelle aree sopra menzionate non è più presente. Tale cambiamento viene motivato affermando che le aree sopradette, in virtù dell’attuazione delle strategie di cui al paragrafo 7.3 del Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria,  presenteranno in futuro parametri di concentrazione degli inquinanti atmosferici entro norma e cioè tali da consentire il “declassamento” delle suddette zone a semplice zona di mantenimento IT606.

Considerazioni:

I.       Non è chiaro sulla base di quali dati è stato possibile prevedere, senza ombra di dubbio, che le zone attualmente di risanamento e oggetto di localizzazione impiantistica saranno entro 3 anni (data di avvio degli impianti – pag. 196) declassate a semplici zone di mantenimento. Si fa presente che in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, gli impianti non potrebbero essere avviati, salvo deroghe a causa di nuove emergenze rifiuti. A tal proposito bisogna ricordare che negli ultimi anni, in varie zone della regione monitorate dall’ARPAC, si è constatato un aumento dell’inquinamento atmosferico. Se si considera inoltre che il rinnovamento del parco automobilistico non incide in alcun modo sull’emissione di polveri fini perchè la concentrazione di polveri fini emesse da veicoli euro 3 e euro 4 è identica (ISPRA Sinanet) e che il numero dei veicoli circolanti non tende a diminuire nella nostra regione, non si comprende per quali motivi si prevede un miglioramento della qualità dell’aria. L’inquinamento atmosferico, inoltre, è a livelli preoccupanti: i limiti di legge del PM10 e di altri inquinanti sono frequentemente superati, autorevoli ricerche scientifiche stimano importantissimi effetti acuti (circa 450 morti ogni anno a Napoli e 6.000 ricoveri ospedalieri per malattie broncopolmonari secondo il MISA-2 dell’OMS) e cronici (circa 2.000 morti l’anno a Napoli, applicando le stime dello studio Kunzli pubblicato su Lancet nel 2000).

II.     Le affermazioni riportate in questo capitolo del PRGRU, oltre ad essere in contrasto con il primo obiettivo (pag.13) dello stesso PRGRU, che pone la protezione della salute umana e dell’ambiente al primo posto, rappresenta, in caso di mancato avvio degli impianti, un rischio per tutta la gestione futura del PRGRU.

III.  Inoltre non è chiaro il motivo per il quale, nel testo generale del PRGRU, si è deciso, per la localizzazione degli impianti, di utilizzare la cartografia (L-04a) ottenuta sulla base di ipotesi future, non certe, mentre poi, nella check list dell’allegato al capitolo 11, si è ritornati ad utilizzare le cartografie attuali e non quelle su future ipotesi.

Si propone di:

A) escludere dalla localizzazione impiantistica tutte le zone che attualmente – in base alla normativa vigente – sono inadatte ad ospitare tali insediamenti.

Osservazione n. 18

Capitolo 8.3 – Impianti per il trattamento termico della frazione secca non riciclabile

Nella tavola di sintesi su ipotesi future (vedi osservazione n.16), relativa alla localizzazione degli impianti industriali, la zona di Napoli Est, pur non essendo più sotto il vincolo V-15, resta sotto il vincolo V-11.

Considerazioni:

I.       Non è chiaro il motivo per il quale, nonostante l’esistenza di un vincolo considerato cogente anche nelle ipotesi future (L-04a), in tale zona è stato comunque localizzato l’impianto di termovalorizzazione.

Si propone di:

A) escludere Napoli Est quale zona dove impiantare un termovalorizzatore.

 

Bibliografia

Urban Solid Waste Management: Waste Reduction in Developing Nations, Olar Zerbock,www.cee.mtu.edu/peacecorps

Material resources and waste — SOER 2010 thematic assessment, State of the environment report No 5/2010,  http://www.eea.europa.eu/soer/europe/material-resources-and-waste

Paul H. Brunner† and Hermann Mönch, The flux of metals through municipal solid waste incinerators, ISWA Specialized Seminar Incinerator Emissions of Heavy metals and Particulates, Copenhagen, 18–19 September 1985.

S. Cernuschi,  M. Giugliano e S. Consonni, Emissioni di polveri fini e ultrafini da impianti di combustione- Federambiente, 2010,http://www.federambiente.it/Primopiano/Leap/Emissioni%20di%20Polveri%20Fini%20e%20Ultrafini.pdf

Regione Lombardia-Direzione Generale Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, 2010 – “Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani in Lombardia”, http://www.ors.regione.lombardia.it/resources/pagina/N120430ef0bb5a4ed15d/N120430ef0bb5a4ed15d/Valutazion​e_modelli_GestioneRU.pdf

OMS: MISA-2, www.epicentro.iss/temi/ambiente/citta.asp

Künzli N et al: Public-health impact of outdoor and traffic-related air pollution: a European assessment, Lancet. 2000 Sep 2;356 (9232):795-801.

Tornavacca,  M. Ricci, C. Francia, A. Stifanelli . Gestione integrata dei R.U.:analisi comparata dei sistemi di raccolta, Federambiente 2003

Comitato Scientifico Ecoistituto di Faenza, Raccolta Stradale, raccolta domiciliare di 1813 comuni. Confronto fra produzione procapite, rese di Raccolta differenziata, costi del servizio di igiene urbana per metodologie di raccolta e per fasce di popolazione dei comuni, Ecoistituto di Faenza 2007.

  • 11/08/2011 Osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per la regione Campania PARTE I
  • 11/08/2011 Osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per la regione Campania PARTE II
  • 11/08/2011 Osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per la regione Campania PARTE III

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