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02/06/2011 Il manifesto della rivoluzione monetaria - The Money Revolution Italia (http://lalternativaitalia.blogspot.com)

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Quello che segue è "Il manifesto della rivoluzione monetaria" tratto dal sito appena nato: moneyrevolution
Presto il manifesto verrà tradotto in più di 10 lingue.

  • Vuoi pagare meno tasse?
  • Vuoi avere uno stipendio più alto?
  • Vuoi un reddito fisso anche quando non lavori?
Noi possiamo:
  • Eliminare l'IVA su tutti i prodotti
  •  Eliminare le trattenute sulle buste paga
  •  Istituire un Reddito Di Cittadinanza
...e ti spieghiamo come fare! Basta semplicemente:

1.    Leggere e capire tutti i punti di questo manifesto.


2.    Fermarsi a riflettere:
         - Sempre più famiglie faticano ad arrivare a fine mese;
         - L'aumento della disoccupazione costringe i giovani ad accettare condizioni di lavoro disumane e sottopagate;
         - Nemmeno i laureati riescono ad ottenere un posto di lavoro dignitoso;
         - La precarietà impedisce ai lavoratori di programmare il proprio futuro;
         - E' necessario indebitarsi tutta la vita per avere, forse, un tetto soprea la testa;
         - Gli orari frenetici e gli straordinari diventati un obbligo impediscono ai genitori di crescere serenamente i propri figli;
         - Anche gli affetti vengono messi a dura prova dai problemi economici che causano attriti all'interno delle famiglie;
         - Le attuali pensioni non garantiscono la tranquillità che i contributi avrebbero dovuto assicurare;
         - I futuri pensionati invidieranno i pensionati di oggi.
        
Non bisogna essere coraggiosi per ribellarsi a questo sistema, bisogna essere coraggiosi per accettare queste condizioni di vita.


3.    Comprendere la causa:
         "Io ero in bancarotta, il Governo era in bancarotta, il mondo era in bancarotta. Ma chi cavolo li aveva, i fottuti soldi?" si chiedeva H. C. Bukowski giusto qualche anno fa. Oggi possiamo dare una risposta al quesito del poeta americano, una risposta comprensibile anche ai “non addetti ai lavori” perché, come diceva J. K. Galbraith, lo studio del sistema monetario è alla portata di qualsiasi persona curiosa e mediamente intelligente. Secondo l’economista canadese infatti, la scienza economica si servirebbe dell’apparente complessità della materia per allontanare le persone dalla verità; una verità che potrebbe compromettere l’attuale status quo perché, e questa volta cito H. Ford, "se il popolo comprendesse il reale funzionamento del sistema monetario ci sarebbe una rivoluzione entro domani mattina". L’affermazione di uno dei più grandi imprenditori americani non è per niente esagerata se consideriamo che chi ha capito il sistema è arrivato a denunciare, nel 1993, Ciampi e Fazio allora governatori di Bankitalia, per truffa, usura, associazione a delinquere, falso in bilancio e istigazione al suicidio. Stiamo parlando di Giacinto Auriti, docente di giurisprudenza dell’università di Teramo passato a miglior vita nel 2006.Il professor Auriti aveva scoperto qualcosa di incredibile ed aveva cercato di diffondere la notizia con ogni mezzo a sua disposizione. Purtroppo i media di massa sono riusciti a boicottare i suoi studi che oggi si possono trovare solo nella rete del provvidenziale web. Il giurista italiano aveva capito che i soldi che abbiamo in tasca non sono di nostra proprietà perché le banche centrali, all’atto dell’emissione, ce li prestano. “Prestare” è prerogativa del proprietario per cui le banche centrali sono proprietarie di tutta la moneta circolante dato che posseggono il monopolio su questa “merce”. I soldi infatti, non sono tanto differenti da qualsiasi altra merce dato che hanno un costo di produzione esattamente come le penne o le mele. Stampare una banconota costa pochi centesimi. Auriti allora si era chiesto: cos’è che fa incrementare il valore di una merce da pochi centesimi a 100 euro (nel caso di una banconota da 100 euro)? Aveva così scoperto il valore indotto della moneta: gli euro non sono altro che semplici pezzi di carta che le banche stampano senza più alcuna copertura aurea (abolizione dei patti di Bretton Woods, 1971) che acquisiscono valore perché la collettività, per convenzione, decide di dargli valore. Insomma, è il popolo che dà valore alla moneta ma sono le banche che se ne appropriano illecitamente e ce la prestano caricandola pure di un interesse. Ogni anno i cittadini inconsapevoli sono obbligati a pagare le tasse per saldare gli interessi su un debito che non dovrebbe neppure esistere ed ogni anno migliaia di aziende falliscono mentre le nostre cinghie si stringono e i banchieri internazionali si gonfiano. Capite ora perché siamo tutti in bancarotta e dove vanno a finire i “fottuti” soldi?


4.    Comprendere la soluzione:
         La moneta è l'unità di misura del valore come il metro è l'unità di misura della lunghezza.
         Ogni unità di misura possiede in sé la proprietà della qualità che va a misurare; come il metro possiede la qualità della lunghezza, così la moneta possiede valore.
         Esistono quindi due tipi di ricchezza: la ricchezza reale (oggetti, manufatti, beni di consumo) e la ricchezza monetaria (la quantità di moneta necessaria per misurare la ricchezza reale).
         Facciamo un esempio: se oggi nel mondo esistono beni reali pari ad un miliardo di euro, nel mondo dovrà anche esistere un miliardo di euro in moneta. (NB: non un miliardo e cento milioni perché altrimenti la moneta si svaluterebbe e neanche novecento milioni altrimenti verrebbero a mancare dei soldi per comprare dei beni che inevitabilmente rimarrebbero invenduti.)
         Per creare la ricchezza reale occorre lavorare mentre per creare la ricchezza monetaria non occorre nessuna forma di lavoro.
         Per creare la ricchezza monetaria occorre soltanto che ogni singolo cittadino accetti, per convenzione, di dare valore a dei pezzi di carta colorata.
         Da queste considerazioni si evince una paradossale ovvietà: mentre la ricchezza reale è proprietà di chi la crea lavorando, la ricchezza monetaria è proprietà di tutti che la creano accettandola.
         Tornando al nostro esempio, se un miliardo di beni reali è distribuito proporzionalmente tra i lavoratori, un miliardo di euro dev'essere distribuito equamente ad ogni singolo individuo.
         Attualmente il miliardo di euro viene distribuito ai soli proprietari delle banche centrali i quali lo prestano ai cittadini, indebitandoli di ciò che dovrebbe essere loro.
         Noi vogliamo solamente ciò che ci spetta di diritto!
         Noi vogliamo che i banchieri non siano più proprietari della ricchezza che creiamo tutti noi!
         Noi vogliamo che quella ricchezza non ci venga più addebitata!
         Noi vogliamo che quella ricchezza venga equamente distribuita ad ogni cittadino sotto forma di Reddito Di Cittadinanza senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione!


5.    Ricapitolare:
         Ogni stato, per costituzione, è sovrano sul suo territorio. Attualmente tutti gli stati hanno ceduto la sovranità monetaria alle Banche Centrali di emissione.
         Riappropriarci della sovranità monetaria significherebbe azzerare l'illecito debito pubblico e impadronirci del reddito derivante dall'emissione di moneta.
         Azzerare il debito pubblico significherebbe eliminare la maggior parte delle tasse che oggi paghiamo per sanare gli interessi sul debito.
         Impadronirci del reddito derivante dall'emissione di moneta significherebbe istituire il Reddito Di Cittadinanza mensile per ogni singolo essere umano. Attenzione, non un reddito che permetta di fare la "bella vita" ma un reddito che permetta di sopravvivere perché ogni paese civile deve e può garantire il diritto alla vita ai propri cittadini (per vivere bisogna bere, mangiare e ripararsi dal freddo e per farlo occorrono soldi). Dal Reddito di Cittadinanza, inoltre, potrebbero essere trattenute le tasse necessarie allo stato per garantire i servizi pubblici, servizi che oggi vengono sempre più trascurati (e privatizzati) data la pressione soffocante del debito.


6.    Scendere in piazza:
         Ogni sabato e domenica, a partire dal 18 giugno 2011, ci ritroveremo nelle piazze principali delle città per protestare.
         Vi invitiamo a partecipare affinchè ai mass media non sia più concesso di ignorarci, affinchè la magistratura e chi di dovere si decida, finalmente, ad occuparsi della più grande truffa del pianeta, affinchè le istituzioni inizino, per la prima volta, a preoccuparsi del benessere dei propri cittadini e la smettano di difendere i criminali internazionali che si nascondono dentro le banche centrali.
         La nostra protesta sarà completamente APARTITICA e PACIFICA. RIPUDIAMO gli attuali politici e LA VIOLENZA in ogni loro forma.
         La nostra protesta continuerà ad oltranza fin quando non otterremo ciò che vogliamo. Non chiediamo tanto, pretendiamo solo che ci venga restituito ciò che ci spetta di diritto, pretendiamo solo che ci venga data la possibilità di vivere una vita dignitosa, pretendiamo solo di essere trattati da esseri umani.

PER EVITARE QUALSIASI TIPO DI PROBLEMA INVITIAMO I PARTECIPANTI A CHIEDERE OGNI LUNEDì IL PERMESSO ALLA QUESTURA PER IL FINE SETTIMANA SUCCESSIVO.


APPELLO ALLE FORZE DELL'ORDINE: Non abbiamo nessuna intenzione di causare problemi di sicurezza o di ordine pubblico. Noi non ci divertiamo a trascorrere i nostri unici giorni di riposo protestando nelle piazze, preferiremmo trascorrere il sabato e la domenica con la nostra famiglia. Ma proprio per il bene dei nostri cari, sentiamo il bisogno di tentare di migliorare la situazione. Noi vogliamo dare un futuro dignitoso ai nostri ma anche ai vostri figli e pacificamente ci proveremo. Le divise e le etichette servono a dividerci ma la realtà è che siamo tutti uguali e, al momento, tutti schiavi dei banchieri internazionali. Questa consapevolezza, più di ogni altra, dovrebbe unirci. Certi della vostra comprensione/collaborazione, vi ringraziamo.


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