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11/11/2009 Adoc chiede taglio dei prezzi del 20%, detassazione tredicesime e saldi anticipati (GA, http://www.helpconsumatori.it)

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L'Adoc condivide la soluzione proposta da Confcommercio per rilanciare i consumi: la detassazione della tredicesima. Ma l'Associazione dei consumatori chiede anche un taglio immediato dei prezzi del 20% e l'anticipo dei saldi. "Per combattere l'erosione del potere d'acquisto delle famiglie occorrono tre interventi strategici - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - innanzitutto il taglio dei prezzi dei beni di consumo del 20%, soprattutto dei prodotti alimentari e dei carburanti".

"In secondo luogo - aggiunge Pileri - la detassazione della tredicesima, intervento condiviso anche da Confcommercio. Causa i rincari e la perdita del potere d'acquisto, su una tredicesima di 1400 euro circa l'85% se ne andrà per pagare la rata del mutuo, le bollette di luce e gas, l'Rc Auto e le spese natalizie, oltre alle spese per la benzina e le altre scadenze mensili. Un salasso per le famiglie, che praticamente spenderanno la tredicesima prima di incassarla e che oggi più che mai fanno affidamento sul surplus di stipendio per fronteggiare la crisi".

L'Adoc stima che "con la detassazione le famiglie avrebbero a disposizione, in media, 300 euro in più, di cui il 60% sarebbe dedicato agli acquisti e ai regali, mentre più di un terzo andrebbe a coprire i debiti accumulati durante l'anno. Che per famiglia ammontano mediamente a 15mila euro".

"In ultimo - conclude Pileri - l'anticipo dei saldi invernali a metà dicembre. In altri Paesi, come negli Stati Uniti, la stagione dei saldi parte a fine novembre, in Inghilterra prima di Natale. E' un auspicio che incontra il parere favorevole di circa il 70% dei consumatori, che sarebbero disposti a fare più acquisti se i saldi fossero anticipati."

11/11/2009 Confcommercio: detassare tredicesime per redditi medio-bassi (BS, http://www.helpconsumatori.it)

Servono "misure urgenti per sostenere domanda e consumi, come la parziale detassazione delle tredicesime per i redditi medio-bassi" ed "incentivi mirati per una pluralità di settori produttivi e distributivi": è quanto ha detto oggi il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli facendo un bilancio del settore commerciale e delle prospettive di uscita dalla crisi economica. "Sosteniamo i redditi delle famiglie e sosteniamo l'innovazione anche nei servizi, anche nella distribuzione commerciale - ha detto Sangalli - Si tratta di due grandi volani di crescita. Ne trarrebbero vantaggio le famiglie e le imprese dei servizi. Ma, soprattutto, ne trarrebbe vantaggio l'economia del Paese nel suo complesso".

La ricerca "Il commercio dentro la recessione", presentata a Roma a cura dell'Ufficio Studi della Confederazione, rivede al rialzo le stime sul Pil e sui consumi: secondo i dati resi noti, il Pil quest'anno passa dal -4,8%, previsto a luglio scorso, al -4,6%. I consumi passano da una stima del -1,9% al -1,8%. Le stime del Pil per il 2010 passano invece dallo 0,6% allo 0,7% e per il 2011 dallo 0,8% allo 0,9%. I consumi restano al +0,6% nel 2010 e al +0,7% nel 2011.

Per le imprese del commercio, ha sottolineato Sangalli, il sostegno ai redditi delle famiglie è fondamentale: "Tra il 2000 ed il 2008 - ha ricordato - i consumi pro-capite sono cresciuti in media di appena lo 0,5% all'anno, mentre ormai le spese obbligate - affitti, luce, gas, acqua e quant'altro - assorbono quasi il 40% della spesa complessiva. Il tutto con una pressione fiscale complessiva inchiodata intorno al 43%".

Sul tema della riduzione della pressione fiscale, per il presidente Confcommercio "non sono possibili scorciatoie rispetto alla costruzione di condizioni di contestualità fra tre grandi processi: controllo e riqualificazione della spesa pubblica, e riduzione della sua parte più improduttiva; contrasto e recupero di evasione ed elusione; progressiva riduzione delle aliquote fiscali. Integrando, in questo modo, il principio del 'pagare tutti per pagare meno' con il principio del 'far pagare meno per far pagare tutti'". Positivo dunque il giudizio su un primo intervento sull'Irap.

10/11/2009 Confesercenti-Ispo: 90% italiani preoccupato dalla crisi (BS, http://www.helpconsumatori.it)

Gli italiani continuano a essere preoccupati dalla crisi, riducono i consumi, aumentano il risparmio. La crisi spinge tutti a fare i conti con le proprie finanze con grande prudenza, tanto che quattro famiglie su cinque tendono a risparmiare. Supera il 90% la percentuale di italiani che si dichiara "molto" o "abbastanza" preoccupato per la situazione economica, mentre solo l'11% ritiene che il peggio sia passato. È quanto emerge dall'indagine Confesercenti-Ispo, che rileva inoltre la preoccupazione degli italiani nei confronti del lavoro.

Nel 2009 gli italiani hanno aumentato il risparmio e ridotto i consumi. I dati sulle vendite dei primi otto mesi dell'anno, rileva Confesercenti, evidenziano una riduzione della spesa soprattutto per i beni non alimentari: fra questi spiccano i dati negativi di abbigliamento, calzature, utensileria, libri, giornali e riviste e altri prodotti come orologi e gioielli.

La questione del lavoro investe l'occupazione nel commercio, nel turismo e nei servizi, con variazioni negative che arrivano al 4%. Nel 2008, rileva Confesercenti, hanno chiuso 144mila imprese del commercio e del turismo e nei primi 9 mesi di quest'anno ne sono state cancellate altre 100mila, con solo una compensazione parziale da parte delle nuove aperture. Emerge dunque l'esigenza di attuare politiche efficaci a sostegno dell'occupazione e della domanda interna. Fra le proposte di Confesercenti, quella di "realizzare un tavolo di confronto tra Governo e Associazioni di PMI per definire un Patto Triennale sulle questioni più importanti che riguardano la sopravvivenza, il consolidamento e lo sviluppo delle PMI e dell'occupazione da esse garantita", l'alleggerimento degli studi di settore per il 2010 e la detassazione una tantum delle tredicesime sui redditi bassi e medi.

http://www.helpconsumatori.it

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