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12/09/2008 ACQUISTI. Confesercenti: i consumi delle famiglie saranno stagnanti per diversi trimestri (BS, http://www.helpconsumatori.it)

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I consumi delle famiglie italiane resteranno stagnanti ancora per diversi trimestri. I consumi finali nazionali segnano infatti un meno 0,1% nel 2008; per il 2009, si prevedono pari a zero; previsioni a più 0,9% solo per il 2010. Sono i dati che emergono dal Rapporto Confesercenti-Ref "Il quadro macroeconomico per l'economia italiana" presentato oggi.

Il quadro di partenza è quello di un 2008 caratterizzato per l'Italia da "un valore sostanzialmente nullo nel tasso di crescita". Nel panorama internazionale "l'Italia è l'unico paese la cui crescita nella media del 2008 si posiziona su valori prossimi a zero". Mutui e inflazione hanno eroso il potere d'acquisto delle famiglie. "I consumatori - rileva lo studio - hanno risentito degli effetti dei rincari legati all'aumento dei prezzi delle materie prime, che si sono sovrapposti al forte incremento dell'onere per il servizio del debito avvenuto nel corso degli ultimi due anni. La dinamica dei consumi ha risentito quindi del deterioramento del potere d'acquisto delle famiglie".

Previsioni? Il 2009 "risulta in sostanza un anno di blanda ripresa, con alcuni segnali di recupero, ma ancora insufficienti a far sì che si materializzino le condizioni per un vero rafforzamento dei ciclo". Le prospettive disegnate per l'Italia vedono un rientro dell'inflazione dai valori massimi, ma a velocità incerta: "il tasso d'inflazione italiano, dai massimi intorno al 4 per cento toccati nel corso dell'estate 2008, si ritroverebbe su valori mediamente prossimi al 2.5 per cento nel 2009 - rileva Confesercenti - Ma la discesa dell'inflazione è ancora incerta sia nell'intensità che nella tempistica".

I consumi saranno ancora stagnanti per diversi trimestri. "La reazione dei consumatori alla discesa dell'inflazione rappresenta a sua volta un altro evento destinato a materializzarsi con lentezza - rileva il rapporto - Soprattutto, le famiglie non hanno completamente trasferito sui livelli di spesa i rincari del costo dei mutui e la maggiore inflazione, e per questo stenteranno a portarsi su un sentiero di ripresa della spesa. Inoltre, nel corso del 2008, e sino a inizio 2009, si andrà configurando un quadro decisamente sfavorevole sul versante della crescita occupazionale, con un probabile aumento del tasso di disoccupazione, che influenzerà sfavorevolmente il clima di fiducia dei consumatori".

Forte la debolezza e segno negativo per gli alimentari. "Va però anche ricordato - ricorda Confesercenti - lo shock specifico sui prezzi di questi beni, che ha reso il consumatore più attento al costo dei prodotti, e più propenso a modificare la composizione della propria struttura di consumo, seguendo anche le promozioni e gli sconti ma anche scendendo verso mix qualitativi differenti, basati su prodotti a più basso valore unitario".

C'è più attenzione ai consumi di energia e riduzioni di alcuni tipi di spesa, come i viaggi aerei. A rischio comparti come l'abbigliamento, le automobili e l'elettronica di consumo. "In generale - spiega il rapporto - il meccanismo in corso è quindi riassumibile come segue: ai rincari dei prezzi degli alimentari e degli energetici segue una perdita di potere d'acquisto che solo in parte è compensata dalle contrazioni dei consumi di questo tipo di beni; l'impoverimento del consumatore va quindi a condizionare anche gli acquisti nelle altre tipologie di beni e servizi".

12/09/2008 ENERGIA. Nomisma: possibili nuovi rincari ad ottobre (VC, http://www.helpconsumatori.it)

Rischiano un nuovo pesante balzo le bollette di luce e gas nel mese di ottobre. Secondo le stime di Nomisma Energia, sulle bollette del metano dovrebbe abbattersi un rialzo del 6% e su quelle della luce del 3,7%. L'ultima parola in materia spetta, ovviamente, all'Autorità per l'energia, che entro fine mese renderà noto l'aggiornamento tariffario ufficiale in vigore dal primo ottobre a fine anno. Ma se la stima di Nomisma Energia fosse confermata dall'Authority, le famiglie dovranno farei conti con un nuovo aggravio da oltre 81 euro su base annua: le bollette della luce salirebbero, infatti, di oltre 18 euro l'anno mentre quelle del gas subirebbero un aumento superiore ai 63 euro. Per la famiglia 'tipo', cioè con 3 kw di potenza impegnata, 225 chilowattora di luce consumati in un mese e 1.400 metri cubi di gas 'bruciati' in un anno, si tratterebbe del maggior aumento in termini di impatto di spesa media annuale.

Secondo l'Unione Nazionale Consumatori il rincaro avanzato da Nomisma è del tutto verosimile. "Non bisogna mai dimenticare - continua l'Unione Consumatori - un aspetto fondamentale della bilancia energetica italiana: il fabbisogno di gas dipende per il 30/35 per cento dal metano russo che arriva in Italia dalla Siberia occidentale passando per l'Ucraina, i cui rapporti con il governo di Mosca sono molto tesi. Cosa accadrebbe per l'Italia se la crisi tra Georgia e Russia si estendesse proprio alla vicina Ucraina, eventualità purtroppo tutt'altro che improbabile nell'attuale scenario geopolitico?".

"L'aumento della tariffa del gas - conclude l'Unione Consumatori - è il prezzo della nostra debolezza energetica, che sarà possibile affrontare efficacemente solo attraverso la progressiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la riduzione costante della dipendenza dalle fonti non rinnovabili e massicci investimenti in quelle rinnovabili. Comunque, in una situazione così difficile è prioritario tutelare le fasce più deboli e perciò consideriamo apprezzabile l'iniziativa dell'Eni di versare 200 milioni di euro nel fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti".

12/09/2008 PREZZI. Ministro Scajola segnala all'Antitrust aumenti di prezzo del pane a Catania e Foggia (GA, http://www.helpconsumatori.it)

Aumenti del prezzo del pane nelle province di Catania e Foggia. E' quanto è emerso da un'indagine conoscitiva condotta dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, a seguito di numerose lamentele da parte dei consumatori, arrivate attraverso il numero verde delle Camere di Commercio e basata anche sulla documentazione inviata dalle associazioni dei consumatori, che hanno denunciato aumenti quasi contemporanei e della stessa entità del prezzo del pane.

Pur riferendosi a episodi ed ipotesi di intesa che riguardano piccoli produttori e singoli Comuni, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha ritenuto opportuno sottoporre alla valutazione dell'Antitrust questi comportamenti perché, si legge nella relazione del Garante, "potrebbero essere espressione di una prassi assai diffusa fra i piccoli produttori di pane, soprattutto nel Mezzogiorno, di concordare i prezzi di vendita. Una pratica che probabilmente è conseguenza dell'eredità culturale del regime dei prezzi amministrati, operante fino al 1993, ma non per questo non meritevole di censura da parte delle istituzioni, anche al fine di diffondere nel sistema una maggiore consapevolezza sul rispetto delle regole di mercato e tutela dei consumatori".

http://www.helpconsumatori.it

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