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17/10/2006 Inflazione in Calo, salgono i Prezzi dei Libri Scolastici (VC, www.helpconsumatori.it)

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    L'Istat rivede al ribasso le stime preliminari: inflazione in calo nel mese di settembre durante il quale, per effetto dell'inizio dell'anno scolastico, si registra un aumento dei prezzi dei libri scolastici. In particolare, quest'anno costano di più i testi per le scuole medie superiori.

    Diminuisce l'inflazione a settembre: l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività comprensivo di tabacchi ha riportato un +2,1 per cento annuo e un -0,1 per cento su mese. Ad agosto si era registrato invece un +2,2 per cento annuo e un +0,2 per cento su mese. Lo rende noto l'Istat, rivedendo al ribasso le stime preliminari (+2,2 per cento annuo e variazione nulla su mese) comunicate il 29 settembre scorso.

    Il rallentamento - spiega l'Istituto di statistica - risente della marcata flessione dei prezzi del comparto energetico (-2,4 per cento su mese, e +5,9 per cento annuo) il cui effetto sulla dinamica dell'indice dei prezzi al consumo è risultato solo in modo parziale controbilanciata dalla significativa accelerazione dei prezzi dei prodotti alimentari (+0,2 per cento mensile e +2,3 per cento annuo). A settembre, anche il tasso tendenziale di crescita dei prezzi dei servizi ha evidenziato una lieve accelerazione (+2,2 per cento da +2,0 per cento del mese precedente), nonostante il calo congiunturale (-0,1 per cento). L'inflazione di fondo, poi, quella calcolata al netto dei beni più volatili come gli energetici e gli alimentari non lavorati, passa dall'1,7 per cento di agosto all'1,9 per cento di settembre. In crescita anche la componente al netto dei soli prodotti energetici: dall'1,6 per cento all'1,8 per cento. Il tasso di inflazione "acquisito" per il 2006, il valore che si registrerebbe se l'indice dei prezzi al consumo rimanesse sul livello di settembre fino a dicembre, è del 2,1 per cento.

    Aumenti in linea con il tasso generale di inflazione in settembre per i testi scolastici. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, i prezzi dei libri sono aumentati, in coincidenza con la ripresa delle scuole, del 2% (+2,1% il tasso di inflazione). L'incremento del 2%, spiegano all'istituto di statistica, è il risultato di un aumento più significativo dei testi per la scuola media superiore (+2,1%) e meno elevato per i libri per la scuola media inferiore (+1,9%). In particolare a crescere di più sono stati i prezzi dei testi per i licei scientifici e per gli istituti magistrali (entrambi +2,2%). Variazioni del +2,1% per i licei classici, linguistici, artistici e per gli istituti d'arte, mentre aumentano del 2% i libri per gli istituti tecnici e professionali.

    La riduzione di uno 0,1% rispetto ai dati provvisori - commenta Adiconsum - non deve portare a facili conclusioni di inflazione calante. Preoccupante resta invece per le famiglie la forte crescita sull'abitazione per l'elettricità e i combustibili a causa degli ultimi aumenti delle bolletta elettrica e del gas e sui trasporti.

    L'associazione auspica che nella Finanziaria il Governo assuma qualche iniziativa per ricondurre le tariffe all'indice di inflazione.

    "Il dato sull'inflazione diffuso oggi dall'Istat non risponde alla realtà vissuta dalle famiglie nel mese di settembre. I consumatori anzi hanno assistito all'aumento dei prezzi dei generi alimentari e a quelli della bolletta elettrica". E' questo il commento del Presidente dell'Adoc Carlo Pileri alla notizia della diminuzione dell'inflazione dal 2,2% di agosto al 2,1% di settembre. "Bisogna accelerare - continua Pileri - i lavori della Commissione per la modifica del paniere Istat e per rendere questo dato fedele ai consumi delle famiglie. Resta poi fermo il problema del reddito e della capacità di spesa delle famiglie stesse che oltre alla riduzione reale del dato dell'inflazione, aspettano notizie positive sul piano dello sviluppo".
    "Il regime di oligopolio in cui versa il settore energia in Italia - conclude Pileri - non facilita la diminuzione dei costi energetici a carico delle famiglie, influendo in materia determinante sull'oscillazione del dato inflattivo. Trovare delle valide soluzioni a questo problema, potrebbe voler dire ridare fiato ai consumatori, aumentandone la capacità di spesa


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