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12/04/2010 Tutto per zittire la stampa libera e indipendente (Ugo Cortesi, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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Fanno di tutto per zittire la stampa libera ed indipendente Il 30 marzo scorso, il Ministro dello Sviluppo Economico ha emesso un decreto (10A04046) ad oggetto "Tariffe postali agevolate per l'editoria", pubblicato sulla GU n. 75 del giorno seguente. Non ci crederete, ma quel decreto ha una valenza di un giorno (dal 30 marzo al 31 marzo) e poi contiene tutto il contrario di quanto espresso nell'oggetto. Se qualcuno non ci crede, lo allego così lo potrà leggere.

L'oggetto reca: "Tariffe postali agevolate per l'editoria" e sin qui tutto a posto, almeno sembra, ma il trucco sta proprio qui perché, in pratica, il Decreto ha eliminato le tariffe agevolate per l'editoria, a far data dal 1° aprile 2010. È stato proprio un bel pesce d'aprile e pochi sono stati i media che ne hanno parlato, forse perché leggendo l'oggetto del decreto hanno pensato che nulla fosse cambiato. Si tratta di un vero e proprio "colpo di mano", con il quale il Governo ha fatto decadere l'unico sostegno di cui godevano migliaia di testate giornalistiche e periodici locali e no-profit, cioè tutta l'editoria "più debole".

Viene da pensare che si tratti dell'ennesimo trucco per limitare la libertà di stampa. Con la tariffa normale, ci sono molte testate no-profit (Amnesty International, Lega del Filo D'oro, Medici senza frontiere, WWF Italia, Unicef Italia ecc.) ed altre testate indipendenti, quindi non allineate, che hanno subito aumenti per le spedizioni fino al 500 per cento rispetto alla precedente tariffa agevolata. In tal modo l'ipotesi di una chiusura di massa della stampa locale, dei periodici informativi delle ONLUS, ecc.., appare molto concreta.

Per fortuna che l'art. 21 della nostra Costituzione cita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". Ma come si fa, se tagliano i pochi mezzi che permettono di potersi esprimere e far conoscere agli altri il proprio pensiero?

Certo che questi "mezzucci" , con la scusa dei tagli di bilancio, si somigliano un po' troppo ad altri, tipo il Decreto del 10 luglio 1924 con il quale, con la scusa dell'ordine pubblico, furono sospese le pubblicazioni delle piccole testate che più davano fastidio al regime: La Giustizia, Il Lavoratore, L'Avanguardia, L'Internazionale, Scintilla ed a queste successivamente ne seguirono altre.

Vedremo cosa si inventeranno nel prossimo futuro.

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