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01/11/2008 In nome della Loggia P2 (aprileonline, http://www.canisciolti.info)

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I "cattivi maestri" quando meno te lo aspetti tornano e lanciano messaggi forti e criptici. Licio Gelli a 89 anni suonati, si scopre conduttore e ideatore di un programma, che andrà in onda su Odeon Tv (ospiti tra gli altri, il senatore a vita Giulio Andreotti, l'intellettuale di destra Marcello Veneziani e il deputato-ideologo di forza Italia, Marcello Dell'Utri), che vuole rifare la storia sua e dell'Italia, sotto la lente deformante della sua loggia segreta P2. Il Venerabile maestro nella presentazione del programma ha dispensato anche molti giudizi e suggerimenti soprattutto al suo discepolo, quel Silvio Berlusconi, tessera 1816, che sicuramente è stato più bravo del maestro stesso, tanto da diventare l'uomo più ricco e potente d'Italia.
E' il Cavaliere (che con disappunto una volta si rammaricò di non essere mai arrivato al grado di "maestro"), stando al messaggio neppure tanto criptico di Gelli, l'unico in grado di portare a compimento il suo antidemocratico e anticostituzionale disegno politico racchiuso nel "Piano di rinascita democratica".


Va qui ricordato un passaggio della relazione che nei primi anni Ottanta fu redatta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P2, presieduta dalla democristiana Tina Anselmi:

"L'esame degli avvenimenti ed i collegamenti che tra essi è possibile instaurare sulla scorta delle conoscenze in nostro possesso portano infatti a due conclusioni che la Commissione ritiene di poter sottoporre all'esame del Parlamento. La prima è in ordine all'ampiezza ed alla gravità del fenomeno che coinvolge, ad ogni livello di responsabilità, gli aspetti più qualificati della vita nazionale. Abbiamo infatti riscontrato che la Loggia P2 entra come elemento di peso decisivo in vicende finanziarie, quella Sindona e quella Calvi, che hanno interessato il mondo economico italiano in modo determinante. [...]

La seconda conclusione alla quale siamo pervenuti è che in questa vasta e complessa operazione può essere riconosciuto un disegno generale di innegabile valore politico; un disegno cioè che non solo ha in se stesso intrinsecamente valore politico - ed altrimenti non potrebbe essere, per il livello al quale si pone - ma risponde, nella sua genesi come nelle sue finalità ultime, a criteri obiettivamente politici. Le due conclusioni alle quali siamo pervenuti ci pongono pertanto di fronte ad un ultimo concludente interrogativo: è ragionevole chiedersi se non esista sproporzione tra l'operazione complessiva ed il personaggio che di essa appare interprete principale.

È questa una sorta di quadratura del cerchio tra l'uomo in sé considerato ed il frutto della sua attività, che ci mostra come la vera sproporzione stia non nel comparare il fenomeno della Loggia P2 a Licio Gelli, storicamente considerato, ma nel riportarlo ad un solo individuo, nell'interpretare il disegno che ad esso è sotteso, e la sua completa e dettagliata attuazione, ad una sola mente. Abbiamo visto come Licio Gelli si sia valso di una tecnica di approccio strumentale rispetto a tutto ciò che ha avvicinato nel corso della sua carriera. Strumentale è il suo rapporto con la massoneria, strumentale è il suo rapporto con gli ambienti militari, strumentale il suo rapporto con gli ambienti eversivi, strumentale insomma è il contatto che egli stabilisce con uomini ed istituzioni con i quali entra in contatto, perché strumentale al massimo è la filosofia di fondo che si cela al fondo della concezione politica del controllo, che tutto usa ed a nessuno risponde se non a se stesso, contrapposto al governo che esercita il potere, ma è al contempo al servizio di chi vi è sottoposto. Ma allora, se tutto ciò deve avere un rinvenibile significato, questo altro non può essere che quello di riconoscere che chi tutto strumentalizza, in realtà è egli stesso strumento. Questa infatti è nella logica della sua concezione teorica e della sua pratica costruzione la Loggia Propaganda 2: uno strumento neutro di intervento per operazioni di controllo e di condizionamento.".

A seguito di quell'inchiesta molti personaggi, soprattutto nelle forze armate, furono poi perseguiti. Molti altri, invece, trovarono il modo per far calare un oblio storico sulla loro appartenenza, tanto da ritrovarceli oggi in posti di potere politico, economico, finanziario e negli apparati più sensibili dello stato.

Nella sua conferenza stampa Gelli è stato molto lucido su tutti gli argomenti più spinosi:

"Per l'attuazione del Piano di Rinascita democratica della P2, oggi, l'unico che può andare avanti è Berlusconi", ha detto Licio Gelli. "Avevo molta fiducia in Fini" - ha poi aggiunto - perché aveva avuto un grande maestro, Giorgio Almirante (ex-segretario storico del MSI-AN, di cui Fini fu ritenuto il delfino): oggi non sono più dello stesso avviso, perché ha cambiato. L'unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora mostra un po' di debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha".

Gelli poi rimarca le influenze del suo Piano nella politica attuale: "Tutti si sono abbeverati, tutti ne hanno preso spunto. Mi dovrebbero pagare i diritti ma non fu possibile depositarli alla Siae.. Non condivido il Governo Berlusconi - si è lamentato - perché se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza. Non mi interessa la minoranza, che non deve scendere in piazza, non deve fare assenteismo, e non ci devono essere offese. Ci sono provvedimenti che non vengono presi perché sono impopolari, e invece andrebbero presi: bisogna affondare il bisturi o non si può guarire il malato".

Il Maestro venerabile della P2 si è, quindi, detto perplesso sul LodoAlfano: "L'immunità per i grandi dovrebbe essere esclusa, perché al Governo dovrebbero andare persone senza macchia, e che non si macchiano mai". Gelli ha poi affermato che "i partiti veri non esistono più, non c'è più destra o sinistra. A sinistra ci sono 15 frange, e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti, perché non ha una struttura partitica". Altra profezia gelliana che la dice lunga sul senso della sua operazione mediatica!

Gelli ha poi voluto rendere onore a Marcello Dell'Utri "è una bravissima persona, onesta e di profonda cultura, non credo che sia mafioso... C'è una sentenza che Dell'Utri si trascina e che sarà tirata fuori al momento opportuno perche' tutto e' guidato. La magistratura prende decisioni su teoremi e non su prove e su Dell'Utri il processo non ha fatto chiarezza...Se oggi in Italia c'è un potere forte, costituzionale, è la magistratura, perché quando sbaglia non è previsto risarcimento del danno... La magistratura non funziona: il pubblico ministero dovrebbe arrivare da un concorso diverso rispetto al giudice e dovrebbero odiarsi".

Come dire al governo: "andate avanti sulla controriforma del sistema giudiziario. Io sono con voi"! '"In Italia - ha poi sottolineato Gelli - poteri forti ora non ce ne sono e non ce ne sono mai stati. Oggi la massoneria non esercita nessun potere...La P2 era riservata, non segreta, ed è stata perseguitata per distogliere l'attenzione da altre questioni". Altro messaggio criptico, che poi suona come un "avviso ai naviganti", a coloro che detengono il potere: "Archivi completi non né ho mai conosciuti: alcune cose vengono sepolte nell'oblio e poi possono riemergere''.

Anche sugli studenti in rivolta, Gelli ha una sua visione e si schiera col governo: "In linea di massima sono d'accordo con la riforma Gelmini perché ripristina un po' di... il maestro unico è molto importante perché, quando c'era, conosceva l'alunno, e poi il tema dell'abbigliamento è importante perché l'ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito. Bisognerebbe ripristinare il rispetto del professore: ho quasi pianto quando a Roma quel professore è stato malmenato e ha dovuto abbandonare la cattedra". Quanto alle manifestazioni studentesche, "non ci dovrebbero essere: gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare, bisognerebbe proteggere chi vuole studiare - sostiene Gelli - Nelle piazze non si studia: se viene garantita la libertà di scioperare, dovrebbe essere tutelato anche chi vuole studiare, e molti in piazza non ne hanno voglia e dovrebbe essere proibito portare i bambini in piazza perché così non crescono educati".

Musica d'oro per le orecchie della destra al governo!

Infine sul fronte terrorismo, Gelli sostiene che "se tornassero le BR ci sarebbero ancora più stragi: il terreno e' molto fertile perché le BR potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c'è nel Paese".

Parole che si affiancano alle allusioni di un altro protagonista di quel periodo oscuro e tormentato degli anni Settanta, primi Ottanta, Francesco Cossiga, ex-capo dello stato, ex- presidente del consiglio, ma soprattutto ministro dell'interno nel ‘78 durante il "caso Moro" (che ci facevano alcuni autorevoli piduisti nel "Comitato di crisi" al Viminale e nei servizi segreti durante il rapimento del leader democristiano?).

La loggia P2 non esiste più, i suoi adepti si sono spalmati nella diaspora, a seguito della legge che ne proibiva l'esistenza, ma il sistema di relazioni e di potere è ancora lì, intoccabile e determinato a far precipitare il nostro paese in una china autoritaria e illiberale.

Le parole del 'Venerabile' fanno esplodere l'indignazione a sinistra: "Trovo sconcertante che un personaggio come Licio Gelli diventi una sorta di star televisiva e che una rete privata presenti in pompa magna un tal avvenimento", attacca Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato. Le fa eco Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv, secondo cui "non c'è da stupirsi per le parole di Licio Gelli sulla possibilità che Berlusconi porti avanti il suo piano di rinascita democratica, è dall'inizio della legislatura che sosteniamo questa tesi". Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, definisce "inquietante che vada in onda l'autocelebrazione di Licio Gelli e un nuovo tentativo di inquinare la vita pubblica", e avverte: "Dopo i suggerimenti di Cossiga su come condizionare il movimento degli studenti e le dichiarazioni di Gelli dobbiamo essere ancora più avvertiti e vigilanti sui rischi che corre la nostra democrazia".

Per Sergio Flamigni, l'ex senatore del Pci che ha dedicato la sua vita ai 'misteri d'Italia', le lodi a Berlusconi e Dell'Utri rappresentano "la P2 che continua", mentre il ministro ombra dell'Interno Marco Minniti chiama in causa direttamente il premier: "Oggi che è lo stesso Gelli ad indicarlo come il perfetto erede del suo piano di Rinascita, il presidente del Consiglio non ha nulla da dire?". In attesa della risposta di Berlusconi, Dell'Utri è laconico: "Non ho alcun rapporto con Gelli, non ci ho mai parlato - ha detto ai cronisti - Gelli può dire quello che vuole".

Minniti, come il senatore Pd Vincenzo Vita, attacca la nuova trasmissione di Odeon Tv chiedendo che non sia messa in onda: "La conduzione di una trasmissione televisiva - accusa Vita - è verosimilmente illegale essendo stata messa fuori legge a suo tempo la P2. C'è quindi da sperare che già nelle prossime ore l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni intervenga seccamente su tale caso". E "indignazione" esprime la Federazione nazionale della stampa: "Si tratta di un personaggio che è stato al centro di torbide manovre politico-affaristiche che hanno inquinato il Paese nei decenni scorsi il fatto che conduca un programma dall'evocativo titolo 'Venerabile Italia' lo consideriamo un vero e proprio insulto alla storia di questa nostra nazione ed un affronto gravissimo al mondo dell'informazione". Per il capogruppo dell'Udc in commissione di Vigilanza Rai, Roberto Rao, "i cattivi maestri come Gelli non dovrebbero trovare spazio in televisione".

Il segretario Anm Giuseppe Cascini smentisce invece Gelli riguardo alla magistratura: "Noi siamo a favore delle sanzioni ai magistrati che violano le regole e gli obblighi - dice Cascini - tant'è vero che abbiamo cacciato i magistrati iscritti alla P2...".

da aprileonline



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