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  • 01/12/2006 Le malattie esantematiche (Tratto dal libro “Ereditarietà ed individualità” di Giovanni Peccarisio, www.disinformazione.it)

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    Gli argomenti di cui si è parlato finora esprimono  la lotta che viene compiuta tra le forze dell’ereditarietà e quelle dell’individualità.
    Ci sono momenti in cui la lotta è molto forte come ad esempio nel caso delle malattie infantili esantematiche.
    Le cosiddette malattie esantematiche indicano lo sforzo che fa il bambino per riassestare il suo corpo fisico secondo le sue personali esigenze.
    Sono lotte drammatiche perché a seconda della malattia, il corpo del bambino si ricopre di chiazze, di puntini, di croste. Esso diventa esteriormente quasi un mostro: infatti espelle verso l'esterno, sulla superficie corporea, tutto ciò che non riesce più ad armonizzarsi con le forze dell’individualità.

    Di solito tra l’inizio della malattia ed il definitivo  riassestamento decorrono circa ventotto giorni. Concluso questo periodo la pelle si rigenera, il bambino (se la malattia è stata condotta in modo corretto) torna sano, anzi si è maturato e addirittura allungato di statura: il bimbo ha compiuto un salto nel suo sviluppo corporeo e anche psichico.
    Per questo motivo le malattie esantematiche non possono essere considerate vere e proprie malattie bensì riassestamenti, crisi di crescita che fanno parte di una normale evoluzione.

    Con più attenzione ora verranno osservate le caratteristiche di ciò che comunemente è designato con il termine di malattia. 
    La genesi dell'insorgenza di una normale malattia avviene quando l'equilibrio tra le varie funzioni organiche si rompe dall’interno  o viene rotto dall’esterno.
    Il corpo fisico è un organismo unitario, perciò quando, ad esempio, la funzione del cuore si deteriora anche le reni ne risentono nella loro funzionalità; similmente avviene anche nel caso del fegato in rapporto al cuore. Il difettoso funzionamento di un organo prima o poi coinvolgerà la salute di un altro organo.

    La causa della malattia quindi, può provenire dall'esterno per uno stile di vita errato, disordini alimentari, ritmi stressanti e via dicendo, o dall'interno  quando cioè le disposizioni ereditarie a determinate malattie non vengono dominate dalla forza dell’individualità che invece soccombe ad esse o, per necessità karmiche, da una terza direzione, dall’alto.
    Tutto quello che ha a che fare con la vita di ciascun individuo dipende comunque e sempre dalle leggi del karma in generale. Queste leggi si manifestano in rapporto alle diverse caratteristiche e ai diversi eventi che accadono nel corso della vita.
    Per maggior chiarezza  si possono riassumere le cause principali di malattia con il seguente schema:

    Dall’esterno  >

    Ritmi, alimentazione errata,  incidenti ecc.

    Dall’interno  >

    Forza individuale più debole delle predisposizioni ereditarie

    Dall’alto       >

    Necessità karmiche individuali

    Nelle malattie esantematiche i motivi sono altri ancora: esse risiedono nelle disposizioni karmiche universalmente umane.
    Queste ultime, aldilà delle tendenze ereditarie o delle energie individuali, fanno parte integrante della formazione del corpo fisico nel primo periodo di vita.
    Le malattie esantematiche sono da considerarsi vere e proprie possibilità per dare una impronta individuale  al corpo ricevuto dai genitori. 
    E’ proprio per questo scopo, cioè individualizzare, far proprio il corpo fisico preso a prestito dai genitori, che i  bimbi hanno la possibilità di vivere le malattie esantematiche.
    In un certo senso ciascuno si sceglie le malattie esantematiche che gli occorrono  per ritrovare un equilibrio fisico diverso da quello donato dai genitori.

    Quando però un bambino, nonostante la vicinanza, ad esempio, di un fratellino già interessato ad una qualsiasi malattia esantematica, non ne rimane contagiato, pur essendo queste malattie di natura contagiosa, ciò significa che il primo bambino, a differenza del fratellino, non ne ha bisogno. Significa che non gli interessa quella certa malattia, non è adatta alla sua evoluzione, perciò non ne viene contagiato.

    Sotto questo aspetto dunque le malattie esantematiche non possono essere considerate vere e proprie malattie poiché diventano, in un particolare momento della vita del bambino, la possibilità di far valere, di esercitare la forza della propria individualità. Il bambino può, tramite esse, esercitare finalmente la forza della sua individualità.
    In questo grande lavoro di cambiamento il bambino, esercitando la forza della sua individualità, modifica tutto ciò che del proprio corpo fisico ancora non gli appartiene. Egli trasforma quanto di ereditario è rimasto per diventare, il più possibile, libero e padrone di quello strumento che dovrà servirgli per tutta la vita: il suo corpo fisico.

    Le malattie infantili perciò sono da considerarsi un vero e proprio  aiuto all’evoluzione individuale.
    Intrinsecamente quindi la loro origine non fa parte della genesi della malattia normale anche se comunque, proprio come le altre, le malattie esantematiche possono degenerare in una vera e propria patologia.
    Quando non vengono trattate in modo terapeuticamente corretto, quando cioè non sono seguite nel modo più giusto nelle loro diverse fasi e nelle loro specificità, possono portare a diverse complicazioni, per cui debbono essere trattate sempre con molta attenzione sia da parte dei genitori che, ovviamente, dal medico curante.

    Un’altra caratteristica delle “malattie” esantematiche (volendo continuare a chiamarle comunque con questo termine), è quella di essere, ciascuna di esse, in rapporto con determinati elementi costituenti la corporeità umana, componenti che già anticamente erano conosciuti come: aria, acqua, elemento terroso e calorico.
    Ogni malattia esantematica agisce cioè in modo prevalente su una delle quattro componenti fisiche che stanno alla base della costituzione corporea e cioè: sui liquidi, sulla respirazione, sull’elemento calorico, sulle parti più addensate del corpo fisico.

    Come conseguenza si ha che non solo il corpo fisico viene interessato con tutte le sue eruzioni, desquamazioni, arrossamenti ed altri sintomi ancora, ma anche le componenti non fisiche dell’essere umano sono cointeressate in questa lotta che compie il bambino per affermare la propria individualità.
    Si osservino per maggiore chiarezza i seguenti rapporti:

    ELEMENTO

    STATO FISICO

    PARTE COSTITUTIVA

    terra

    solido

    corpo materiale fisico

    acqua

    liquido

    corpo eterico

    aria

    gassoso

    corpo astrale

    fuoco

    calorico

    organizzazione dell’ IO

    Si prenda ad esempio ed a conferma di questo modo di considerare le malattie esantematiche la scarlattina.
    La scarlattina è una malattia che si manifesta soprattutto nei processi di calore, ed interessa l’Io del bambino.
    Il calore sale dal ricambio verso l’alto, su  fino alla lingua trasformandola nel classico color rosso lampone.
    Anche la gola è rosso fiamma e piccole macchie colorano, soprattutto il busto, di un rosso scarlatto; si può vedere nell’azione del calore una forza che da dentro spinge verso la periferia.
    Il bambino allora si avvale di uno strumento quale è la febbre, spesso temuta e quasi demonizzata, giacché la maggior parte delle volte viene stroncata sul nascere.

    La febbre invece è un naturale processo calorico, per cui il bambino per suo mezzo può eliminare quanto in eccesso si trova ad avere di non suo: tramite essa brucia, eliminandoli, quelli che si possono definire residui.
    Questi ultimi si possono considerare un inutile deposito di forze ereditate dai genitori che, nonostante i precedenti tentativi di cambiamento del corpo fisico, non sono state sufficientemente elaborate dalle proprie forze. Il bambino sente la necessità letteralmente di buttare fuori questo deposito, queste scorie: le butta verso l’esterno, le butta via dagli organi interni verso la periferia, verso la pelle.

    La natura di fuoco della scarlattina si può osservare anche quando essa compare in modo inaspettato in alcuni casi quando, ad esempio, il bambino si procura una forte scottatura che lo porta ad avere come conseguenza una grave ustione.
    Il rapporto tra malattie esantematiche ed i quattro elementi potrebbe naturalmente continuare con vari e minuziosi dettagli.
    Nei bambini affetti da pertosse (tosse asinina) si vede come sia soprattutto coinvolta la respirazione, e quindi l’elemento aria,  con terribili spasmi respiratori e respiro a strascico.

    Nel caso del morbillo invece viene interessato soprattutto l'organismo liquido: lo si può osservare dai sintomi più evidenti:  occhi che lacrimano, naso che cola copiosamente e una fastidiosa tosse  grassa.
    In questo contesto sono state riportate solo alcune indicazione riguardanti altre malattie esantematiche, perché si rimanda l’argomento ai libri preposti che con dovizia di particolari espongono, anche da parte di medici, queste relazioni.

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