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21/01/2005 Eutanasia, Paura di parlarne ovunque, anche a Scuola, dove si forma il Pensiero e l' Opinione (Pietro Moretti, www.aduc.it)

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E' quanto si deduce da cio' che e' accaduto in un liceo di Torino dove Silvio Viale, medico gia' noto per essere uno dei pionieri della pillola abortiva RU486, ha tentato di stimolare il confronto sull'eutanasia con la presentazione di un filmato. Invece del confronto fra il ginecologo torinese e don Giuseppe Zeppegno, teologo della curia della medesima citta', gli studenti del liceo Einstein hanno solo potuto prendere atto di una cancellazione all'ultimo minuto, probabilmente frutto di un'istituzione imbarazzata ed intimorita. E fin qui niente di nuovo: l'esercizio del libero pensiero e del libero confronto non e' spesso all'ordine del giorno delle nostre scuole superiori; bastano -cosi' pare- i libri di testo.
Sorprende pero' che questo episodio, al di la' della cronaca, non abbia stimolato un confronto intenso, anche in virtu' della presentazione di un progetto di legge da parte del nuovo gruppo politico della “Rosa nel pugno”. Condanne sotto forma di dichiarazioni, si', diverse, ma quasi niente confronto. Abbiamo letto di “lezioni di morte”, di “dottor Morte”, dando l'impressione che fosse indegna di attenzione ogni opinione diversa, a parte, ovviamente quella dei “soliti noti” (radicali, socialisti, liberal piu' meno tali e dichiarati, etc...). E la cosiddetta gente comune? Inesistente! A parte un timido sondaggio dell'Eurispes tra i cattolici, che da' il 38% di favorevoli (il 48% contrari) all'eutanasia: una percentuale incredibile se commisurata al livello di informazione in materia che circola.
Crediamo che l'assenza di dibattito non sia altro che la manifestazione di un'assordante assenza di idee. Solo questo potrebbe spiegare il non-confronto.
Stando alle dichiarazioni dei contrari dei -anche qui- “soliti noti”, che bollano i favorevoli come amanti della morte, ci domandiamo: come si fa a credere che ci sia qualcuno che ami la morte a dispetto della vita?
Per capire il contesto in cui ci stiamo muovendo ci dovremmo chiedere: come mai la Corte Suprema degli Usa (con nove membri su nove di dichiarata fede cristiana) ha confermato la legittimita' della legge dello Stato dell'Oregon che ammette il suicidio assistito da parte un medico? Come e' possibile che l'eutanasia sia legale in Paesi europei quali l'Olanda ed il Belgio? Sono usciti di senno loro, o forse e' arrivata l'ora di rimettere in discussione convinzioni tipiche di una societa' confessionale che fondava il rapporto con i cittadini e gli individui sulla base di ignoranza, non-informazione, non-consapevolezza?
Non vogliamo trasformare la nostra opinione a guisa di modello per il futuro, ma l'esigenza e il dovere di parlarne -soprattutto a scuola- ci sembra proprio il minimo per una societa' che non ha paura e che nasconde sempre negli armadi tutto cio' che non capisce.

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