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03/12/2009 Niet sovietico (http://www.antoniodipietro.it

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Ieri il gruppo parlamentare dell'Italia dei Valori, tramite il suo capogruppo in Commissione Vigilanza Rai, il senatore Pancho Pardi, ha chiesto espressamente la diretta della manifestazione 'No Berlusconi Day' del 5 dicembre ai tre direttori dei Tg della Rai e al suo Direttore generale, Mauro Masi.

Le dirette di RaiUno, Due e Tre sono state negate, nonostante la disponibilità del Tg3 e di Raitre a trasmettere l'evento e, nonostante la prassi voglia che se questa viene sollecitata da un gruppo parlamentare e l’evento è di interesse nazionale, questa debba essere accordata.

Mi domando quale sia il motivo di questo "niet sovietico". Ovviamente è un dubbio che trova spiegazione nell’atteggiamento censorio della dirigenza attuale che trasmette a comando di regime.

Perché mai, altrimenti, dovrebbe essere negata la diretta ad una delle più importanti manifestazioni popolari del 2009?

Forse una protesta civile in tutte le piazze d’Italia, con cuore a Roma, con oltre mezzo milione di adesioni on line, migliaia di pullman da ogni parte d’Italia e un numero sorprendente di ragazzi che si stima possano arrivare nella capitale, non è un evento di rilevanza nazionale?

O forse Masi ha ricevuto l’ordine di censurare questa manifestazione perché non è ‘di regime’ o allineata ai partiti politici?

O forse non c’è stata una sufficiente “sponsorizzazione” politica, oltre a quella dell’Italia dei Valori? O forse non c’è stato un referente politico gradito alla nomenklatura della Rai? O forse ancora qualche notabile Rai sta aspettando di qualche altro politico che non si è speso abbastanza per garantire la risonanza dell’evento? Come sceglie la Rai, televisione del servizio pubblico, la rilevanza degli eventi da trasmettere in diretta? Se c’è un convegno con quattro gatti e venti vip della politica manda il suo furgone, mentre se ci sono mezzo milione di cittadini per le strade di Roma e un premio Nobel come Dario Fo sul palco se ne frega.

E Masi non venga dirci che la diretta è seguita da Rainews24, poiché noi sappiamo che Rainews24, con tutto il rispetto per l’ottimo lavoro che svolge, oggi è vista in chiaro al massimo da un 30% della popolazione italiana.

L’Italia dei Valori farà ulteriori pressioni per ottenere ciò che è un diritto dei cittadini su una loro proprietà: la televisione pubblica. Sollecito il Pd a fare altrettanto, dando forza al nostro appello. Anzi, l’Italia dei Valori si accoda ad una sua eventuale richiesta, così non sorgeranno problemi di primogenitura. Tutto pur di raggiungere l’obiettivo: restituire per qualche ora un canale Rai ai suoi proprietari.

Nel frattempo garantisco ai cittadini che il mio blog e quello dell’Italia dei Valori trasmetteranno la diretta streaming dell’evento, sia per quanto riguarda gli interventi che si susseguiranno dal palco, sia per ciò che avverrà durante il corteo che si sposterà da piazza della Repubblica a piazza san Giovanni. II 5 dicembre ci sarà la possibilità di avere e dare notizie flash su Twitter e utilizzeremo la piattaforma di Flickr per raccogliere le foto degli utenti presenti in tutte le piazze d’Italia ma, se continuiamo così, converrà pagare il canone ai blogger piuttosto che alla televisione di Stato.

02/12/2009 Svegliamoci prima che sia troppo tardi (http://www.antoniodipietro.it)

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Ieri sera sono stato ospite di Giovanni Floris alla trasmissione Ballaro'. Pubblico il video ed il testo del mio intervento, dove rispondo alle dichiarazioni del ministro Sandro Bondi in tema di giustizia.

Testo dell'intervento

Al contrario di quanto afferma l'onorevole Bondi, credo che sia Berlusconi a perseguitare la giustizia e non la giustizia che perseguita Berlusconi. Credo che ci si debba difendere nel processo e non dal processo. Ormai ci si difende dal processo attraverso leggi ad personam, denigrazione degli organi giudiziari e attraverso strumentalizzazioni continue, mi dispiace che, a pensarla così, siano non soltanto alcuni parlamentari del Pdl ma, addirittura, qualcuno della coalizione di cui faccio parte.

Mi permetto di essere d'accordo con il ministro Bondi: il problema non è Berlusconi in quanto tale, ma il berlusconismo che sta invadendo tutte le istituzioni, del quale si sta ammalando tutta la politica e il sistema degli affari in Italia. Non c'è amministrazione pubblica che non sia sotto indagine. Siamo alla vigilia di quello che era accaduto tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992, un’Italia piena di mazzette, tangenti, malaffare, dove tutti facevano finta di non vedere e chiudevano gli occhi, fino ad arrivare al punto in cui si diceva “tanto lo fanno tutti”, come disse l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi.

Non è solo la questione dei processi che riguardano Berlusconi, ma tutte le pubbliche amministrazioni dove c'è un senso di impunità, un livellamento al ribasso dell'etica pubblica, dove la colpa è di coloro che svolgono le indagini e non di coloro che commettono i reati.

Sono orgoglioso, da cittadino e da rappresentante politico, di partecipare alla manifestazione del “No B-Day”, che si svolgerà il 5 dicembre, a Roma, dove centinaia di migliaia di persone indosseranno un indumento di colore viola con il quale vogliono mandare un messaggio importante al Paese: “Svegliamoci prima che sia troppo tardi, prima che la dittatura ritorni in questo Paese”.

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02/12/2009 La bocca della verita' (http://www.antoniodipietro.it)

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Gianfranco Fini
, Presidente della Camera dei Deputati, dice in privato cio' che l'Italia dei Valori dice in pubblico. Ci auguriamo che passi dalle parole ai fatti e spenga l'interruttore di questa legislatura e di questo governo prima che sia troppo tardi.

Riporto di seguito la trascrizione del fuori onda tra Gianfranco Fini e il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi alla giornata conclusiva del "Premio Borsellino" del 6 novembre 2009 a Pescara.

Fini: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"

Trifuoggi: "Assolutamente si... non ci si può permettere un errore neanche minimo"

Fini: "Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che... lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di ... (ndr Berlusconi?)... uno è vice presidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio..."

Trifuoggi: "Pare che basti, no"

Fini: "Pare che basti"

Trifuoggi: "Però comunque si devono fare queste indagini"

Fini: "E ci mancherebbe altro"

Fini: "No ma lui, l'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo...

Trifuoggi:
"E' nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l'imperatore romano"

Fini: "Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto"

30/11/2009 Lapsus, scorciatoie e strade maestre..

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Enrico Letta ha scoperto, e ne siamo venuti a conoscenza tramite le sue ambigue dichiarazioni, che Berlusconi non è uno statista. A questa presa di coscienza io arrivai durante gli anni di tangentopoli. Ora sono alla fase due: Berlusconi non solo non è uno statista, ma è anche un poco di buono. Ci troviamo di fronte ad una persona coinvolta in diversi reati, dalla corruzione all’evasione fiscale, al falso in bilancio e, forse, anche qualcosa di più.

Se l’incipit del discorso di Letta è ambiguo, il resto è imbarazzante e merita una rettifica per sgombrare il campo da messaggi ambigui e lapsus freudiani.

Letta, nella sua intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera, afferma che “il Pd non cercherà scorciatoie" per far cadere il governo, ma seguirà “la strada maestra delle urne” e - aggiunge - “il Pd considera legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo”, e fin qui lo seguo, e “dal processo”, e qui mi perdo. E si perdono anche gli elettori. Difendersi “dai processi”, infatti, è quello che sta facendo senza tregua dal primo giorno di legislatura questo presidente del Consiglio, e lo sta facendo a spese degli italiani. Il fatto che il 5 dicembre migliaia e migliaia di cittadini manifestino in tutta Italia e in molte città del mondo contro Berlusconi, ad esempio, cos’è, una “scorciatoia?”.

Chiedere a questo premier di andare a testimoniare nei processi che lo vedono coinvolto o chiedergli di riferire in Parlamento piuttosto che a ‘Porta a Porta’, è una scorciatoia?
Se dovesse arrivare a Berlusconi un avviso di garanzia per le stragi del ’93 dovrebbe difendersi “dal processo”, depenalizzando i reati ascrittigli, come ha già fatto in altri processi?
Urlare per difendere l’uso delle intercettazioni, o sussurrare che non passerà una sola legge ad personam, significa “non percorrere la strada maestra?”.
Battersi, notte e giorno, contro Berlusconi in Parlamento e nelle piazze, non significa tentare “scorciatoie” per disarcionare un presidente del Consiglio, ma evitare che l’Italia scivoli in un modello di repubblica sovietica che piace a pochi e umilia molti.
La strada “maestra” non può essere quella della solitudine dettata da complessi di primogenitura o da logiche separatiste, poiché sarebbe una strada senza sbocco.

Caro Enrico, se soltanto quest’uomo si facesse processare, secondo la legge, tu ed io non saremmo neanche qui a parlare di lui, se non con un pallottoliere per contare gli anni che dovrebbe scontare prima di tornarsene ad Arcore.
Questa maggioranza non è una maggioranza “di governo”, ma una maggioranza ricattata o complice. O quantomeno pilatesca, ridotta all’esecuzione dei voleri di una persona. La nostra democrazia ha trovato il suo punto debole nella XVI legislatura con questa maggioranza, andata al governo con certe promesse elettorali, salvo poi rimangiarsele mettendo in scacco il Paese. Ma quale strada maestra? Quale maggioranza?
Qui siamo trattati a “Pravda e manganello”, caro Enrico.
Spero di vederti il 5 dicembre, a Roma, al No B Day. Io e l’Italia dei valori ci saremo, anche con la pioggia, per ascoltare dal palco i lavoratori in cassa integrazione e i precari senza futuro. Così come saremo alla vostra manifestazione dell’11 e 12 dicembre. E’ il contatto con la gente che non bisogna mai perdere per non diventare dei “berluscones”: questa è la sola, ed unica, strada maestra, il resto è politichese da quattro soldi. Il 5 dicembre, a Roma, vedremo chi dei tuoi colleghi sta con la gente e chi si chiude nel bunker. Spero tu sia tra i primi.



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