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  • 23/05/2008 Noi siamo uomini liberi perchè non siamo mafiosi...(Fabrizio Alessi, Direttore del Giornale di Palermo)

    Ricerca personalizzata

    NOI SIAMO UOMINI LIBERI

    PERCHE' NON SIAMO

    MAFIOSI...

     

     

     

     

     

     

    A NOI PIACE RICORDARLO COSì

    di Fabrizio Alessi

    (Direttore del Giornale di Palermo)

    giornaledipalermo@libero.it

     

    Sono le 17,48 quando su una pista dell'aeroporto di Punta Raisi atterra un jet del Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall'aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40. Sopra c'è Giovanni Falcone con sua moglie Francesca. E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra. E' la sua scorta, erano stati raggruppati dal capo della mobile Arnaldo La Barbera. Una squadra affiatatissima che aveva il compito di sorvegliare Falcone dopo il fallito attentato del 1989 davanti la villa del magistrato sul litorale dell'Addaura. La solita scorta con Antonio, Antonio Montinaro, agente scelto della squadra mobile che, appena vede il "suo" giudice scendere dalla scaletta, infila la mano destra sotto il giubbotto per controllare la pistola. Tutto è a posto, non c'è bisogno di sirene, alle 17,50 il corteo blindato che trasporta il direttore generale degli Affari Penali del ministero di Grazia e Giustizia è sull'autostrada che va verso Palermo. Tutto sembra tranquillo, ma così non è. Qualcuno sa che Falcone è appena sbarcato in Sicilia, qualcuno lo segue, qualcuno sa che dopo otto minuti la sua Croma passerà sopra quel pezzo di autostrada vicino alle cementerie. La Croma marrone è davanti. Guida Vito Schifani, accanto c'è Antonio, dietro Rocco Di Cillo. E corre, la Croma marrone corre seguita da altre due Croma, quella bianca e quella azzurra. Sulla prima c'è il giudice che guida, accanto c'è Francesca Morvillo, sua moglie, anche lei magistrato. Dietro l'autista giudiziario, Giuseppe Costanza, dal 1984 con Falcone, che era solito guidare soltanto quando viaggiava insieme alla moglie. E altri tre sulla Croma azzurra, Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. Un minuto, due minuti, la campagna siciliana, l'autostrada, l'aeroporto che si allontana, quattro minuti, cinque minuti. Ore 17,59, autostrada Trapani-Palermo. Investita dall'esplosione la Croma marrone non c'è più.

    La Croma bianca è seriamente danneggiata, si salverà Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza, quella azzurra, è un ammasso di ferri vecchi, ma dentro i tre agenti sono vivi, feriti ma vivi. Feriti come altri venti uomini e donne che erano dentro le auto che passavano in quel momento fra lo svincolo di Capaci e Isola delle Femmine. Fu Buscetta a dirglielo: "L'avverto, signor giudice. Dopo quest'interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. E' sempre del parere di interrogarmi?". Questo accadeva molti anni fa. Oggi, a distanza di sedici anni, molte cose sono cambiate. Dopo le morti di Falcone e Borsellino lo Stato ha risposto alle provocazioni di cosa nostra. Molti sono stati i risultati ottenuti dalle forze dell'ordine. Tra questi gli arresti di Riina, Provenzano e di tanti altri personaggi di spicco. E' anche cambiata la coscienza dei siciliani. Quella coscienza che è alla base del viver bene e del viver comune. Oggi a noi non resta che ricordare e commemorare tutte, proprio tutte, le vittime della mafia. Ricordiamo il Giudice Falcone e sua moglie Francesca. Ricordiamo anche, con pari dignità e onore, tutti gli agenti dello Stato che hanno perso la loro vita per difendere i valori della nostra Repubblica. A tutti loro va il nostro pensiero. A tutti loro va la gratitudine per tutto quello che hanno fatto.


    RICORDARE FALCONE - 2002 (Martinez - Jovanotti)
    Il CD è stato prodotto nell'ambito del Progetto "Ricordare Giovanni Falcone" promosso dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone in collaborazione con il Dipartimento dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell'Università di Roma La Sapinza.

    PALERMO MON MOUR (la Canzone Antimafia del Cantautore Palermitano Rino Martinez) www.rimomartinez.com

    http://www.missioneinweb.it

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