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  • 01/04/2008 Giuseppe Casciari torna in Calabria

    Ricerca personalizzata

    COMUNICATO STAMPA

    L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:

    Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

    Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza.

    Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

    La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante. Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia. Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.

    Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro.

    Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte.

    Lo farò in giro per l'Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia.

    La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente "il caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari", riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti: Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005- Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005 - approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 "Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata").

    L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla 'ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere "le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità" per questo "Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare". Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la pericolosità mondiale di tale struttura criminale.

    Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia.

    Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: "non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio".

    Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. .

    Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto. Lì 31 marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari

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    Davide Mattiello 3488079996

    COMMUNIQUÉ DE PRESSE

    L’ENTREPRENEUR CALABRAIS GIUSEPPE (PINO) MASCIARI, TEMOIN A CHARGE, QUITTE LA LOCALITÉ PROTÉGÉE SANS ESCORTE POUR SE RENDRE EN CALABRE COMME MANIFESTATION DE PROTESTATION EXTRÊME EN ATTENTE D’UNE RÉPONSE DES INSTITUTIONS ET DEMANDE AU MÊME TEMPS L’ASILE POLITIQUE OU L’ADOPTION PAR UN AUTRE ETAT DE SA FAMILLE:

    Je suis un entrepreneur calabrais qui ne s’est pas plié au racket, qui a dénoncé et fait arrêter et condamner des dizaines de membres appartenant à l’organisation `ndranghetista de connivence avec les institutions. On m’a mis sous le Programme spécial de protection depuis le 17 octobre 1997; exilé de la Calabre et depuis sans espoir de retour.

    Durant les 10 dernières années on ne compte pas le nombre de fois que les Institutions, sensés me protéger, ont eu des comportements contraires non seulement à la loi mais aussi à la dignité humaine. Abandonné à mon sort avec ma famille, isolés et exilés, spoliés de mes entreprises de construction et de notre droit au travail (ma femme est orthodontiste).

    Après m’avoir ôté le pain de la bouche, ils m’ont privé de liberté et maintenant ils me suppriment jusqu’à l’espérance.

    Apres 11 longues années d’attente et de foi dans les institutions, je dois avouer que sous les conditions actuelles il est impossible pour ma famille de rester en Italie, vue la situation de total abandon et d’absence de ceux supposés nous protéger dans la localité soi-disant protégée.

    Avec ma famille je me retrouve donc être une cible facile de vengeance mafieuse, surtout dans le dangereux contexte actuel.

    Je demande donc formellement au Président du Conseil Romano Prodi, au Ministre de l’Intérieur Giuliano Amato et au Ministre Adjoint de l’Intérieur Marco Minniti de résoudre promptement ma vicissitude avant la consultation électoral et de garantir à ma famille et à moi le droit au travail et la sécurité pour aujourd’hui et pour le futur.

    Au même temps je demande formellement à toute autre Nation qui le souhaiterait d’ADOPTEZ ma famille : ma femme et mes deux enfants, afin qu’ils puissent vivre en sécurité.

    En ce qui me concerne, j’ai décidé de rester dans mon pays, au péril de ma vie, afin de poursuivre mes dénonciations civiles et juridiques contre l’impuissance des Institutions dont les paroles restent lettres mortes et pour témoigner de la véritable lutte contre la mafia en Italie: ceux qui ne se soumettent pas au pouvoir de la mafia seront éliminés d’une façon ou d’une autre.

    Je quitte donc aujourd’hui la localité protégée pour la Calabre et pour affronter mon destin, tout en gardant jusqu’au bout la dignité que ces dernières années j’ai défendu des attaques d’abord de la `ndrangheta et en suite des Institutions. Je me rendrai devant toutes les institutions de Rome, devant le TAR de Lazio où se trouve bloqué depuis plus de trois ans mon recours en justice contre l’Etat qui m’a ôté mon droit au Programme de protection et ceci équivaut à une condamnation à mort.

    Je suis confiant de trouver le soutien de nombreux citoyens, associations et groupes, les contreparties propres des Institutions et de la politique que j’ai rencontrées dans cette longue quête, qui partagent mon choix et qui se reconnaissent dans les valeurs de la justice et de la légalité.

    La COMMISSION PARLEMENTAIRE ANTIMAFIA, déjà lors de la dernière législature, la quatorzième, avait analysé et examiné dans le détail le « cas de l’entrepreneur Giuseppe Masciari ».

    L’actuelle COMMISSION PARLEMENTAIRE ANTIMAFIA, la quinzième, durant la session du 19 février 2008 a approuvé le rapport annuel mettant en cause la ‘ndrangheta (rapporteur : le député Forgione) ainsi que le rapport concernant les témoins à charge (rapporteur : le député Napoli).

    Ce dernier met en évidence « les graves manques d’efficacité du système de protection souvent dus à l’incapacité, la négligence et l’irresponsabilité » par conséquence « l’Etat devrait récupérer le terrain perdu face à qui a démontré avoir un sens civique exemplaire. » Ce rapport a reconnu que les droits des témoins à charge doivent être respectés.

    Le rapport sur la ‘Ndrangheta met en évidence le danger que représente cette structure criminelle au niveau mondial.

    Les institutions, les politiciens, le patronat ne font pas suivre leurs paroles par des actes. Je n’ai pas besoin de paroles d’encouragement mais de sécurité, de travail et d’un futur pour moi et surtout pour ma famille.

    Si on admet que celui qui a fait le choix d’être du coté de la Justice se voit vivre dans la privation en devenant témoin et exemple tangible de l’incapacité de l’Etat à donner une réponse rapide, il ne s’agit pas seulement d’une défaite de Pino Masciari mais belle et bien d’un échec de l’Etat, et d’une victoire de la ‘ndrangheta qui a continué et continue à se développer multipliant ses gains, tant est que leur actif en Calabre s’élève à 35 milliards d’euros sales, alors qu’on ne me permet ni de poursuivre mon activité professionnelle d’entrepreneur.

    Même le Ministère de l’intérieur, après délibération du 28 juillet 2004, déclare « ne pas consentir à ce que le témoin à charge Masciari Giuseppe et sa famille immédiate retourne dans sa ville d’origine étant donné les risques importants qui subsistent encore aujourd’hui. »

    Une véritable débâcle pour l’Etat italien, un message dévastateur pour ceux qui un jour devraient décider soit de dénoncer ou bien de baisser la tête devant les intimidations mafieuse.

    Je confirme jusqu’à la fin et avec certitude que je ne regrette rien de ce que j’ai fait parce que je suis convaincu qu’une telle dénonciation est un acte de civisme de la part d’un citoyen qui fait partie d’un Etat de droit.

    Le 31 mars 2008

    Giuseppe (Pino) Masciari

    Pour tous renseignements:

    pinomasciari@gmail.com

    pino59@email.it

    http://www.pinomasciari.org

    Davide + 39-348-8079996

    Roberto +39-347-5129117

    Comunicado de Prensa

    El impresario de Calabria (Italia) Giuseppe Pino Masciari Testigo de Justicia deja el llugar secreto sin escolta para regresar en Calabria como extrema protesta en espera de la respuesta del Estado Italiano preguntando tambien asilo politico o adopcion por su familla de parte de otras naciones:

    Soy un constructor calabrese que ha rechazado el chantaje del racket, denunciando el crimen he permitido la detencion y la condena de docenas de miembros de la ‘ndrangheta (mafia de Calabria) y sus complices en los Aparatos de el Estado.

    Fui puesto en el Programa Especial de Proteccion desde el 17 de Octubre del 1997, exiliado de mi tierra y desde allì atrapado sin alguna salida: en los ultimos 11 años muchos fueron los actos omisivos de parte de las Instituciones responsables de mi proteccion, contrarios a las leyes y antes que todos a la dignidad humana. Abandonado a mi destino junto a mi familla, solos, exiliados, defraudado de las empesas y del trabajo (mi mujer es un medico odontoiatra). Antes me quitaron el pan, despues la libertad y ahora la esperanza.

    Duespues esos largos años de espera y confianza en las Instituciones hoy como hoy me toca reconocer que no existen las condiciones porque mi familla premanezca en Italia en consideracion de la situacion de abandono y la absencia de las estructuras de proteccion, que tenian que ser implantadas en manera vigile y constante en el lugar (supuestamente) protecto.

    En conclusion me encuentro ser facil objetivo junto a mi familla de la venganza mafiosa, en el actual contexto de larga violencia cruel de la ‘ndrangheta calabrese.

    Asì que pido oficialmente al Sr. Presidente del Consejo Romano Prodi, al Sr. Ministro del Interior Giuliano Amato y al Sr. Viceministro del Interior Marco Minniti, detentor de la presidencia de la Comision Central ex art. 10 L. 82/91 (que se ocupa de los testigos de justicia ndt) de solucionar tempestivamente antes de las proxima eleccion (13-14 abril) mi urgente y antiiguo caso, garantizando el derecho al trabajo y la seguridad presente y futura para mi y mi familla. Al mismo tiempo pido oficialmente a qualquier Estado del mundo de ADOPTAR mi familla, mi mujer y mi dos hijos menores, para que sean cuidados con adecuada proteccion.

    Yo no! He decidido permanecer en mi Pais, arriesgando por mi existencia, a continuar mi camino de denuncia civil de la impotencia de las Instituciones, que a sus palabras no proporciona hechos concretos, y para afirmar la verdad cerca la lucha a la mafia en Italia: el que no se va a comprometer con el sistema mafioso tiene que ser eliminado, de una manera o de l’otra. Asì hoydia dejo mi llugar de protecion hacia la Calabria enfrentando mi destino, conservando hasta el final mi dignidad, la que en estos años he defendido de los ataques antes de la ‘ndrangheta y despues de las Instituciones.

    A seguir lleguerè delante los palacios del Poder de Roma y al TAR (Tribunal Administrativo Regional) del Lazio, donde està bloqueado desde mas de tres años mi recurso contra el Estado que me ha injustamente revocado el programa de proteccion, equivalente a una comdena a muerte.

    Harè una vuelta por Italia, seguro de encontrar a mi lado ciutadanos, asociaciones, grupos y meetup, las fuerzas sanas de las instituciones y de la politica que encontrè en estos largos años, que apoyan mi decision y se reconocen en los valores de Legalidad y Justicia.

    La Comision Parlamentaria Antimafia, ya en la pasada Legislatura (la XIV) analizò y examinò alacremente “el caso del impresario Giuseppe Masciari” , admitiendo las razones de cuanto exposto (referencias: Aprovacion de la Relacion de el Comitado sobre los Testigos del 9 marzo – Informe estenografico de la 69° sesion del 14 junio 2005 – Aprovacion del Informe de Minoria del 18 enero 2006, pag. 72 “Testigo de justicia: un recurso humillado”).

    La Comision Parlamentaria Antimafia de la ultima Legislatura (la XV), en la sesion del 19 febrero 2008 aprobò el Informe anual sobre la ‘ndrangheta (Relator On. F. Forgione) y el Informe sobre los Testigos de Justicia (Relator On. A. Napoli), que han evidenciado “graves caidas de eficencias del sistema de proteccion debidas frequentemente a ineptitud, descuido y irresponsabilidad” por eso “El Estado recupere se ponga al dia con quien ha demostrado de poseer un espiritu civico ejemplar”. Ha confirmado el respeto de los derechos del los testigos de justicia, recurso que tiene que ser valorizado y no humillado. En el informe sobre la ‘ndrangheta se ha declarado el peligro globalizado de dicho sistema criminal.

    Las Instituciones, la politica, Confindustria (asociacion de las empresas ndt) hacen coleccion de buenas intenciones a la cual no siguen hechos concretos. Yo no necesito de palabras, sino de seguridad, proteccion, empleo y futuro para mi y especialmente para mi familla.

    Si se permite que quien elige el lado de la Justicia viva unicamente malestar convertiendose en ejemplo del fracaso de una rapida respuesta del Estado, y eso no es la derrota de Pino Masciari sino de toda Italia, una victoria para la ‘ndrangheta, que continua sus negocios tanto que en Calabria tiene un activo de 35.000 milliones de euro, dinero sucio, mientra al suscrito no se restituye el derecho de volver a ser empresario.

    El 28 julio 2004 el Ministerio del Interior afirma que: “no se permite la autorizacion al regreso del testigo de justicia Masciari Giuseppe y de su familla en el llugar de origen de momento que existen graves y actuales perfiles de riesgo”. Una derrota para el Estado Italiano, un mensaje devastante para quien que un dia deberà elegir si denunciar o rendirse a la amenaza mafiosa. Confirmo hasta el final y firmemente que no tiengo algun arrepentimiento por lo que hice, porque creo que la denuncia es un deber de cada ciudadano de un Estado para que todavía pueda ser considerado Estado de Derecho.

    30 Marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari

    Para informaciones:

    www.pinomasciari.org

    pinomasciari@gmail.com

    pino59@email.it

    Davide Mattiello 3488079996

    Roberto Laddaga 3475129117

    PRESS RELEASE

    ITALIAN BUILDING DEVELOPER GIUSEPPE “PINO” MASCIARI, WHO HAS REBELLED AGAINST THE MAFIA IN CALABRIA, IS LEAVING THE PLACE WHERE HE LIVES UNDER THE WITNESS PROTECTION PROGRAM, WITHOUT POLICE ESCORT, TO GO BACK TO CALABRIA AS AN EXTREME FORM OF PROTEST, WHILE HE IS AWAITING FOR A RESPONSE FROM THE POLITICAL ESTABLISHMENT; HE SIMULTANEOUSLY SEEKS ASYLUM OR ADOPTION FOR HIS WIFE AND CHILDREN IN ANOTHER COUNTRY.

    I am an enterpreneur from Calabria who chose not to submit to the racket and who reported to the police dozens of people belonging to the local mafia network (the “’ndrangheta”) and their accomplices inside the institutions. Since 17 October 1997 I have been on a witness protection program: I was taken away from Calabria and dumped into a tunnel with no way out. For the past eleven years I have been the victim of countless episodes of neglect of duty, contrary to the law and even to human dignity, committed by those institutions which were supposed to provide me protection.

    I have been abandoned to my fate together with my family, we have been thrown apart from our relatives and friends, exiled from our native land, I have lost the building companies I owned as a building developer and my wife has lost her job as a dentist.

    First they took bread away from me, then they took away freedom, and finally they took away hope.

    After spending eleven years waiting and trusting the institutions, today I have to admit that circumstances do not allow my family to live in Italy any longer, owing to the situation of desertion and the absence of the organizations that should have provided us protection constantly and watchfully in what was supposed to be a safe location.

    In conclusion, I find myself to be, together with my family, an easy target for the mafia’s retaliation, in the current alarming situation in which the local mafia (the 'ndrangheta) is fighting back furiously and increasingly.

    Therefore I formally ask Prime Minister Mr Romano Prodi, Minister of the Interior Mr Giuliano Amato and Vice Minister of the Interior Mr Marco Minniti, who is also the President of the Central Committee pursuant to Article 10 of the Law 82/91, to settle my year-long issue quickly, before the general election, by ensuring the right to work and the present and future security and safety for me and my family.

    At the same time I formally ask any Country in the European Union or any other Country to adopt my family, i.e. my wife and my two children, so that such country may take care of them, ensuring them the necessary safety.

    As to me, I am not seeking asylum! I choose to go on living in my country, risking my life, so as to be able to continue to denounce and report, both as a citizen and as a legal witness, the powerlessness of the institutions, whose words are never translated into concrete actions, and to go on telling the truth about the struggle against the mafia in Italy: he or she who won’t come to terms with the mafia ways must be bumped off, one way or the other.

    Therefore today I am leaving the safe location where I have been living and heading to Calabria, where I will face my fate, keeping at least the dignity that I was able to defend from the attacks of the ‘ndrangheta and, more recently, of the institutions.

    Then I will go to Rome, to demonstrate in front of the buildings of the Ministries and the Regional Administrative Court of Lazio, where my appeal against the unjust revocation of the protection program, that is tantamount to a death penalty, has been disgracefully pending for more than three years.

    I will go around Italy. I am confident that the many citizens, associations, groups and Meetups, as well as the sound parts of the institutions and of the politics that I have met during these years, will stand by me, since they share my choice and they also recognize the values of lawfulness and justice as theirs own.

    The former Antimafia Commission of the Italian Parliament had already analyzed and examined “the case of the businessman Giuseppe Masciari” in depth, during the past (the fourteenth) legislature; such Commission had acknowledged the grounds of my issue (please refer to the following documents: Approval of the Report of the Witness Committee of 9 March 2005 – Shorthand Report of the 69th meeting of 14 June 2005 – Approval of the Minority Report of 18 January 2006, p. 72 "Witnesses against the mafia: a humiliated resource").

    The present Antimafia Commission of the 15th legislature of the Italian Parliament, in its meeting of Tuesday 19 February 2008, approved the Yearly Report about the 'ndrangheta (rapporteur Mr Forgione M.P.) and the Report about the Witnesses against the Mafia (rapporteuse Ms. Napoli M.P.), in which the " serious failures in the efficiency of the protection program, often resulting from incapacity, neglect and irresponsibility" are clearly set forth; therefore "the State must make up for the ground lost to the citizens who have shown that they have an exemplary civic mind".

    The Antimafia Commission has thus acknowledged the respect of the rights of the witnesses against the mafia, who are a resource to be rewarded, and not to be humiliated. In the report about the `ndrangheta the Commission has recognized the danger represented by such criminal organization worldwide.

    The institutions, the politicians, Confindustria (the Association of Italian Industries) are collectors of good intentions, which are never followed by concrete facts. I don’t need to be patted on my shoulder, but to be given safety, security, and the possibility to work; my wife, my children and I need to be granted a safe future.

    If people who have chosen to stand for Justice accumulate only hardships, thus becoming a tangible example of the failure of a rapid response of the State, this will not be just Pino Masciari’s defeat, but Italy’s defeat and the ’ndrangheta’s victory. The ‘ndrangheta has continued and will continue to do business multiplying its profits: in fact the ‘ndrangheta’s income in Calabria amounts to 35,000,000,000 Euros, a lot of dirty money, where I have not been given back the right to go back to be a businessman as I was. Moreover, a resolution of the Ministry of the Interior dated 28 July 2004 " does not allow to authorize the witness Giuseppe Masciari and his family to return to their home town, owing to the existence of serious and impending risks ".

    This is a defeat for the Italian State and an extremely discouraging message for other people who will be faced with the decision whether to report or to give in when threatened by the mafia. Yet I unwaveringly confirm and state until the end that I do not regret in the least my behaviour, because I believe that reporting crime is a duty for every citizen belonging to a State that can regard itself as subject to the rule of law.

    31 March 2008 Giuseppe (Pino) Masciari

    Contacts:

    pinomasciari@gmail.com

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