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17/04/2007 Mafia, Cnel: nuova struttura per gestire beni confiscati (VC, www.helpconsumatori.it)

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Rendere rapide ed efficaci le procedure che portano al riutilizzo dei beni sottratti alle mafie, per superare le problematicità e le criticità rilevate in questi anni nella gestione e nella destinazione dei beni confiscati. E' questo l'obiettivo a cui ha lavorato l'Assemblea del Cnel che ha avanzato la necessità di una riforma attraverso una modifica migliorativa della llegge 109/1996, in materia di confisca dei beni e sul loro riutilizzo ai fini sociali.

La necessità di riformare la legge 109/96 emerge anche dallo studio dell'Osservatorio sulla Criminalità del CNEL presentato a maggio dello scorso anno, secondo il quale da 1071 beni confiscati e assegnati nel 2001 si è scesi ai 166 nel 2005 fino ai 107 nel 2006.

Secondo il Cnel occorre lavorare alla costituzione di una nuova struttura dedicata ai beni sequestrati e confiscati - articolata a livello centrale e periferico - coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e in rapporto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e con il Ministero dell'Interno. Una risposta opportuna per superare la mancanza di competenze specifiche, di strumenti e mezzi dell'attuale gestione affidata all'Agenzia del Demanio, impegnata com'è su altri fronti istituzionali e con altri obiettivi.

Alla nuova struttura, andrebbe assegnato "il compito di gestire i beni confiscati, dotando la stessa dei poteri, dei finanziamenti e del personale tecnico e specialistico in grado di assicurare in tempi certi che il bene confiscato sia definitivamente consegnato all'assegnatario". Alla stessa dovrebbero inoltre "essere affidati gli elenchi di professionisti, aperti presso le procure distrettuali antimafia, in grado di subentrare, subito dopo il sequestro, nell'amministrazione dell'azienda". Una soluzione che, secondo il CNEL, consentirebbe di evitare di arrecare danno economico alla stessa e ai dipendenti. Andrebbe infine istituito, secondo le Osservazioni dell'Assemblea proposte al Governo e al Parlamento, "un fondo provinciale pluriennale simile al Confidi per finanziare e concedere eventuali garanzie a progetti relativi all'uso dei beni confiscati".

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