TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 22/11/2006 «Ecoreati nel codice penale» (http://www.lanuovaecologia.it)

    Ricerca personalizzata

    Il ministro Pecoraro promette l'introduzione dei crimini ambientali nell'ordinamento. Realacci: «Inseriamoli nella legge Delega». Il convegno su "Una riforma di civiltà" (SCARICA)
    LEGAMBIENTE: «Ecomafie fruttano 180 miliardi»

    Nasce una task force tra il ministero dell'ambiente e il ministero della Giustizia, per introdurre gli ecoreati nel codice penale. Lo ha annunciato il ministro per l'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, a margine del convegno organizzato da Legambiente "La tutela penale dell'ambiente: una riforma di civiltà” oggi a Roma. «Noi dobbiamo lavorare per inserire i reati ambientali nel codice penale - ha detto Pecoraro Scanio -. Ne ho già parlato con Mastella, che mi farà avere una persona di riferimento. Presso il ministero dell'Ambiente esiste già un gruppo di lavoro che ci sta lavorando con Donato Ceglie e Maurizio Santoloci». Sui tempi, secondo il ministro dell'ambiente «entro la fine dell'anno dovrebbe essere pronto lo schema del provvedimento e il Parlamento, vista l'unanimità degli schieramenti nella scorsa legislatura, dovrebbe approvarlo in tempi brevi. La commissione giustizia e la commissione ambiente potrebbero votarlo in sede legislativa».

    In merito alla proposta del presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci di introdurre gli ecoreati nel codice penale all'interno della revisione dei decreti attuativi della delega ambientale (il codice dell'ambiente), secondo Pecoraro Scanio, «evitiamo di sovraccaricare di norme il codice ambientale, in cui quelle penali non possono esser inserite, se non c'é un mandato specifico». Inseriamo gli ecoreati nella legge Delega. È la proposta del presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici Ermete Realacci. «Se c’è la volontà politica – spiega Realacci – è una pratica realizzabile per la normativa vigente e consentirebbe di accelerare i tempi per una riforma indispensabile per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ovviamente si tratta di una prassi innovativa e va praticata con l’accordo delle Commissioni parlamentari competenti – continua Realacci – Non dobbiamo dimenticare che si tratta di una riforma di civiltà per il nostro paese e già troppe legislature sono passate senza che questa necessaria innovazione del nostro codice penale, che pure aveva sempre raccolto un consenso da parte di tutti gli schieramenti politici, andasse a buon fine».

    Il Consiglio d’Europa ha approvato, da tempo, un importante atto d’indirizzo che impegna i Paesi membri a introdurre, nella propria legislazione, adeguati strumenti di tutela penale dell’ambiente, e sebbene il termine sia scaduto nel gennaio 2005, l’Italia è uno dei pochi paesi a trovarsi ancora in uno stato di inadempienza. «L’approvazione di tale norma – conclude Realacci – sarebbe un segnale di grande valore che questo Parlamento può trasmettere al Paese».

  • 19/11/2006 Archivio Contromafie
  • Archivio Mafia
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO