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  • 19/11/2006 La chiusura di Contromafie (www.lanuovaecologia.it)

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    All'Angelicum press di Roma si chiude la tre giorni degli Stati generali dell'Antimafia.

    Ore 15,00: Sulle note di Imagine che Don Ciotti dedica a tutti i bambini vittime delle mafie, e tra gli applausi degli ospiti, si chiude Contromafie e la nostra diretta sull'evento.

    Ore 14,55: Massimo D'Apporto ed Elena Sofia Ricci leggono il Manifesto degli Stati generali dell'Antimafia

    Ore 14,48: Don Ciotti: "Si

     

    entri nel cuore della questione mafia e politica. Il tempo è scaduto"

    Ore 14,40: La proposta di Don Ciotti: società civile copresidente delle commissioni. Questo deve essere fatto con la gente, con chi la. può rappresentare. Ciò ciò non toglie valore alle competenze, ma ascoltiamo anche la gente. Del manifesto che presentiamo c'è un punto che mi sta a cuore - continua sul palco dell'Angelicum Press il presidente di Libera - dice "colpire i traffici internazionali di armi, le zone grigie e i paradisi fiscali". Faccio al presidente dell'Antimafia Forgione e Lumia gli auguri. E se sentite odore di compromessi uscitene subito e lasciate anche il parlamento se necessario."

    Ore 14,35: Don Ciotti: Dalla parte della legalità
    "Libera non ha colori. Da che parte stiamo? - si domanda Don Ciotti - da una parte sola, quella della legalità e della dignità umana. Ma per noi di Libera il tempo è scaduto. Certe risse fatte qui sono un favore alla mafia. Noi non ce lo possiamo permettere. Un giornale ha scritto - continua - cosa c'entrano i preti in ciò. Me lo sono chiesto anche io, ma dico di consumare la nostra vita, tutti insieme, di più per costruire pace, giustizia e legalità."


    Ore 14,30: Don Luigi Ciotti sul palco di Contromafie: "Non c'è una conclusione di questi lavori, perchè le conclusioni sono la continuità del lavoro di questi giorni"

    Ore 14,05: Minniti: "Primo impegno catturare tutti i grandi latitanti"
    "Ciò significa dare sostegno a Magistratura e forze di polizia per realizzarlo. Un secondo impegno è colpire i patrimoni delle organizzazioni mafiose, attraverso sequestro, confische e riutilizzo dei beni. Libera ci ha insegnato che questo processo deve essere seguito da un'agenzia specializzata che dobbiamo costruire presto."

    Ore 14,00: il viceministro dell'Interno Minniti: Stati generali Antimafia una volta l'anno"
    "Io credo - ha detto Minniti - che gli Stati generali dell'Antimafia siano ormai un soggetto in dispensabile nella società. Per questo propongo che si riuniscano ogni anno e la commissione d'inchiesta parlamentare Antimafia venga qui a relazionare i suoi lavori"

    Ore 13,45: Forgione: Testo unico antimafia, racket e usura ad anniversario di Pio La Torre"
    "E parliamo - continua il presidente dell'Antimafia Forgione - di un Testo unico che sia dell'antimafia e anche antiracket e antiusura".

    Ore 13,35: Alcune persone dalla sala contestano la presenza di Cirino Pomicino nella commissione parlamentare Antimafia. Forgione: "Abbiamo il dovere di dare corpo e un'anima a un'istituzione che deve capire quali sono gli strumenti legislativi adeguati oggi per lottare contro la mafia. Avremo la forza nella società e nelle istituzioni di rispondere alle organizzazioni criminali. Qui davvero dobbiamo cambiare paradigma, abbiamo parlato di testo unico antimafia per dotare lo Stato di un'azione di contrasto adeguata contro le holding del crimine nazionale e internazionale. Passiamo dal concetto di pericolosità sociale del soggetto da colpire al concetto di pericolosità sociale dei beni dei mafiosi. Colpiamo a colpirli nella loro essenza: nelle ricchezze. Sarebbe bell - ha detto Forgione - se la commissione Antimafia coordinandosi con quella Giustizia arrivassero a Palermo al 25imo anniversario di Pio La Torre e consegnassero il nuovo testo per colpire la mafia. E il giorno dopo potremmo andare a Portella della Ginestra, dopo sessantanni, a ricordare la strage. I criminali via internet spostano in pochi secondi milioni di capitali sporchi e noi passiamo mesi ad aspettare le rogatorie internazionali. I testimoni ci chiedono di essere semplici cittadini e noi dobbiamo adeguare la nostra legislazione che li tuteli".

    Ore 13,30: la parola al presidente della commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione.

    Ore 13,00: Grasso: "Continueremo fino alla morte le nostre indagini"
    "Nessuno non riconosce il primato della politica, deve essere un primato alto - afferma dal palco dell'Angelicum Press il proccuratore generale Antimafia Piero Grasso - Bisogna modificare le normaative per far sentire la presenza dello Strato e dare sicurezza ai cittadini. Bisogna creare una nuova classe dirigente. Avevo chiesto ai politici di non candidare gente chiacchierata. Se avessero fatto così forse oggi non ci sarebbero imbarazzi nelle istituzioni. Auguro - continua Grasso - al nuovo presidente della commissione antimafia che possa contribuire a colmare i vuoti del nnostro lavoro su legami tra mafia e politica. E ai familiari delle vittime dico che noi magistrati continueremo le innchieste. Non solo gli esami non finiscono mai, anche le indagini non finiscono mai. Noi magistrati - conclude - ci saremo sempre nel contrasto alla mafia".

    Ore 12,25: Vendola: "La

     

    mafia non è un drago, e non serve un San Giorgio per infilzarla. Se pensiamo così abbiamo perso". Così sul palco dell'Angelicum il governatore della Puglia Nichi Vendola. "In Sicilia c'è emergenza anche senza spari - ha detto Vendola - Il termometro per misurare la febbre di un territorio non è l'indice degli omicidi. Devo dire una cosa altrimenti mi resta sullo stomaco. Noi abbiamo perso perchè nel paese ha vinto l'idea che la mafia è un demone e dovevamo trovare ogni volta un San Giorgio che dovesse infilzare il drago. Quest'idea conveniva alla destra per coprire le sue collusioni, ma su questa idea s'è nutrita la subalternità culturale della sinistra. Purtroppo al Sud non si parla più di trasformismo.

    Ore 12,15: Alessandro Laterza: Chi collude non è un imprenditore". Così sul palco dell'Angelicum Press l'amministratore delegato della Laterza editore di Bari.

    Ore 12,10: Paolo Nerozzi (segretario confereale Cgil) prende la parola: "E' importante il lavoro quotidiano, vincere anche le nostre resistenze e denunciaare un appalto in cui crediamo che qualcosa non va bene. Se si mettono rifiuti nelle cave, queste si requisiscono e non si paga il pizzo alla mafia. Agli amministratori pubblici dico non lasciatevi prendere dal lato oscuro della forza".

    Ore 12,05: Rita Borsellino: "Sento ancora la puzza del silenzio. Purtroppo la sento tutto l'anno intorno ai giovani. Indifferenza vuoòl dire lasciare soli chi non tollera invece che le cose vadano come vanno". La sala ha accolto con un caloroso applauso la sorella del giudice ucciso nel '92 dalla mafia. "Moltiplicate tutti gli interventi di educazione alla legalità nelle scuole, nei paesi della Sicilia da dove si parte perchè non c'è futuro - ha detto la Borsellino - e pensate a quanti ragazzi in questi anni sono cresciuti con una sensibilità nuova. Ma se si pensa a fare progetti sporadici, senza continuità, il profumo di una nuova sensibilità non può scacciare il puzzo dell'indifferenza. Non dobbiamo pensare che un anno solo d'impegno basti a risolvere i problemi".

    Ore 12,00: Commincia la tavola rotonda con Rita Borsellino, Francesco Forgione, Alessandro Laterza, Raffaele Lauro, Marco Minniti, Paolo Nerozzi, Nichi Vendola


    Ore 11,55: Il messaggio di Bertinotti: "La lotta alla mafia chiama in causa la politica"

    Ore 11,50: Marcello Tocco: "Non esistono mafie buone"
    "Non esiste una camorra buona e una cattiva. Bisogna impedire che le mafie entrino nel business dei riffiuti. E bisogna cancellare la figura dei general contractor negli appalti pubblici. Levare il bene al mafioso vuol dire spezzargli la faccia. E' essenziale per creare una mission alle cooperative dei giovani. Dopo quest'iniziativa di Don Luigi Ciotti vogliamo monitorare l'azione del governo nel contrasto alle mafie".

    Ore 11, 30: Franco Cazzola: "Estendere la legge antiimafia anche agli enti amministrativi e ai singoli politici". "I commissari - ha detto Cazzola sul palco dell'Angelicum Press -
    che sostituiscono le amministrazioni commissariate dovrebbero avere una competenza specifica per amministrare un comune sciolto per mafia"

    Ore 11,15: Antonio Ingroia: Il testimone di giustizia non è un peso, ma una risorsa".
    "Alla commissione nazionale Antimafia dobbiamo chiedere di impegnarsi su tutte le questioni rimaste insolute. Abolire le legggi vergogna, ad personam, e tutte quelle che hanno trasformato la giustizia".

    Ore 10,25: Morrione: Non dimentichiamo i giornalisti uccisi dalla mafia
    Francesco Morrione relaziona i lavori della sezione "Per una parola di libertà": "Il diritto d'informazione è sottratto all'opinione pubblica: gli interessi economici e politici condizionano spesso le scelte editoriali. Non dimentichiamo i giornalisti uccisi dalle mafie". Ripetuti e prolungati applausi hanno interrotto l'intervento di Francesco Morrione, ultimo direttore di RaiNews24.

    Ore 10,10: Don Palmese: Rilanciare l'educazione alla legalità

    Ore 10,00: Cominciano i lavori moderati dal giornalista de L'Avvenire Toni Mira
    Il primo a parlare sul palco dell'Angelicum Press è Leopoldo Grosso che relaziona i lavori della sezione “Per una parola di libertà”: "Rendere più incisiva e decisiva la legislazione europea sui traffici illeciti internazionali. Restano troppo lenti i tempi delle raatifiche delle direttive europee".

    Ore 9,40: La sala dell'Angelicum Press è già gremita di gente

    Ore 9,10: Arrivano i delegati, gli ospiti e i giornalisti accreditati all'evento..

    Ore 9,00: Comincia l'ultima giornata degli Stati generali dell'Antimafia

    (di Francesco Loiacono, Mariangela Paone, Raffaele Lupoli, Emma Sansone)

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