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18/11/2006 Contromafie, legalità al lavoro (www.lanuovaecologia.it)

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E proprio durante il gruppo di lavoro “Ecomafie, ecomostri d’Italia” il sostituto procuratore a Santa Maria Capua Vetere (Ce) ha lanciato lanciato la proposta di istituire un 416 quater del codice penale per i reati di mafia contro il patrimonio ambientale per dotare la magistratura e le forze dell'ordine degli stumenti necessari per combattere le ecomafie.
Il pm protagonista di inchieste su traffici illeciti di rifiuti tossici e in prima linea nella battaglia contro le ecomafie gestite dai clan della camorra, ha sottolineato l’'urgenza di una normativa più dura ed efficace nella lotta a quella che è diventata una delle attività più redditizie della criminalità organizzata: «E’ un aspetto sottovalutato dalle istituzioni, i dati sull'eco-business dimostrano volumi d'affari enormi, ma soprattutto rischi altissimi per la salute dei cittadini. E' in gioco il nostro futuro oltre che quello dell'ambiente in cui viviamo e crescono i nostri figli. Occorre accendere i riflettori sui nuovi crimini eco-mafiosi».

Tra le proposte del magistrato campano, quella di istituire «un 416 quater del codice penale sui reati associativi ambientali per dotare la magistratura e le forze dell'ordine degli strumenti necessari a contrastare un fenomeno allarmante che grazie all'inadeguatezza normativa e una frequente connivenza della pubblica amministrazione sta prendendo piede ormai sul tutto il territorio nazionale».

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