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18/11/2006 A Contromafie non siamo soli (www.lanuovaecologia.it)

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Andrea, Giorgio e Lelia hanno fondato l'Associazione "Cogito?" in provincia di Salerno: «Con il punto interrogativo perché vogliamo far riflettere i giovani». Da Contromafie portano a casa la consapevolezza di non essere soli nella lotta alla mafia

Vengono da tutt’Italia le migliaia di ospiti di Contromafie, e sono soprqatutto giovani. Colme Giorgio, Lelia e andrea che ad Albanella in provincia di Salerno hanno fondato un’associazione che si occupa di legalità e immigrazione. Si chiama “Cogito?” «Con il punto interrogativo – spiega Giorgio, ventiduenne presidente dell’associazione – perché viviamo in una realtà completamente appiattito, da dove i ragazzi vanno via prestissimo senza instaurare un minimo di rapporto con il tettirorio. Il punto esclamativo è quindi un invito a riflettere». L’associazione Cogito è nata nel 2001, «abbiamo fatto un giornale – continua Andrea - una scuola di italiano per immigrati e progetto sull’illegalità nelle scuole perché dall’indagine bufala connection sono stati arrestate persone del nostro paese. Il percorso socio politico culturale ha permesso di allargarci sul territorio, dove siamo gli unici a parlare di camorra nelle scuole».

A Libera i ragazzi di “Cogito?” sono venuti innanzitutto per conoscere altra gente e trovare altre pratiche di lotta alle mafie sul territorio e costruzione della legalità. «In periferia il problema è l’isolamento – riprende Giorgio - in provincia è difficile parlare di mafia, più che a Palermo e a Napoli. E pensare che ad Albanella dal 1979 all’83 si è rifugiato il boss Raffaele Cutulo. Le istituzioni cercano di isolarci perché fondano la loro politica sul clientelismo e il ricatto del posto di lavoro. Ma se hai coraggio di denunciare senza il compromesso l’isolamento è relativo perché entri in contatto con gli altri».

Contromafie, dunque, è l’occasione per stringere legami, rapporti e trovare fiducia nell’impegno di tutti i giorni. «Abbiamo trovato – dice Andrea - nel procuratore DDA di Napoli Franco Roberti una certa concretezza nell’analisi della presenza della Camorra a Napoli. Poi in Gerardo Rosania, consigliere regionale in Campania per Rifondazione Comunista, abbiamo trovato la politica che non cerca compromesso con il sistema. E poi da sindaco di Eboli ha abbattuto le case dei camorristi nel salernitano. Ora torniamo a casa con la consapevolezza di non essere soli, e che il nostro territorio ha un riscontro in una dimensione che è più larga della nostra».

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