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17/11/2006 Lucarelli: «Non abbiamo fatto abbastanza» (Stefania Bizzarri, Narcomafie, www.lanuovaecologia.it)

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L'intervento dello scrittore durante la prima giornata di Contromafie / di STEFANIA BIZZARRI (Narcomafie.it)

«Non ho suggerimenti da dare sul modo giusto di parlare di mafia in televisione», ha affermato Carlo Lucarelli ospite della giornata di apertura di “Contromafie”, prima edizione degli Stati generali dell’Antimafia, organizzati da Libera, associazione presieduta da Don Luigi Ciotti.

Di fronte alla folta platea riunita all’Auditorium della Conciliazione a Roma il conduttore di “Blu notte”, la nota trasmissione televisiva di Rai 3 che più volte si occupata di Camorra e Mafia, ha aggiunto: «Le Istituzioni non hanno fatto abbastanza nel contrasto alla mafia, se no non saremmo qui. Ma io non ho ricette. Parlo come scrittore e come cittadino e credo che oggi non sia una notizia il fatto che la mafia uccida qualcuno, ma è una notizia che la mafia esista ancora».

Nel suo breve, ma efficacissimo discorso Lucarelli scandirà più volte «che non abbiamo fatto abbastanza contro la mafia, contro l’incrinarsi della convivenza civile, per capire che cos’è l’economia illegale». «C’è un equivoco di fondo nel trattare il tema della mafia» e cita l’ultima puntata di Anno Zero in cui Totò Cuffaro, Presidente della Regione Sicilia, ha scherzosamente indossato una coppola per travestirsi da mafioso.«Lui era già vestito da mafioso – ha sostenuto Lucarelli -. Oggi il mafioso veste giacca e cravatta e si intende di economia. Bisogna uscire dallo stereotipo e andare oltre al folklore».

Conclude menzionando Roberto Saviano, il giovane autore napoletano di Gomorra, costretto a vivere sotto scorta ed esprimendo il desiderio che la mafia abbia sui media lo stesso rilievo che ha il terrorismo.

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