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  17/11/2006 Grasso: «Governo, non fateci sentire soli» (Elena Ciccarello, Narcomafie, www.lanuovaecologia.it)

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Un movimento antiracket che continua a crescere, nonostante le mille difficoltà. Una politica che non lo sostiene abbastanza. Secondo Tano Grasso il presente pone una grande sfida: «O il problema viene rilanciato alla grande o se ne pagherà un grande prezzo politico» /di ELENA CICCARELLO (Narcomafie.it)

«Molti imprenditori continuano a fare il loro mestiere senza scendere a patti con la mafia, ma la maggior parte è acquiescente. In un quarto d’Italia la “libertà d’impresa” è solo una simpatica espressione lessicale”». È questa la denuncia che il presidente onorario del Fai, Tano Grasso, presenta alla calorosa assemblea di Contromafie.

In Italia c’è un movimento antiracket che cerca di resistere, unendo imprenditori che l’un l’altro si fanno forza in nome della libertà, della solidarietà reciproca e della testimonianza. Un movimento che nonostante le difficoltà continua a crescere, anche a Napoli, dove si è passati dalle meno di 100 denuncie del 2001 alle più di 600 del 2005. Ma le difficoltà sono ancora molte: non solo l’atteggiamento degli imprenditori che collaborano con la mafia più per convenienza che per paura, ma anche una politica che resta ancora troppo assente.

«Mancano segnali di discontinuità da parte del nuovo Governo» continua Grasso «in alcune aree le famiglie mafiose hanno recuperato radicamento sociale sul territorio, ma la gente spera ancora. Ciò che manca è la politica. Chi governa ha una grande responsabilità». Un duplice appello dunque, agli imprenditori perché denuncino ancora e sempre di più, e alla politica, perché intercetti questa sfida e ne favorisca la crescita.

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