TuttoTrading.it

19/07/2006 Mafia, Battaglia da vincere (www.verdi.it)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Il 19 luglio 1992 la strage di via D'Amelio stroncò la vita di Borsellino e della scorta. Il presidente Napolitano: "Non abbassiamo la guardia". Verdi: "Simbolo per il riscatto della Sicilia"

 

Il 19 luglio 1992 a Palermo un potente ordigno nascosto in una 126 parcheggiata di fronte al portone del palazzo di Via Mariano D'Amelio, dove abitava la madre del giudice Paolo Borsellino, esplose, stroncando la vita del magistrato e degli agenti della scorta Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cosina.

 

Un vile attentato, che faceva drammaticamente seguito alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui furono uccisi Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Il loro sacrificio, così come quello di Paolo Borsellino e dei suoi agenti di scorta, deve restare “di monito a non abbassare mai la guardia nella lotta per debellare le insidie, ovunque si annidino, di questo gravissimo fenomeno criminoso", ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio alla signora Agnese Borsellino in occasione del quattordicesimo anniversario della strage.

 

Per commemorare il tragico evento è intervenuto anche il coordinatore dell’esecutivo dei Verdi, Massimo Fundarò: “Il drammatico sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta dovrà essere sempre ricordato ed onorato come simbolo di un riscatto possibile per l'intera Sicilia". “L'arresto del boss Guttadauro – prosegue Fundarò -, è un ulteriore, importante segno che la battaglia contro la mafia si può e si deve vincere grazie alla progressiva crescita, specie nelle nuove generazioni, della cultura della legalità come valore essenziale di progresso civile, nonché attraverso l'impegno costante e quotidiano di tutti: Istituzioni, associazioni, cittadini".

 

Nella lunga lettera inviata alla vedova del magistrato ucciso nel ‘92, Napolitano ricorda come “resta indelebile nella memoria l'angoscia e il dolore dei giorni in cui il delirio di onnipotenza della cupola mafiosa, già abbattutosi contro Giovanni Falcone, sua moglie e altri coscienziosi agenti di polizia, culminò nel tentativo di scardinare, colpendo le sue più ferme e intransigenti espressioni, l'ordinamento dello Stato e delle sue istituzioni”.

 

“Possiamo dire oggi – prosegue il capo dello Stato - che quella strategia si è rivelata illusoria e che il sacrificio dei servitori dello Stato non è stato vano. La concezione della giustizia e lo spirito di servizio, che avevano animato le battaglie di Paolo Borsellino e di tante altre vittime della mafia, hanno segnato una netta linea di contrapposizione al terrore dell'anti-stato e costituito un esempio costante e positivo per l'azione della Magistratura e delle Forze dell'Ordine”.

 

“Questi valori hanno consentito, di recente, di assicurare finalmente alla giustizia anche i maggiori responsabili di molti efferati delitti e di infliggere duri colpi alla stessa organizzazione mafiosa; sono stati di sprone alla mobilitazione collettiva delle coscienze e delle forze sane di settori sempre più ampi della società civile, dal mondo del lavoro a quello dell'impresa, dalla scuola all'università, dalla cultura all'associazionismo”.

 

“La consapevole missione di uomini coraggiosi come suo marito – dice ancora il Presidente nella lettera alla moglie del magistrato - aiuta a comprendere i percorsi da seguire e contribuisce a non disperdere il clima di nuova fiducia e speranza nelle istituzioni e nella loro rinnovata responsabilità nell'azione per migliori condizioni di sicurezza, di convivenza e di crescita sociale ed economica. Mai come oggi - conclude Napolitano - avvertiamo che la determinazione nella lotta a tutte le mafie non può conoscere alcuna scissione dall'impegno comune per superare arretratezze e squilibri in favore di una società più giusta, più solidale, aperta ai giovani, fiduciosa nel futuro. Sono certo che questi obiettivi sono oggi più vicini e possibili

  • Archivio Mafia
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO