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21/09/2005 Il Giudice Ragazzino. Quindi anni fa l'omicidio di Rosario Livatino (www.lanuovaecologia)

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Quindi anni fa l'omicidio di Rosario Livatino. Gli studenti di Agrigento gli dedicano l’anno scolastico. La storia di un giovane magistrato scomodo

Rosario Livatino fu ucciso 15 anni fa. Aveva 36 anni. Il giudice ragazzino – così fu chiamato – oggi è stato ricordato ad Agrigento con numerose iniziative. Gli studenti, in particolare, gli hanno dedicato l’anno scolastico appena iniziato. e in particolare i suoi studenti, Rosario Livatino, già dichiarato "martire della fede" e per

il quale viene sollecitata una causa di beatificazione, venne assassinato mentre da Canicattì stava raggiungendo in auto, dalla casa dei genitori, il tribunale di Agrigento dove era in servizio. Due dei sicari, i palmesi Domenico Pace e Paolo Amico, esponenti della "stidda" sono già stati condannati all'ergastolo. I componenti del commando sono stati individuati grazie al
testimone Pietro Ivano Nava, che con le sue dichiarazioni ha fatto condannare gli assassini e in seguito anche i mandanti.

Sono tre i processi che si sono svolti in vari gradi di giudizio, e che si sono conclusi con le condanne all'ergastolo e pene ridotte per i collaboratori di giustizia. Livatino venne ucciso perché «perseguiva le cosche mafiose impedendone l’attività criminale, laddove si sarebbe preteso un trattamento lassista, cioè una gestione giudiziaria se non compiacente, almeno, pur inconsapevolmente, debole, che è poi quella non rara che ha consentito la proliferazione, il rafforzamento e l'espansione della mafia».

L' idea di ucciderlo, secondo quanto è emerso dalle inchieste, sarebbe partita da Giovanni Avarello, esponente della cosca emergente a Canicattì in contrapposizione con un vecchio clan capeggiato da Giuseppe Di Caro e legato a Cosa nostra. Testimone dell' agguato fu un rappresentante di commercio, Piero Ivano Nava di Sesto San Giovanni, che sopraggiunse poco dopo e vide atterrito la disperata fuga a piedi del giudice nella campagna dove uno dei sicari lo raggiunse sparandogli ancora a bruciapelo. Il testimone avvertì subito dopo la polizia e la sua descrizione consentì di identificare in Domenico Pace uno dei sicari. Pace fu arrestato alcuni giorni dopo in Germania dove si era rifugiato insieme con Amico

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