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30/11/2008 Crisi: per tutto il resto c' è social card (Mariavittoria Orsolato, http://altrenotizie.org)

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Cosa si può fare con 1,33 euro al giorno? Si può comprare un biglietto dell’autobus, una barretta di cioccolata in tabaccheria o al massimo una di quelle baguette scongelate e imbustate che si trovano al supermarket. Tutto qui. Non ci deve aver pensato molto il ministro delle finanze creative - il nostro Giulio Tremonti - quando, nel pieno della crisi economica che attanaglia il mondo conosciuto, ha annunciato l’arrivo della “social card”, il bancomat postale che con 40 euro al mese pretende di risollevare le sorti del consumo e di alleviare gli stenti di quel 13% di italiani che vive sotto la soglia di povertà. In molti l’hanno già definita “l’elemosina governativa”, una forma di carità travestita da manovra del welfare, ma il responsabile del dicastero di via XX settembre non ci sta e ribadisce: “Rifiutiamo l’interpretazione della social card quale visione compassionevole della società. Noi pensiamo che a questi soggetti 40 euro servono, fanno la spesa di beni di consumo di base”. Peccato che con 40 euro non si riempia nemmeno metà del carrello della spesa di beni di consumo di base, ma questo a Palazzo non si può sapere.

La bontà del provvedimento “social card” è rivendicata anche dalle altre funzioni che questa tesserina - rigorosamente azzurra, parbleu! - permette: esibendola in modo anonimo (attenzione: non è un ossimoro) si potrà beneficiare di sconti nelle catene di supermarket convenzionate e si aderirà automaticamente alle tariffe sociali Enel. Che poi solo il 5% delle catene di supermarket abbia aderito al provvedimento e che le tariffe sociali fossero già ampiamente in uso, è un altro paio di maniche. Stando poi a quanto dicono gli “annunci” di palazzo Chigi, lo strumento della “social card” - sebbene a quanto dica Tremonti “le situazioni di bisogno non si proclamino per legge” - sarà accessibile a tutta quella fetta di popolazione che ha più di 65 anni e alle famiglie con figli fino a 3 anni: entrambe le situazioni richiedono un’idoneità di reddito basata sul cosiddetto ISEE ( Indicatore Situazione Economica Equivalente) che non superi i 6.000 euro l’anno, richiedono poi la presenza in famiglia di non più di un’auto e di non più di una casa.

Le prime lettere di assegnazione della card sono già partite dal ministero, ma la corsa al modulo ISEE impazza in molte città italiane: a quanto affermano le agenzie sindacali, delle persone che hanno ricevuto la lettera dei ministeri dell'Economia e del Lavoro, solo una su cinque potrà alla fine ottenere l'agognato bancomat da 40 euro. Spiegano infatti i funzionari Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) che, delle domande ricevute, il 60% soddisfa il requisito del reddito - rimanendo cioè sotto la soglia dei 6000 euro - ma il 52% resta fuori dalla partita della “social card” perchè non adempie ai requisiti di età: o i richiedenti hanno meno di 65 anni o hanno figli con più di tre anni.

“Complessivamente - spiegano - meno di una dichiarazione ISEE su cinque, tra quelle compilate in questi giorni nei Caf Acli in tutta Italia, riconosceva i requisiti necessari per tentare di ottenere la carta acquisti del governo”. L'associazione racconta poi della delusione di molti anziani convinti di potere accedere al sussidio e della rassegnazione - perché ormai ci sono abituati ¬- degli stranieri regolarmente residenti che non possono chiedere la carta perchè non italiani.

Nonostante molte associazioni che operano nel settore abbiano giudicato la misura inefficace e riduttiva della reale situazione di depauperamento civile, il Governo ha già varato la manovra da 450 milioni di euro, certamente compatibile con le disastrate finanze pubbliche, ma assolutamente inefficiente in un panorama in cui il grosso di quella che una tempo era riconosciuta come middle-class, sta sconfinando nella zona d’ombra del quelli che… “fatico ad arrivare alla fine del mese”.

Sul fronte politico la battaglia, a parole, è accesissima. Berlusconi, che va avanti a suon di decreti legge come quello in questione, invoca la concertazione e il dialogo con le parti. Ma se per Di Pietro la “social card” “ricorda la tessera del pane del ventennio” e per Bersani è solo “una drammatica beffa”, dall’opposizione si rilancia la proposta della detassazione delle tredicesime: una manovra che costerebbe all’Italia 6 miliardi di euro ma che potrebbe costituire una risposta perlomeno realista al disastroso calo di potere d’acquisto che gli stipendi italiani medi stanno subendo dall’entrata in vigore dell’euro.

E mentre La Loggia - vicepresidente dei deputati Pdl - ci fa scoprire di essere tutti ammalati di “benealtrismo” - patologia legata alla proposta di soluzioni alternative al bancomat dei poveri - le famiglie, i lavoratori, i precari e i pensionati si rendono conto della sacrosanta verità pubblicitaria che afferma che “ci sono cose che nella vita non si possono comprare”. Finora però, nessuno credeva che quelle cose fossero il pranzo o la cena.

26/11/2008 IdV: La social card del Governo è l'elemosina di Stato (http://www.canisciolti.info)

"Un pacchetto tardivo e insufficiente". Così il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, definische le misure che il governo intende varare al Consiglio dei ministri di domani per fronteggiare la crisi economica. Interpellato dai giornalisti alla Camera, Donadi afferma che "servirebbero più risorse per le famiglie, gli incapienti, le piccole imprese". L'Idv boccia anche la social card: "E' elemosina di Stato".

26/11/2008 Di Pietro: La social card del governo ricorda la tessera del pane del ventennio (http://www.canisciolti.info)

La social card varata dal governo e presentata oggi dal ministro dell'Economia, "ricorda la tessera del pane del ventennio. E' umiliante per chi gia' e' povero andare a pagare in un negozio con quella tessera". Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, durante una conferenza stampa alla sede della stampa estera. Di Pietro ha premesso che "se il governo varasse delle vere misure a favore delle famiglie come per esempio una detassazione delle tredicesime cosi' come ha promesso, noi saremmo d'accordo. Ma al momento - la montagna delle promesse ha partorito un topolino, che e' perfino indigesto e indigeribile perche' ricorda la tessera del pane del ventennio".

26/11/2008 Crisi: Il Governo si inventa la carta di credito per i poveri (http://www.canisciolti.info)

La Social card sara' anonima, costera' a regime 450 milioni di euro l'anno e riguardera' 1.300.000 soggetti. Lo annuncia Giulio Tremonti. Illustrando a Palazzo Chigi la Carta per gli Acquisti, il ministro dell'Economia ha precisato che la carta sociale, che parte con una dote di 1.070 milioni di euro, in un primo tempo sara' sperimentale. Il ministro del Welfare Sacconi ha sottolineato che la Social card si rivolge agli 'ultimi degli ultimi'. "Il Pd e' pronto a fare la sua parte per fronteggiare la crisi se il governo abbandona la politica degli annunci e propone misure concrete a favore delle famiglie italiane e della crescita del paese" e in tal senso "nessuno ha ancora visto l'annunciata social card, che oltre a essere un'elemosina, mi viene da dire: chi l'ha vista?. E' quanto afferma il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro. Conversando a Montecitorio con i giornalisti, il presidente dei deputati del Pd aggiunge che la detassazione delle tredicesime "potrebbe essere una misura utile". Quanto invece alla possibilita' di un dialogo tra maggioranza e opposizione "noi - ribadisce - siamo pronti a fare la nostra parte, ma il governo deve cambiare strada rispetto agli annunci e proporre misure concrete per far ripartire i consumi delle famiglie e rimettere in moto la crescita. Abbiamo sollecitato piu' volte un momento di coesione non solo tra le forze politiche ma nel paese, da parte del governo ci attendiamo un'assunzione forte di responsabilita'".

29/11/2008 La bufala della Social Card (http://www.antoniodipietro.com)

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Oggi vi voglio parlare di questa storia della Social Card che il governo Berlusconi ha proposto per venire incontro ai poveri.

Non ho nulla in contrario, anzi, vorrei che ai poveri si desse il più possibile, e non solo quei 40 euro al mese, ossia 1 euro e venti al giorno, che si propongono. Ben venga qualsiasi cosa, ma non sotto forma di elemosina cosi sfacciata.

Rifletteteci un attimo. L'hanno chiamata Social Card, in inglese, ossia la “tessera del pane”. Ci sono modi e modi per aiutare i poveri, ma l'ultima cosa che bisogna fare è umiliarli. La dignità del povero vale più della dignità del ricco. Il ricco se la può anche comprare, il povero la dignità non la compra, la deve avere.

Gli mandano a casa questa tessera, il povero deve prenderla e andarla ad usare nel supermercato e i prodotti che gli dicono, magari negli stessi supermercati del Presidente del Consiglio.

Non potevano mandargli 40 euro al mese direttamente a casa sua invece che mandargli la tessera? Costa pure meno, e lasci decidere a lui cosa vuole farne, se comprare medicine o il pane piuttosto che il burro. Perché umiliare cosi il povero, che si sente già umiliato? Quando sta nel bancone del supermercato deve sentire i bisbiglii degli altri che stanno dietro e che sparlano tra di loro?

Questa è l'umiliazione della dignità umana, che trasforma il cittadino in suddito, e chi ha il potere non è colui che da un servizio, ma come il padrone che da il tozzo di pane o il pezzo d'osso al suo cane. Questo è quello che mi umilia, è questo che credo sia ingiusto. E' questo il modello culturale del governo attuale che non posso accettare e che intendo contrastare.

Requisiti per beneficiare della Social Card

   La social card è una carta prepagata utilizzabile dai cittadini che ne fanno richiesta entro il 31 dicembre 2008 presso gli Uffici Postali e che hanno i requisiti di legge  previsti dal D.L. n. 112 del 2008.
Essa potrà essere utilizzata per gli acquisti di prodotti alimentari e per accedere direttamente alla tariffa elettrica e del gas agevolate per un totale di 40 euro mensili con una carica ogni due mesi di 80 euro, mentre a dicembre si riceveranno 120 euro per i tre mesi ultimi del 2008.  Ne possono beneficiare i cittadini che ne fanno richiesta entro il 31 dicembre 2008 presso gli Uffici Postali e che hanno i requisiti di legge  previsti dal D.L. n. 112 del 2008.

  Questi sono i requisiti richiesti:

1) essere cittadino italiano, residente in Italia ed iscritto all’Anagrafe

2) esibire l’indicatore della situazione economica familiare rilasciato dai CAF, dall' INPS o dai COMUNI e compilare i moduli ISEE, per vedere se si ha diritto alla “carta per gli acquisti” che viene concessa solo agli anziani di almeno 65 anni o ai bambini di età inferiore ai 3 anni che abbiano un Isee non superiore a 6.000 euro.
L' indice ISEE sale a 8.000 per i pensionati che hanno superato i 70 anni

3)dichiarare di essere in possesso di un’ unica casa di abitazione e di un' un’unica autovettura

5) dichiarare di avere un’unica utenza del gas  e dell’elettricità;

6) dichiarare di possedere meno di 15.000 euro di risparmi in Banca e alle Poste

  Ne dovrebbero avere diritto solo un milione e trecentomila italiani, circa un quinto di tutti quelli che ne stanno facendo domanda

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