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  • 18/01/2007 Benzina, Antitrust: "Apriamo alla GDO" (VC, www.helpconsumatori.it)

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    In una segnalazione inviata a Parlamento, Governo e regioni l'Autorità sottolinea che è giunto il momento di rimuovere i vincoli normativi e di aprirsi alla vendita di carburante presso la grande distribuzione organizzata. Inoltre l'Antitrust chiede che siano individuati strumenti che pubblicizzino i prezzi effettivamente praticati dai gestori.

    Rimuovere tutti i vincoli che bloccano l'evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE. E' quanto chiede l'Antitrust in una segnalazione inviata al Governo, al Parlamento e alle Regioni in cui sottolinea che i progressi ottenuti sono stati insufficienti e che l'erogato medio per impianto è notevolmente inferiore alla media europea: dai 39.000 punti vendita del 1980 si è arrivati agli attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato.

    Secondo l'Autorità per ottenere un'effettiva razionalizzazione e ristrutturazione della rete, che abbia benefici effetti per i consumatori in termini di minor costo del prodotto e migliore qualità del servizio, occorre utilizzare la leva della GDO, la cui presenza è inferiore allo 0,5% sul totale dei punti vendita e all'1% in volume. In Germania, nel Regno Unito ma soprattutto in Francia, dove la percentuale delle vendite di carburante attraverso il canale della GDO supera in volume il 50% del totale, i punti vendita da essa gestiti si caratterizzano per elevati volumi di erogato e prezzi di vendita inferiori rispetto ai punti vendita delle imprese petrolifere. In Italia, una volta eliminati i vincoli normativi che frenano l'ingresso di nuovi operatori dotati di adeguate risorse e incentivi, quali quelli della GDO, si potrebbe creare quella pressione concorrenziale necessaria ad un'effettiva modernizzazione della rete, convertendo i guadagni di efficienza in una riduzione dei prezzi e in un miglioramento della qualità del servizio a beneficio dei consumatori.

    Secondo l'Antitrust esistono forti barriere all'ingresso che è necessario eliminare. La legge nazionale - segnala l'Autorità - impone restrizioni quantitative all'entrata di nuovi operatori (distanze e superfici minime obbligatorie), lasciando che siano le Regioni a determinare i criteri per l'installazione dei nuovi impianti in base a parametri quali l'erogato totale regionale, i veicoli circolanti, il numero di abitanti, il numero punti vendita esistenti, i flussi di traffico, la stagionalità della domanda per motivazioni turistiche, distanze e superfici minime.

    Nel concreto, le amministrazioni regionali hanno adottato misure di pianificazione dell'offerta che hanno cristallizzato gli assetti distributivi esistenti, favorendo di fatto gli interessi degli operatori già presenti sul mercato e limitando l'entrata di operatori più efficienti.

    Stesso irrigidimento della normativa è presente - continua l'Autorità - con riferimento alle limitazioni all'esercizio dell'attività come l'imposizione di un orario massimo giornaliero, di un intervallo di durata variabile tra la fascia antimeridiana e quella pomeridiana, di turni di chiusura obbligatoria (ad esempio successivi all'apertura domenicale). L'Antitrust fa notare come l'imposizione di orari massimi riduce la possibilità di scelta dei consumatori mentre garantisce agli operatori già presenti sul mercato la stabilizzazione della clientela. La GDO che intende ampliare l'offerta del proprio centro commerciale con un punto vendita di carburanti è poi costretta ad osservare discipline diverse di orari, con la paradossale situazione che quando il centro commerciale/ipermercato risulta aperto la relativa stazione di servizio è chiusa e viceversa.

    Nella segnalazione l'Autorità chiede che sia eliminata la pubblicazione quotidiana dei prezzi consigliati da ogni società petrolifera che determina condizioni di trasparenza del mercato utili solo alle società petrolifere. Per aiutare invece realmente il consumatore a scegliere occorre individuare strumenti che pubblicizzino i prezzi effettivamente praticati dai gestori nei singoli punti vendita, con una diffusione locale: ad esempio, informative su Internet, sulla cronaca locale dei quotidiani o cartelloni sulla rete autostradale o su quella ad alta percorrenza.

    18/01/2007 LIBERALIZZAZIONI. Benzina, gestori abbandonano tavolo Ministero. Critici i Consumatori (NZ, www.helpconsumatori.it)

    I gestori hanno abbandonato il tavolo sulla ristrutturazione della rete, convocato con le Regioni al ministero per lo sviluppo economico. La decisione, unitaria delle tre sigle di categoria - Fegica-Figisc-Faib - è legata, secondo quanto riferiscono fonti di settore, all'assenza dall'incontro del Ministro Bersani o del suo consigliere per l'energia Umberto Carpi. I benzinai proclamano uno sciopero di 24 ore annunciando che il calendario della serrata sarà deciso lunedì prossimo. L'agitazione - spiegano i rappresentanti dei gestori all'uscita del ministero - è legata ai timori sulla strategia del Governo in materia di rete di distribuzione ed all'ipotesi della presentazione di un prossimo provvedimento da parte del ministro Bersani senza il confronto con la categoria.

    "Ancora una volta le corporazioni alzano la testa e si oppongono ai processi di ammodernamento dei servizi per i cittadini". E' il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che ha aggiunto: "La reazione scomposta dei benzinai va assolutamente condannata,come già a suo tempo quella degli avvocati, dei tassisti, dei farmacisti. Queste categorie stanno cercando di contrapporre i loro miopi interessi di bottega all'interesse generale di un'economia e di un sistema produttivo e distributivo improntato alle regole di mercato e della concorrenza".

    Il Movimento ribadisce tutto il sostegno allo sforzo di liberalizzazione portato avanti dal ministro Bersani e condanna senza appello queste reazioni che sanno tanto di corporativismo medievale.
     

    "La decisione dei gestori della distribuzione di carburante di proclamare lo sciopero degli impianti è cosa grave", sostengono Elio Lannutti, Presidente dell'Adusbef e Rosario Trefiletti, Presidente della Federconsumatori. "E' ora di finirla. Nel nostro Paese non appena si tenta di razionalizzare un settore che comporta ricche prebende a chi detiene la proprietà, scattano immediatamente reazioni scomposte ed incontrollate".
    Parliamo - si legge dalla nota delle associazioni - di un settore caratterizzato da una bassa produttività nella sua comparazione europea e da ricchi guadagni, anche in relazione a quello che è definita la doppia velocità del prezzo della benzina e dei carburanti in generale. Infatti, l'erogato medio nei distributori di carburante in Italia è circa la metà (pari a 1.634 metri cubi annui complessivi, benzina più gasolio) di quanto vi è in Francia, in Germania e in Inghilterra ed addirittura inferiore rispetto a Portogallo, Olanda e Repubblica Ceca. Ciò comporta, ovviamente, una ricaduta negativa sui costi di distribuzione e sui relativi prezzi dei carburanti erogati, che si traducono in aggravi per i cittadini di 8 centesimi a litro di carburante, pari a 96 euro all'anno. Inoltre, la doppia velocità, e lo si può verificare attraverso l'attenta analisi dei tempi di variazione del costo del petrolio con i tempi della variazione dei prezzi di benzina e gasolio venduti nel mercato, fa ricavare ai petrolieri ed agli stessi distributori ingenti guadagni. Bene allora ha fatto il Ministro Bersani ad iniziare la pratica di intervento nel settore".

    Le associazioni ribadiscono l'obiettivo "di andare verso l'accelerazione dell'apertura della vendita dei carburanti nei grandi centri commerciali, così come avviene in Francia ed in Germania per risparmiare anche attraverso questa operazione dagli 8 ai 10 centesimi di euro a litro ed in base a ciò altri 100 euro all'anno".

  • Archivio Decreto Bersani e Liberalizzazioni
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