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  • 29/10/2006 Finanziaria News 29 Ottobre (http://www.canisciolti.info)

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    29/10/2006 Cdl: Prodi è l'unico a credere che durerà 5 anni

    Il premier ''è rimasto il solo a credere che governerà per cinque anni. Possono fare tutti i vertici che vogliono ma rimangono nella maggioranza delle posizioni diverse''. Il leader di An, Gianfranco Fini (nella foto) non dà chance all governo di centrosinistra, spiegando che ''nessuno sa quando cadrà il governo, ma che Prodi non arrivi alla fine della legislatura è certo'', come è certo che ''cadrà per una rottura al centro''. L'ex ministro degli Esteri accusa Prodi di essere un bugiardo: ''Che quanto afferma Prodi non corrisponda al vero lo dimostra quello che è accaduto sul tema delle pensioni. Il presidente del Consiglio ha detto di voler aprire un tavolo sulla riforma pensionistica e un minuto dopo i componenti più radicali della sua coalizione hanno detto che non se ne parla proprio. La confusione nel centrosinistra continua e aumenta giorno dopo giorno''.

    ''Questa vicenda (riformare il sistema previdenziale, ndr) -ha aggiunto il leader di An- è la conferma che le bugie hanno le gambe corte e hanno la faccia di Romano Prodi. Il premier aveva preso l'impegno in campagna elettorale di non aumentare le tasse e invece lo ha fatto, quindi non credo che quello che Prodi dice diventerà realtà''. A parlare di governo che non porterà a termine la legislatura è anche Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionale della Lega Nord.

    ''Il presidente Marini sarà anche sincero quando dichiara che intende restare alla guida del Senato e non intende essere disponibile per Governi elettorali, però al Senato ne parlano tutti di questo'', rivela l'esponente del Carroccio. ''E la voce circolante - aggiunge - arriva a sostenere che in questo caso la presidenza del Senato verrebbe data ad un esponente del Polo, e non della casa delle Libertà, con un mandato a termine per il marzo-aprile del 2008, prima data utile, dopo il referendum elettorale, per poter tornare al voto''. ''In questo momento - aggiunge- di tutto ha bisogno il Paese meno che dei barocchi e poco attuali governi tecnici, che hanno sempre coinciso coni giochi di palazzo e hanno sempre rappresentato uno stop a quelle riforme senza le qual il Paese va a fondo. Sono i governi, questi, che fingono di cambiare tutto per non cambiare mai nulla?''.

    Guarda avanti l'Udc. Per il segretario Lorenzo Cesa ''è sempre più chiaro che al Paese servirebbero un'altra Finanziaria, un'altra maggioranza, un'altra fase politica. Più tardi ci si arriva e peggio sarà per tutti''. ''Nella vita ci vuole ottimismo - ironizza il leader centrista -, ma troppo ottimismo sconfina nella stupidità. Ieri, dopo un vertice-vetrina della maggioranza, sono riprese immediatamente le liti sulla Finanziaria, con i veti del Pdci sulla riforma delle pensioni e le riserve di Dini sulla manovra. Sostenere, in questo quadro, che il governo sia in condizioni di andare avanti per la legislatura, ci pare irragionevole''.

    29/10/2006 Bertinotti: Non ho legato eventuali dimissioni a governo tecnico

    "Al fine di evitare qualunque discussione artificiale e fuorviante, ritengo di dover precisare che non c'e' alcun rapporto tra gli assetti istituzionali e il quadro politico di governo". Lo precisa il presidente della Camera, Fasuto Bertinotti, dopo l'interpretazione da parte di alcuni organi di stampa alla sua intervista a Bruno Vespa, secondo cui un'ipotesi di governo istituzionale o di grande coalizione avrebbe potuto comportare la possibilita' che lo stesso Bertinotti lasciasse il suo incarico.

    "Ritengo - ribadisce Bertinotti - che qualsiasi eventuale prospettiva di grossa coalizione o, peggio, di governo tecnico sia di grave nocumento per il Paese. Tali prospettive vanno combattute, da parte di chi non le condivide, sul terreno squisitamente politico, senza che possano essere coinvolti i livelli istituzionali. Le responsabilita' istituzionali - aggiunge - sono e devono restare autonome dal quadro politico di governo. Quadro politico di governo che peraltro non vedo ragione perche' debba essere modificato, ne' mi sembra prevedibile pensare che sara' modificato".

    29/10/2006 Bertinotti: Grande coalizione o governo tecnico sarebbero una sconfitta

    L'ipotesi di una grande coalizione o di un governo tecnico sarebbero "una sconfitta terribile per il nostro popolo". Lo dice il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a Bruno Vespa, che nel suo libro "L'Italia spezzata" in uscita il 4 novembre gli pone una serie di domande sugli scenari politici di cui si sta discutendo in questi giorni. "Sarebbe un momento drammatico della mia vicenda personale - dice Bertinotti - uno scenario al quale non voglio pensare. Per il nostro popolo sarebbe una sconfitta terribile. Non si potrebbe cambiare il presidente della Camera? Una situazione del genere sommerebbe la sconfitta, la resa, il compromesso inaccettabile. Non voglio usare toni troppo gravi, ma le sinistre dovrebbero ripensare tutto".

    E un eventuale governo tecnico?, chiede Vespa. "Darei perfino un giudizio peggiore, proprio per il suo carattere tecnico - prosegue Bertinotti - nel momento in cui il Paese ha bisogno di piu' politica, un governo tecnico equivarrebbe a una forma di dimissioni dalla politica. Sarebbe una Grande Coalizione travestita, con la colpa aggiuntiva di occultare la sua vera natura dietro una presunta tecnicita'. Sarebbe - sottolinea il presidente della Camera - la sublimazione della Grande Coalizione".

    29/10/2006 Cesa, Udc: Serve un altra maggioranza e un altro Governo

    "Nella vita ci vuole ottimismo, ma troppo ottimismo sconfina nella stupidita': e' sempre piu' chiaro che al Paese servirebbero un'altra finanziaria, un'altra maggioranza, un'altra fase politica". Lo dice il sgretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, commentando l'esito della riunione di ieri di maggioranza e governo.

    "Ieri si legge in una nota - dopo un vertice-vetrina della maggioranza, sono riprese immediatamente le liti sulla finanziaria, con i veti del Pdci sulla riforma delle pensioni e le riserve di Dini sulla manovra. Sostenere, in questo quadro, che il governo sia in condizioni di andare avanti per la legislatura, ci pare irragionevole. E sempre piu' chiaro - continua - che al Paese servirebbero un'altra finanziaria, un'altra maggioranza, un'altra fase politica. Piu' tardi ci si arriva - conclude - e peggio sara' per tutti".

    29/10/2006 Fini: La Finanziaria di Prodi è come il "Grande Fratello"

    Il decreto fiscale approvato col voto di fiducia alla Camera, e' una sorta di "Grande fratello", dice Gianfranco Fini che ritiene "sacrosanto far pagare le tasse a tutti, ma il modo per raggiungere l'obiettivo non puo' essere quello di sottoporre il contribuente ad una sorta di spionaggio".

    Il leader di AN ha fatto riferimento, in particolare, alla norma che obbliga, anche per piccole somme, a non pagare in contanti, cioe' ad usare l'assegno o la carta di credito, il che vuol dire "certezza assoluta della rintracciabilita'". Quando questa norma sara' compresa dagli italiani, "li fara' inorridire" - ha detto Fini. "Chi ha pensato quella norma non conosce l'Italia - ha proseguito - perche' c'e' tanta brava gente che preferisce usare i contanti", ad esempio i pensionati. "E' veramente una roba di stato di polizia", ha concluso.

    29/10/2006 Berlusconi chiama il centrodestra in piazza il 2 dicembre

    "I nostri elettori ci chiedono un atto collettivo di opposizione. Con ogni probabilità il 2 dicembre saremo in piazza per manifestare contro il regime per la libertà". Lo ha detto il peresidente di Forza Italia Silvio Berlusconi intervenendo ad Arconate, in Lombardia, ad una manifestazione azzurra contro la Finanziaria, e confermando che la Cdl "con ogni probabilità" scenderà in piazza il 2 dicembre "contro il regime e per la libertà".

    Berlusconi ha anche ribadito l'intenzione di volere dare vita ad una serie di manifestazioni prima del 2 dicembre in ogni capoluogo di provincia per protestare contro la manovra di bilancio "che scontenta un po' tutti anche alcuni senatori della sinistra, perché non c'è sviluppo e crescita e non ha tagliato gli sprechi".

    29/10/2006 Berlusconi: La mia eredità sarà il Partito unico del centrodestra

    Un grande partito del centrodestra che possa diventare "il lascito" della sua esoperienza poliotica. E' l'auspicio espresso da Silvio Berlusconi nel corso di una manifestazione di Fi contro la Finanziaria. "Un grande partito del centrodestra", a cui seguirà un importante partito della sinistra sarà, secondo Berlusconi, "un salto in avanti verso una democrazia completa".

    29/10/2006 Sircana: Prodi è se stesso non "fard e actor's studios"

    "Prodi parla a modo suo ed io non mi azzardo a cambiare questo modo, sennò diventiamo tutti fard e andiamo all'actor's studios. Lui parla in modo schietto e diretto e non si sottrae". Silvio Sircana portavoce del presidente del Consiglio rivendica così il modo di comunicare del premier durante la trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora" su Rai 3. La caduta di Prodi nei sondaggi di gradimento? "La paventavo e l'aspettavo - ribatte Sircana -. Non si può fare una finanziaria come questa ed essere popolari".

    La battuta del premier Romano Prodi nell'intervista a El Pais sulla stampa italiana schierata contro di lui "non era una lamentazione continua e ossessiva, stiamo parlando da dieci giorni di una sola affermazione mentre io credo di ricordarne almeno 150 di questo tenore di Berlusconi". Così il portavoce del presidente del consiglio Silvio Sircana difende, durante la trasmissione "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, le parole del premier. Secondo Sircana "sui giornali è invalso un iperattivismo nel costruire retroscena che nel 70% dei casi sono, se non dei falsi, dei minestroni mal cucinati basati su informazioni di terza mano". "Anche oggi ce ne sono, ho letto cose che ieri non sono successe - conclude il portavoce -. Talvolta possiamo avere anche reazioni sgradevoli con la stampa, ma dopo aver letto sette retroscena non veri...".

    29/10/2006 Calderoli: Berlusconi garantisca la presenza dei senatori del centrodestra

    "Quando sento parlare di larghe intese mi viene l'orticaria, ma quando sento Berlusconi auspicare la caduta di Prodi al Senato risento lo spirito con cui la Casa delle Libertà vinse le elezioni nel 2001". Lo afferma il senatore della Lega Roberto Calderoli.

    "Patti chiari, amicizia lunga: il primo impegno assoluto - auspica Calderoli - deve essere mandare a casa Prodi, costi quello che costi, perciò lui garantisca o cerchi di garantire le presenze di tutte le compagini della Casa delle Libertà al Senato e se l'Unione accetterà la sfida, non mettendo la fiducia, a farli cadere poi ci penso io...".

    29/10/2006 Berlusconi: Mi auguro che la Finanziaria non passi al Senato

    "La voglia di restare al potere è forte e quindi può darsi prevalga". Lo ha affermato il leader di Fi, Berlusconi, sulla fiducia posta al Senato sulla Finanziaria, auspicando che "non passi". "La Manovra scontenta un po' tutti. Molti nella sinistra non ne condividono i contenuti e non ha messo al centro lo sviluppo e la crescita e non ha tagliato l'inefficenza e gli sprechi". "Tutti i nostri elettori - continua Berlusconi - chiedono di dar vita a un atto collettivo di opposizione. Con ogni probabilità,la CdL scenderà in piazza il 2 dicembre a Roma".

    29/10/2006 Prodi: E' la nostra prima Finanziaria e non risolve tutti i problemi

    La Finanziaria è la prima della legislatura, dunque dà un indirizzo per cinque anni ma non può risolvere tutti i problemi. Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio Romano Prodi, ribadendo che l'impianto della manovra non sarà modificato dal Parlamento, anche se sono possibili ritocchi. "Questa non è la Finanziaria dell'intera legislatura ma è la prima Finanziaria della legislatura. Siamo tutti d'accordo che debba dettare con precisione l'indirizzo per i prossimi cinque anni, ma non può risolvere tutti i problemi sul tavolo", ha detto Prodi durante la conferenza stampa al ternmine del vertice di oggi con ministri e segretari di partito della coalizione. Il premier ha spiegato come l'intera coalizione abbia mostrato "accordo totale" sulla necessità che la Finanziaria riporti il deficit sotto il 3% già nel 2007 e avvii il cammino dello sviluppo. Sulla possibilità di apportare modifiche alla manovra nel corso del dibattito parlamentare, Prodi ha detto: "Come dice il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, i muri maestri non si toccano ma le pareti interne si possono modificare". Questo significa, ha precisato Prodi "ridefinire i temi della Finanziaria che riguardano le imprese minori e ridsiscutere anche le norme su università, sicurezza e quelle che riguardano i funzionari pubblici non contrattualizzati come magistrati e diplomatici". Per quanto riguarda la previdenza, Prodi ha detto che oggi non si è entrati nel merito della riforma delle pensioni, ma "c'è una comune apprrovazione del fatto che ci sia un protocollo firmato con i sindacati e che si inizierà a discutere da gennaio. E' una discussione che non avviene in Finanziaria".

    29/10/2006 Prodi: Andiamo avanti tranquilli e sereni

    ''Non c'e' nessuna novita'. Adesso andiamo avanti. Oggi e' domenica e stiamo tutti tranquilli, anzi tranquilli e sereni''. E' quanto il presidente del Consiglio Romano Prodi, uscendo dalla sua casa di Bologna per recarsi a messa, risponde ai cronisti che gli chiedono un commento alle preoccupazioni sollevate dai sindaci e dall'Anci in merito agli emendamenti alla Finanziaria per gli Enti locali. Per raggiungere gli obiettivi di risanamento, equità e sviluppo è necessario il coinvolgimento del sistema di reti del Paese, di cui quella dei comuni è la principale. Lo sostiene, in un'intervista alla Stampa, il presidente dell'Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici, secondo cui è fondamentale che "i comuni siano trattati da coprotagonisti di un processo e non come postulanti noiosi con i quali conviene lesinare". E con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa non si può affermare "che ci sia stata una grande sintonia". Domenici ammette che ci sia malumore tra i sindaci nei confronti del governo: "Il 10 ottobre ci siamo incontrati con il governo a palazzo Chigi e tutto sembrava chiarito - spiega - oggi, a 19 giorni di distanza, ne stiamo ancora a parlare come di qualcosa che si dovrà fare. Abbiamo diritto ad essere un po' critici?". Il sindaco di Firenze si è detto anche convinto che "quando le misure della Finanziaria saranno tradotte in pratica allora la gente potrà apprezzarne il valore. Ma occorre aspettare quella fase. Credo che molto consenso possa essere recuperato" perché "i sondaggi parlano chiaro. Tuttavia, più che scontenta, la gente è disorientata".

    29/10/2006 Franceschini: Larghe intese è fantapolitica e dopo Prodi c'è solo Prodi

    "Sulla Finanziaria teniamo e bene. Lo ha capito ormai pure Berlusconi. Ecco spiegata allora la brusca inversione tattica: dall'opposizione frontale al governissimo". Parola di Dario Franceschini, capogruppo del'Ulivo alla Camera, che, in un'intervista a Repubblica, analizza mossa dopo mossa la strategia di Berlusconi: "Visto che non riesce a buttare giù sul serio il governo - spiega l'esponente dielle - allora ci prova con il polverone mediatico. Palazzo Chigi non ce la fa, è in crisi, e fa partire il can can già sul dopo Prodi. Ma l'ex premier si illude. Un governo di larghe intese esiste solo nel copione della fantapolitica". La maggioranza al Senato, certo, è risicata ("i numeri, lo sappiamo bene, sono sul filo") e per il governo il pericolo di 'andare sotto' è sempre in agguato, ma "incidente o non incidente - ribadisce Franceschini - in questa legislatura dopo Prodi c'è solo Prodi". "Nella Cdl - conclude Franceschini - ci stanno provando in tutti i modi a creare a Palazzo Madama le condizioni per l'incidente, il governo che va sotto per un soffio al momento del voto di fiducia. Consiglierei loro di desistere. Non servirebbe a nulla, noi riproporremmo solo Prodi".

    29/10/2006 Marini: Basta chiacchere su governi alternativi

    "Basta chiacchiere, basta boatos. Faccio il presidente del Senato e voglio continuare a farlo. Non sono disponibile per alcun governo elettorale". Così Franco Marini esclude, in un'intervista a Repubblica, l'ipotesi secondo cui sarebbe pronto a sostituire Romano proti per un governo istituzionale che porti al voto. "Vedo con sorpresa - dice Marini - che si continuano a ripetere giaculatorie su possibili crisi di governo. Ogni giorno qualcuno tira fuori il mio nome come capo di un governo che dovrebbe portare alle elezioni". Ma si tratta, spiega, "di scenari che mi sembrano francamente fantasiosi". Marini osserva che al Senato ci sia una divisione "quasi a metà" e che "quindi rischi se ne corrono e presiedere l'aula è molto difficile. Ma non vedo sconvolgimenti incombenti nei rapporti di forza tra centrosinistra e centrodestra a Palazzo Madama".

    29/10/2006 Prodi non parla di riforma delle pensioni ed evita spaccatura della maggioranza

    La riforma della previdenza e il suo pericoloso corollario dell'aumento dell'eta' pensionabile, camuffata nel gergo unionista di questi giorni nella definizione di ''fase 2'', e' rimasta fuori dalle vetrate barocche della casina del Bel respiro. Una scelta che ha permesso un altro piccolo successo diplomatico, tra le file della sua preoccupata maggioranza, di Romano Prodi, riuscendo a inchiodare e circoscrivere il confronto semi-pubblico di ieri mattina a Villa Pamphili con la sinistra radicale al tema della Finanziaria. Alla fine l'obiettivo mediatico di restituire al paese l'immagine di una compagine coesa e di ''ricordare finalmente agli italiani in che disastro ci ha lasciato Berlusconi'' e' stato raggiunto. Ma non senza pagarne un prezzo. E' stata data una risposta positiva alla richiesta di Rifondazione Comunista, Pdci, Verdi e della sinistra Ds di dare piu' attenzione - e quindi piu' fondi - all'Universita', alla ricerca, alla lotta al precariato, di alleggerire il carico contributivo ipotizzato nella manovra per gli apprendisti e i collaboratori, alle perorazioni di Amato e di Mastella a favore degli stipendi dei lavoratori del comparto della sicurezza. Le preoccupazioni delle piccole imprese non saranno ignorate e l'Irpef, ha fatto intendere Prodi, verra' rivista dopo aver completato le simulazioni tecniche degli effetti dei provvedimenti delineati nella manovra. Il tutto ovviamente ''fatti salvi i saldi della manovra'' come predica costantemente il ministro Padoa Schioppa. ''C'e' stato un accordo totale sulla necessita' e sull'utilita' di metterci a posto con i parametri europei gia' dal 2007 in modo da tranquillizzare la comunita' internazionale e poter facilitare il cammino dello sviluppo che resta ed e' il nostro principale obiettivo'', chiosa il premier al termine della riunione, dove poco prima un Vannino Chiti sfinito ha avanzato il ragionevole dubbio se non si debba l'anno prossimo ridiscutere le modalita' della sessione di bilancio.

    29/10/2006 Prodi: Non ci sono alternative al mio Governo

    La Finanziaria 2007 è coraggiosa perché coniuga risanamento e sviluppo, ponendo le basi per portare l'Italia ad una crescita annua del 3%. É il messaggio lanciato dal presidente del consiglio Romano Prodi agli alleati nel vertice di stamani, insieme con la convinzione che il governo di centrosinistra durerà per cinque anni senza cambi di maggioranza: "La coalizione di governo è questa non cambia, durerà l'intera legislatura". Prodi - al termine della riunione convocata a Villa Phamphilj proprio per coordinare le varie anime della coalizione in vista del dibattito parlamentare sulla Finanziaria - si è detto consapevole che non si tratta di una manovra risolutiva, ma ha ribadito che dovrà essere approvata senza variazioni sostanziali, pur con qualche modifica . Per essere più chiaro ha citato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa: "Non si possono buttare giù i muri portanti, ma le pareti divisorie sì". Lo stesso Padoa-Schioppa nel corso della riunione avrebbe chiarito che non saranno accettati emendamenti senza copertura perché i saldi della Finanziaria non possono essere modificati. A giudicare dai commenti al termine della mega-riunione - alla quale hanno partecipato circa 50 persone fra leader di partito, ministri, capigruppo e presidenti di commissione - il clima è stato buono ("ottimo" per il segretario dei Ds, Piero Fassino). Ma restano nodi irrisolti come la previdenza, che pure divide ala sinistra e ala moderata della coalizione. Di riforma delle pensioni infatti oggi non si è parlato nel dettaglio, rinviando al tavolo previsto per gennaio con i sindacati. Berlusconi: Mi auguro che la Finanziaria non passi al Senato, Prodi: E' la nostra prima Finanziaria e non risolve tutti i problemi, Prodi: Andiamo avanti tranquilli e sereni, Franceschini: Larghe intese è fantapolitica e dopo Prodi c'è solo Prodi,Marini: Basta chiacchere su governi alternativi,Prodi non parla di riforma delle pensioni ed evita spaccatura della maggioranza,Prodi: Non ci sono alternative al mio Governo

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria da 33,4 mld
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