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  • 09/10/2006 Finanziaria News 09 Ottobre (http://www.canisciolti.info)

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    09/10/2006 Finanziaria: Comuni e Provincie chiedono un incontro al Governo

    I Comuni e le Province ribadiscono che la Finanziaria è "inadeguata e insostenibile" soprattutto per "l'aggravio a carico dei bilanci che determina un obiettivo finale pari a 2,872 miliardi per i Comuni e a 670 milioni per le Province". Nel corso di un'audizione alla Camera sulla manovra, in attesa dell'incontro di domani con il governo, Anci e Upi tornano a criticare la Finanziaria: "Provocherà un sostanziale ridimensionamento dei servizi alla cittadinanza (assistenza sociale, trasporti, strade, scuole) e non risolve le emergenze delle città (smog, casa)".

    L'audizione è stata sospesa in attesa del confronto di domani. Il tavolo tra governo e Comuni e Province era stato sollecitato da Anci e Upi per esaminare le proposte di modifica alle norme contestate. Comuni e Province nel chiedere il confronto avevano dichiarato lo stato di mobilitazione da subito "qualora le proposte di modifica presentate non siano accolte e il confronto con il governo e il Parlamento non consenta di integrare sensibilmente il disegno di legge".

    09/10/2006 Unione europea valuta compatibile con norme comunitarie il trasferimento del Tfr

    Schiarita per il governo sul Tfr . Da Bruxelles, il commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, fa sapere che le norme inserite in Finanziaria sul trasferimento di metà del trattamento di fine rapporto inoptato ad un fondo Inps sembrano compatibili con la normativa Ue. E stamani il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa - che stasera vedrà Almunia per l'Ecofin a Lussemburgo - ha aperto alla possibilità di escludere le piccole e medie imprese dalla norma, tentando di sedare le proteste della Confindustria.

    Il presidente del consiglio Romano Prodi, parlando a Bologna proprio davanti a una platea di industriali, fa anch'egli un passo verso le Pmi ma avverte le imprese che i vantaggi garantiti dalla Finanziaria con il taglio del cuneo fiscale sono di gran lunga superiori agli oneri per il mancato Tfr. E un pò piccato dopo le polemiche dei giorni scorsi aggiunge: "Facciamo cambio?".

    "Come commissario responsabile per Eurostat posso dire che questa misura sembra compatibile con le nostre regole (contabili)" ha detto Almunia stamani a Bruxelles . "Cosa differente è se si tratti di una decisione saggia", ha aggiunto, precisando che la decisione finale tocca a Eurostat. La misura, che taglierebbe il deficit 2007 di 0,3% del Pil, obbliga le imprese a trasferire all'Inps la metà del Tfr maturando dei lavoratori per la parte cosiddetta inoptata, cioè che non sarà comunque devoluta ai fondi pensione. Delle risorse a disposizione, stimate in 6 miliardi per il 2007, l'Inps investirebbe 5 miliardi in infrastrutture. La norma ha ricevuto critiche trasversali: sia l'opposizione di centrodestra che alcuni economisti - anche vicini al governo - hanno sostenuto che sarebbe stata bloccata dall'Europa perché il trasferimento avrebbe di fatto costituito un debito per lo Stato. E l'Italia come è noto ha il debito pubblico più elevato dì'Europa.

    09/10/2006 Prodi: Per le imprese benefici dal cuneo fiscale superiori al "danno" del Tfr

    ''I benefici dal cuneo fiscale sono di 20-30 volte superiori al 'danno' provocato dal Tfr''. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, parlando dal palco dell'assemblea generale degli industriali di Bologna ,spiega l'importanza dell'intervento contenuto nella manovra Finanziaria. E se ''qualche impresa minore ne soffrirà'' aggiunge Prodi dicendosi consapevole che questo potrebbe anche accadere, ''troveremo un rimedio''. Del resto, sottolinea il presidente, ''l'obiettivo della Finanziaria non è il risanamento, piuttosto il risanamento è la condizione attraverso la quale si raggiunge l'obiettivo che è la crescita e lo sviluppo''.

    Lo sviluppo, dunque, è la vera priorità che la Finanziaria cerca di mettere a fuoco, perché, chiarisce il premier, ''se l'Italia non riprende a svilupparsi, anche se risaniamo i conti, non otteniamo nessun risultato''. ''Per essere rigorosi -fa notare Prodi- di fronte ai 3,6 miliardi di euro di beneficio che arriveranno quest'anno dal cuneo fiscale, il Tfr costa 50 milioni di euro è meno di un ventesimo di quelli che sono i vantaggi che derivano dal cuneo fiscale''. ''Facciamo cambio?'', domanda provocatoriamente Prodi agli industriali, sottolineando che, comunque, ''ci sono necessità di bilancio pubblico che deve tenere''. L'intervento contenuto nella manovra Finanziaria relativo alla riduzione del cuneo fiscale, deve essere interpretato come ''uno strumento di aggiustamento per le nuove generazioni, che vivono oggi una condizione di estrema precarietà del lavoro''.

    ''Nel lungo periodo -sottolinea inoltre Prodi- il Tfr dovrà essere deciso soltanto dai lavoratori''. Ecco perché, continua, gli imprenditori devono da subito iniziare a pensare a forme di finanziamento alternative. ''Il dovere di governare -sottolinea ancora- non è dovere di accontentare''. L'obiettivo di chi governa, spiega, non è quello di trovare risposte che accontentino tutte le categorie in gioco, ma è soprattutto ''di fare riforme strutturali e di rilanciare lo sviluppo''. Certo, secondo Prodi essendo oggi il nostro paese in una situazione congiunturale particolare, ovvero essendo ''un periodo di grande transizione economica e politica nel mondo'', ciascuno ''è chiamato a uno sforzo, condizione necessaria per lo sviluppo''.

    ''Il quadro congiunturale economico -osserva- è più positivo rispetto a prima'', ma ci vuole, in sostanza, ''un progetto di lungo respiro'' e dunque, puntualizza il Professore, ''sarebbe stato sbagliato fare una Finanziaria che non tenesse conto anche dello sviluppo''. Il presidente del Consiglio punta anche il dito contro il precedente governo che, rispetto ai conti pubblici, ha prodotto un aumento degli stessi di 90 miliardi di euro, ''tre volte la nostra Finanziaria''. Quindi usa un paragone calcistico per chiarire quali sono gli obiettivi del governo rispetto al rilancio economico dell'Italia. ''Non vogliamo portare l'Italia in Coppa Uefa -dice infatti- ma almeno in centro classifica''. Del resto, osserva, ''partiamo sotto la Fiorentina''. Ma, assicura Prodi, concludendo il suo intervento ''non ci fermeremo alla Finanziaria, volevamo mandare un messaggio. Ora andremo avanti con le decisioni''. ''Sono sempre disposto a mettermi in gioco su questo e correggerò gli errori''.

    09/10/2006 Confindustria polemizza con Padoa Schioppa sul trasferimento del Tfr

    Nuova polemica fra la Confindustria e il ministro dell'Economia sul trasferimento obbligatorio del Tfr all'Inps. Confindustria replica a Padoa-Schioppa: non abbiamo mai suggerito questa misura e abbiamo espresso "tutto il nostro sconcerto e dissenso". Al ministro che ipotizza l'esclusione delle piccole imprese dalla norma sul Tfr, la Confindustria risponde:"Se oggi si affacciano ipotesi diverse le esamineremo", ma "gli imprenditori considerano l'idea del trasferimento forzoso del Tfr ingiusta e sbagliata".

    Confindustria, si legge in una nota di viale dell'Astonomia ''ha sempre ribadito di essere contraria a questo provvedimento, come risulta da tutte le prese di posizione, a cominciare da quella espressa dal vice presidente Emma Marcegaglia al termine della giunta del 28 di settembre.

    09/10/2006 Padoa Schioppa: Il risanamento libera il resto della legislatura dall'assillo dei conti pubblici

    Il risanamento che la Finanziaria 2007 attua sui conti pubblici e sul rientro nel deficit entro i parametri di Maastrich libera il resto della legislatura da questo assillo. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa nell'illustrare il documento nella prima audizione presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

    "Il risanamento libera il resto della legislatura dall'assillo dei conti pubblici", ha detto il ministro. Padoa-Schioppa ha difeso l'impianto della Finanziaria senza fornire cifre e dettagli nuovi . Circa la necessità del risanamento, contestato dalle opposizioni, Padoa-Schioppa ha ribadito che la correzione netta da circa 15 miliardi era indispensabile per raggiungere il target di un deficit-Pil nel 2007 al 2,8% come concordato in sede Ue dal precedente governo.

    In precedenza il ministro aveva detto che i conti pubblici sono fuori equilibrio per quattro fatti: "La spesa pubblica è in forte espansione con una incidenza della spesa strutturale (al netto del ciclo) aumentata di 2,6 punti di Pil nel periodo 2001-2005; sulle entrate c'è incertezza ed evasione (dovute anche alla politica dei condoni fiscali), l'avanzo primario si è pressoché azzerato, il rapporto debito/Pil è nuovamente in crescita".

    09/10/2006 Padoa Schioppa: Il risanamento libera il resto della legislatura dall'assillo dei conti pubblici

    Il risanamento che la Finanziaria 2007 attua sui conti pubblici e sul rientro nel deficit entro i parametri di Maastrich libera il resto della legislatura da questo assillo. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa nell'illustrare il documento nella prima audizione presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

    "Il risanamento libera il resto della legislatura dall'assillo dei conti pubblici", ha detto il ministro. Padoa-Schioppa ha difeso l'impianto della Finanziaria senza fornire cifre e dettagli nuovi . Circa la necessità del risanamento, contestato dalle opposizioni, Padoa-Schioppa ha ribadito che la correzione netta da circa 15 miliardi era indispensabile per raggiungere il target di un deficit-Pil nel 2007 al 2,8% come concordato in sede Ue dal precedente governo.

    In precedenza il ministro aveva detto che i conti pubblici sono fuori equilibrio per quattro fatti: "La spesa pubblica è in forte espansione con una incidenza della spesa strutturale (al netto del ciclo) aumentata di 2,6 punti di Pil nel periodo 2001-2005; sulle entrate c'è incertezza ed evasione (dovute anche alla politica dei condoni fiscali), l'avanzo primario si è pressoché azzerato, il rapporto debito/Pil è nuovamente in crescita".

    09/10/2006 Bertinotti: Berlusconi ha torto, le tasse non sono un furto

    "Ha torto Berlusconi". Così il presidente della Camera Bertinotti risponde, ad 'Ottoemezzo', alla domanda di Ferrara che gli chiede come giudica l'affermazione del presidente di Fi secondo cui pagare le tasse oltre una certa soglia è un furto.

    "Ci siamo distaccati, se non per le invettive, dal fatto che la proprietà sia un furto. Ma se la proprietà c'è, essa va sottoposta a un regime fiscale equo. Il nostro è un Paese che ha un'evasione fiscale di dieci volte superiore alla media Ue,il che è una cifra gigantesca"

    09/10/2006 Almunia in soccorso di Prodi: Conti pubblici italiani sono a "medio rischio"

    L'Italia è tra i Paesi che la Commissione europea considera a "rischio medio" per quanto riguarda la sostenibilità dei conti pubblici nel tempo. Lo ha affermato il commissario Ue agli Affari economici, Almunia.

    Almunia ha poi sottolineato che l'Italia fa parte di un gruppo di Paesi che ha già "fatto molti sforzi per la riforma delle pensioni". E ha giudicato "impossibile che l'Italia lasci l'Eurozona". Se la legge di bilancio sarà applicata, ha detto, l'Italia potrà scendere sotto il 3% di deficit/Pil in 2007

    09/10/2006 Padoa Schioppa: La Finanziaria è di 34,7 miliardi

    Ammontano a 34,7 miliardi le risorse reperite nell'ambito della finanziaria 2007, di cui 15,2 destinati al risanamento e altri 19,5 allo sviluppo. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa nell'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

    09/10/2006 Cofferati: Questa Finanziaria è un doppio errore politico

    "Un errore politico della coalizione" questa Finanziara che "fa quadrare il cerchio scaricando tutto sui Comuni". Anzi, un doppio errore perché "insegue la demagogia della sinistra radicale di chi dice togliamo ai ricchi per dare ai poveri, mentre a pagare sono soprattutto il ceto medio produttivo e il lavoro dipendente". Alla vigilia dell'assemblea di Confindustria di Bologna, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, non ha cambiato idea e critica duramente la manovra finanziaria varata dal Governo Prodi.

    Una contestazione basata su due motivi. "La prima - afferma Cofferati su 'La Repubblica' - è che il ministro dell'Economia ha scelto di caricare oneri sui comuni, peggiorando persino le condizioni di partenza". Inoltre "la scelta comunicativa peggiora le cose". Il Sindaco di Bologna, che proprio oggi incontrerà Prodi, chiede al Governo di "far sparire norme demagogiche sulle aziende pubbliche e modificare il punto sull'indebitamento perché a quei valori i sindaci non possono più fare investimenti. E poi - conclude - ridurre il taglio di risorse destinate ai comuni, offrendo in cambio la compartecipazione all'Irpef, cioè il federalismo fiscale, già da quest'anno".

    09/10/2006 Veltroni: Troppo alti i tagli ai Comuni nella Fianziaria 2007

    Lunedì, 09 ottobre "Quello che diciamo come sindaci è che obiettivamente il taglio sui Comuni è troppo alto: siamo passati in tre anni da un deficit di 3,6 miliardi ad uno di 2 miliardi e adesso ci viene chiesto di fare una manovra di 2,8 miliardi, ed è difficile". Così il sindaco di Roma Walter Veltroni, intervenendo al programma televisivo di Rai3 'Che tempo che fa', torna sui tagli della Finanziaria agli enti locali.

    "Non solo: l'effetto di penalizzazione che ci può essere sui Comuni - ha spiegato rispondendo a Fabio Fazio - è molto pericoloso perchè i Comuni sono oggi per la loro efficienza il 60% degli investimenti pubblici in Italia. Se si fermano loro - ha concluso Veltroni - diventa un problema".

    09/10/2006 Visco: La popolarità del Governo in calo? Era scontato

    Lunedì, 09 ottobre ''Era scontato un calo di popolarità''. Anzi il ''contraccolpo iniziale di una Finanziaria abbastanza dura poteva essere peggiore''. Il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco non è più di tanto preoccupato di fronte al sondaggio apparso ieri su 'Repubblica', dal quale risulta che la popolarità del governo è in calo.

    ''Sapevamo che c'era una situazione drammatica e che dovevamo fare scelte difficili. Era scontato in un primo tempo un calo di popolarità'', ha commentato nel corso di un'intervista rilasciata a Lucia Annunziata per 'Mezz'ora' su RaiTre (video della trasmissione). Per Visco, ''ora il problema è far capire quanto è stato fatto: su questo siamo assolutamente tranquilli. Il contraccolpo iniziale di una Finanziaria abbastanza dura poteva essere peggiore -osserva il viceministro- Credo che nel giro di qualche settimana i sondaggi torneranno a posto''.

    Altro capitolo affrontato quello della rivolta dei sindaci, con quelli dell'Unione in prima fila, sui tagli previsti dalla Manovra dell'esecutivo targato Prodi. ''I sindaci sicuramente non ce l'hanno con me - ha precisato - Ce l'hanno col governo. Per quanto riguarda la parte strettamente tributaria sono soddisfatti della grande autonomia che hanno avuto''. Nell'assunzione delle reciproche responsabilità, visto che ''ognuno fa il proprio mestiere'', e tenendo sempre presente che ''la situazione è molto difficile'', Visco si aspetta ''solidarietà e comprensione'' dai primi cittadini e ''anche noi faremo quanto possibile''.

    Ma hanno ''completamente torto'' quando sostengono che il governo ha delegato loro la ''responsabilità di alzare le tasse''. ''Se c'è qualche problema, si discute e lo risolviamo - ha aggiunto - Ai sindaci sono state date molte opzioni: aumentare le imposte, ridurre le spese, aumentare gli accertamenti. E' chiaro che i comuni erogano dei servizi essenziali che non vogliono ridurre e allora ragioniamo su questo''.

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria da 33,4 mld
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