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  • 06/10/2006 Il Mercato chiede Prezzi sempre più Bassi (Paolo Federici http://paolofederici.splinder.com, www.comedonchisciotte.org)

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    Il mercato chiede prezzi sempre più bassi.
    La gente acquista ciò che costa meno.
    Cercano tutti di spendere il meno possibile.
    Vediamo il rovescio della medaglia!?
    La mia azienda vende servizi (sempre e solo con fattura!).
    Ho fatto due conti: per "stare" sul mercato devo ridurre i prezzi di vendita di almeno il 30 per cento.
    Considerato che il margine di guadagno è veramente esiguo (siamo addirittura sotto al 2 pct rispetto al fatturato), quindi non riducibile, per ridurre i prezzi di vendita del 30 per cento dovrei ridurre proporzionalmente anche i costi.
    E quali sono i costi?
    All'80 per cento sono gli stipendi che pago ai miei dipendenti.
    A questo punto la scelta s'impone:
    1) NON riduco i prezzi di vendita, quindi mi ritrovo fuori mercato, destinato a chiudere baracca e burattini
    2) RIDUCO sì i prezzi di vendita, ma riduco anche i costi di acquisto (cioè gli stipendi)
    In questo secondo caso dovrei chiedere ai miei dipendenti di accettare una decurtazione dello stipendio del 30 per cento!
    Non è possibile, vero?
    Allora dovrei licenziare il 30 per cento dei dipendenti!
    Ma anche questo non è possibile!
    Quindi?
    Quindi accetto di lavorare in perdita!
    Incredibile, vero?
    Eppure per rispondere alle leggi di mercato, non vedo alternative!
    Tagliare altri costi?
    Anche ammesso che riuscissi a portare a "zero" tutti gli altri costi (che comunque sono solo il 20 per cento dei costi aziendali, visto che, come ho detto, l'80 per cento se ne va in stipendi) questo non basterebbe a compensare la legge di mercato che mi chiede di ridurre i miei prezzi del 30 per cento.
    Di fronte a questa situazione matematicamente irrisolvibile, ecco che lo Stato mi da una mano!
    Mi aumenta le tasse (o meglio mi "taglia" le detrazioni che prima erano possibili!)
    Quindi anzichè riuscire a stare sul mercato lavorando con poca perdita (e sperando in una ripresa futura), potrò stare sul mercato solo con una grossa perdita e senza nessuna speranza di ripresa!
    La domanda è: ma chi me lo fa fare?
    Mi sa che l'unica soluzione possibile è la "1".
    D'altronde la legge di mercato è implacabile: sono i piccoli a dover sparire, ed io (con i miei quindici dipendenti) sono piccolissimo!
    Però mi piacerebbe esserci ancora quando tutti i "piccoli" avranno chiuso e saremo in mano a poche grosse multinazionali: secondo voi staremo tutti meglio oppure tutti peggio?
    Ai posteri l'ardua sentenza.

    Paolo Federici
    http://paolofederici.splinder.com
    4.10.06

    P.S.

    Ho scritto a Prodi, gli ho mandato il mio commento aggiungendo che se io ne avessi (e magari pochi posso anche averli, anche se tutti investiti in azienda!) e mi togliessero qualcosa di quello che ho per darlo a chi sta peggio di me, potrei anche accettarlo.
    Ma pensare che tolgono a me (che quasi non ne ho!) per darli a chi ne ha tanti più di me (mobilità alla Fiat, cuneo fiscale a Confindustria) mi fa pensare che quelli che governano con la sinistra non hanno niente a che spartire.
    E soprattutto delle piccole aziende che sono il 95 per cento delle aziende italiane e quindi il vero motore trainante dell'economia ... non gliene frega niente.


    PER COMMENTARE: http://paolofederici.splinder.com/post/9451848

  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria da 33,4 mld
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