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13/08/2007 Onu: Entro il 2015 l'Asia 200 milioni di lavoratori in più rispetto a quelli attuali (http://www.canisciolti.info)

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Entro il 2015 l'Asia avrà una forza lavoro accresciuta di 200 milioni di persone rispetto a quella attuale, che ammonta già a un miliardo e 800 milioni, ed il continente rischia di non essere in grado di creare gli impieghi necessari a riassorbire la povertà e l'onnipresente mercato nero del lavoro. Lo prevede un rapporto dell'Ufficio Internazionale del Lavoro (Ilo) delle Nazioni Unite presentato in Occasione del Forum sul lavoro organizzato dalla stessa agenzia Onu a Pechino.

Lo studio rileva che "resta molto da fare" per migliorare la qualità dei posti di lavoro e assicurare per il futuro una ripartizione migliore dei benefici della crescita economica della regione. "L'Asia - si legge ancora nel rapporto dell'Ilo - registra un progresso senza precedenti in termini di crescita e sviluppo. Nello stesso tempo però la fragilità che accompagna una pressione accresciuta sull'ambiente, l' insicurezza economica, i problemi di gestione e l'ineguale ripartizione delle ricchezze costituiscono altrettante minacce per lo sviluppo futuro della regione". Secondo l'Ilo, il settore trainante da qui al 2015 diverrà quello terziario, che rappresenterà il 41% dei posti di lavoro in Asia.

Gli impieghi nel settore industriale aumenteranno dal 23,1% al 29,4%, mentre quelli nell'agricoltura diminuiranno dal 42,6% al 29,4%. La popolazione urbana aumenterà entro il 2015 di 350 milioni di anime a fronte di un incremento del 15% di quella rurale. Se pure il numero stimato di persone che vive con meno di due dollari al giorno è calato di 123 milioni dal 1996 - rileva infine il rapporto dell'Ilo -, oltre un miliardo di persone (il 61,9% del totale della forza lavoro del continente) continua a lavorare in nero, con poche o nessuna protezione sociale e spesso per retribuzioni bassissime.

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