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  • 12/09/2006 Il Libano fa Causa a Israele (www.lanuovaecologia.it)

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    Beirut porta Tel Aviv davanti alla Corte internazionale di Giustizia per inquinamento. A luglio gli israeliani hanno bomdardato la centrale di Jiyeh provocando il versamento di combustibile in mare
     

    Una causa contro Israele sta per essere avviata dal Libano davanti alla Corte Internazionale di Giustizia per i danni provocati dall'inquinamento da combustibili del Mediterraneo e delle coste libanesi dopo i bombardamenti che colpirono i serbatori di una centrale elettrica a sud di Beirut. Ne dà notizia il ministro dell'ambiente libanese, Yakub Sarraf, che cita una norma secondo la quale «un attacco intenzionale compiuto con la certezza che creerà un danno ambientale diffuso nel tempo può costituire un crimine di guerra». I serbatoi della centrale elettrica di Jiyeh, sulla costa 25 chilometri a sud della capitale, furono colpiti due volte con razzi e missili da caccia israeliani, il 13 ed il 15 luglio.

    Dai contenitori fuoriuscirono circa 15mila tonnellate di combustibili di vario tipo, delle quali soltanto 400 sono state finora recuperate. Il ministro sottolinea che il danno è stato aggravato dall'impossibilità di compiere gli interventi urgenti di disinquinamento a causa del proseguimento del blocco aereo e navale sul Libano, durato 56 giorni, 22 in più rispetto alla durata della guerra. Una compensazione dei danni subiti dall'ambiente in Libano – un calcolo delle sole spese di pulizia delle coste indica un ammontare di 100 milioni di dollari – sarà chiesta ad Israele sulla base di quanto deciso in una conferenza di donatori svoltasi a Stoccolma il 31 agosto scorso.

    12/09/2006 Libano, Militari Italiani contro Inquinamento (www.lanuovaecologia.it)

    A 30 km da Beirut 30.000 litri di olio combustibile fuoriusciti dalla centrale di Jiyyeh. Il pattugliatore Peluso sarà in azione nell'area dell'impianto bombardato da Israele

    Salperà domani mattina dalla base di Marisicilia il pattugliatore 'Peluso' diretto in Libano per effettuare un'azione di disinquinamento dei fondali al largo di Jiyyeh, a 30 Km a sud di Beirut. Lo comunica la Marina Militare Italiana. Prima della partenza si svolgerà una cerimonia alla presenza del ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, del sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile, del capo di stato maggiore della Marina Paolo La Rosa e del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, ammiraglio Luciano Dassatti.

    Il pattugliatore, che è di stanza nella base di Messina, è una unità con un equipaggio specializzato nell'azione di pulizia del mare. L'operazione avviene dopo l'invio da parte del ministro Pecoraro Scanio di una task force di sei esperti di Icram, Apat e Corpo delle capitanerie già lo scorso 21 agosto per individuare le tipologie di interventi.

    Nella zona dove è previsto l'intervento l'8 agosto era stato lanciato un allarme in seguito al rapporto realizzato dal centro della convenzione di Barcellona, Info-Rac, che segnalava la presenza di un pericolo ambientale dopo il bombardamento della centrale elettrica Jiyyeh, che avrebbe devastato almeno 120 chilometri di coste libanesi. In mare si troverebbero 30.000 litri di olio combustibile per impianto energetico. Al comando della nave italiana c'é il tenente di vascello Federico Panconi


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