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  • 28/07/2006 Gas contro i Civili (Naoki Tommasini, Peacereporter www.peacereporter.net, visto su www.disinformazione.it) 

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    L'esercito israeliano ha usato armi non convenzionali anche sulla Striscia di Gaza

    L’apertura di un secondo fronte in Libano non frena l’esercito israeliano, che continua a stringere d’assedio la striscia di Gaza. Ieri una donna di 75 anni è stata uccisa da un colpo d’artiglieria caduto sulla sua abitazione nel campo profughi di Jabaliya e altri due palestinesi, di cui uno minorenne, sono stati uccisi da un altro colpo su un quartiere periferico di Gaza City. Queste vittime si sommano ad altri ventiquattro palestinesi uccisi mercoledì nella striscia di Gaza. Dal rapimento del caporale Shalit, il 25 giugno scorso, a oggi, i palestinesi uccisi sono stati oltre 140. 

    Asaad Abu Sharelh. “Io penso che Israele sta approfittando dell’attenzione dei media sulla crisi in Libano per stingere l’assedio sulla Striscia e continuare a uccidere i suoi abitanti” dichiara Asaad Abu Sharelh, docente all’università di Gaza. “Se si pensa che, tra ieri e oggi, il bilancio dei raid dell’aviazione e dei colpi di artiglieria israeliani è di ventisette morti, si capisce perché per noi è in corso un tentativo di genocidio. Ventisei civili indifesi, donne, anziani e molti bambini. I bombardamenti sono sempre più indiscriminati. Ora le truppe israeliane sono tornate all’esterno del confine, ma continuano a colpire le città e le aree abitate”.

    Armi non convenzionali. Lunedì il ministro della Sanità palestinese ha accusato l’esercito israeliano di avere usato armi non convenzionali contro la popolazione della Striscia di Gaza. Si tratta, secondo il ministero, di materiale esplosivo contenente sostanze tossiche o radioattive, che bruciano e lacerano la carne di chi le inala e lasciano deformazioni a lungo termine agli arti e anche alle parti interne dei corpi. “La notizia è partita dai medici dell’ospedale di Shufa, a Gaza, ma anche di altre strutture sanitarie”, commenta Asaad Abu Sharelh. “Questo tipo di munizioni sono state sparate su Beit Lahiya, Beit Hanun e altri quartieri della Striscia. 

    L’accusa non riguarda solo le armi per così dire ‘velenose’, Israele ha usato anche le ‘cluster bombs’, le bombe a grappolo. Tutte queste sono violazioni delle convenzioni internazionali: colpire la popolazione in questo modo significa commettere crimini contro l’umanità. Crimini che Israele commette anche in Libano, dove sono sempre più numerose le testimonianze di civili che raccontano di bombardamenti al fosforo bianco”. Non è la prima volta che armi non convenzionali vengono impiegate contro la popolazione della Striscia. In passato, nel 2002, erano stati usati gas velenosi contro civili a Gaza city. Oggi si tratta di armi diverse, le autorità israeliane hanno ammesso di averle usate e hanno ribadito che si tratta di munizioni insolite ma legali. 

    “Sono armi particolarmente odiose – commenta Asaad - perché sono poco controllabili e finiscono sempre per mietere vittime civili. E guarda caso, sono di fabbricazione statunitense, come le bombe a grappolo, le bunker buster e le munizioni al fosforo bianco”. Cosa siano esattamente i gas esplosivi sparati su Gaza non si sa ancora con esattezza, ma anche il Comitato Egiziano per i Diritti nel Nord del Sinai ha dichiarato di aver visto velivoli israeliani rilasciare sostanze chimiche sulla Striscia, più volte nel corso della scorsa settimana. Secondo il comitato, le sostanze sarebbero agenti chimici incendiabili e cancerogeni, che possono causare profonde bruciature e uccidere le persone con problemi respiratori o a reni e milza.

    Un crimine contro il proprio futuro. Da più parti si sono levati appelli per un inchiesta internazionale e indipendente che possa appurare la verità, ma al momento la diplomazia internazionale non è in grado di ottenere nemmeno un cessate il fuoco da Israele. “La situazione non sembra offrire possibili sviluppi positivi – conclude Asaad - Israele sta usando a pieno regime la sua macchina da guerra, mentre la resistenza palestinese ha sempre meno strumenti per contrastare gli attacchi. Penso che il conflitto aperto in Libano non sia un aiuto per noi, anzi, Israele ha armi sufficienti per dominare su entrambi i fronti. 

    Inoltre, l’attenzione dei media sul nord di Israele sta dando all’esercito israeliano la possibilità di agire a Gaza senza sollevare molte proteste da parte della comunità internazionale. Quella che si è aperta è una nuova tappa nella storia del conflitto. Queste settimane di attacchi contro aree civili hanno fatto crescere l’odio della gente contro Israele. Gli israeliani hanno ucciso ogni prospettiva di pace e, così facendo, hanno commesso un crimine contro se stessi e il loro futuro”


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