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  • 26/07/2006 Speranza di Pace (www.verdi.it)

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    Nessun cessate il fuoco, ma dopo il vertice di Roma per Prodi è "molto più vicino". Il presidente dei Verdi: "Situazione drammatica, intervento immediato per garantire la sicurezza dei civili"

     

    Non c’è stata la decisione auspicata da molti, ma il cessate il fuoco è ''più vicino, molto più vicino'' come ha detto il premier Romano Prodi al termine del vertice di Roma sul conflitto israelo libanese, che oltre alle centinaia di morti, soprattutto tra i civili, ha causato anche oltre 2 miliardi di dollari di danni a edifici e infrastrutture.

     

    La Conferenza internazionale tra i potenti del mondo non ha chiesto un cessate il fuoco immediato ma i 15 Paesi partecipanti, l'Onu e l'Ue si sono impegnati a lavorare con "la massima urgenza" per arrivare a una tregua. Fonti dell’esercito israeliano hanno comunque annunciato che l’offensiva militare proseguirà per settimane, ha dichiarato in conferenza stampa il comandante della regione militare settentrionale, generale Udi Adam. Intanto oggi 22 militari israeliani sono rimasti feriti negli scontri.

     

    Nella dichiarazione diffusa al termine di cinque ore di riunione, la comunità internazionale ha espresso la sua "determinazione a lavorare immediatamente per raggiungere con la massima urgenza un cessate il fuoco che metta fine alle attuali ostilità". Il cessate il fuoco, si sottolinea nella dichiarazione, deve essere "duraturo, permanente e sostenibile".

     

    “La conferenza di pace di oggi sul Libano riporta l’Italia al centro della scena internazionale. Il nostro Paese recupera credibilità internazionale ed il ruolo di ponte tra l’Europa ed il Medio Oriente”, ha commentato il presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. “La situazione in Libano è drammatica – aggiunge – è indispensabile che la comunità internazionale intervenga rapidamente per garantire la sicurezza della popolazione civile”.

     

    La tregua umanitaria e lo schieramento di una forza multinazionale sotto il mandato Onu in Libano sono i punti di accordo raggiunti al termine del vertice. L’Italia attraverso il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha detto di essere disponibile a contribuire alla forza di interposizione tra Libano e Israele.

     

    ''E' stato compiuto un grande passo in avanti – ha detto Prodi. Tanto è vero che sembra che ci siano reazioni immediate anche da parte degli Hezbollah di offerta per un cessate il fuoco. E’ stato dato pienamente il senso di una volontà di pace e di immediata reazione per i problemi degli sfollati e dei profughi''.

     

    Dalla conferenza internazionale di Roma il Libano si "aspettava di più, un cessate il fuoco immediato", ma "alcuni progressi sono stati fatti", ha riconosciuto il primo ministro libanese, Fuad Sinora. Gli Hezbollah però con una dichiarazione poco conciliante rilasciata dopo il vertice, hanno detto che nessuna soluzione alla crisi libanese sarà per loro valida a meno che non sia "lo scambio dei prigionieri attraverso una mediazione indiretta e un cessate il fuoco totale e immediato”.


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