TuttoTrading.it

16/09/2005 Vietnam/Iraq: due invasioni a confronto (Dott.ssa Laura Scafati   www.popobawa.it - www.popoblog.splinder.com)

  • Pagina Iraq
  • Pagina Denunce
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Energia
  • Ricerca personalizzata
    GIOCHI GIOCATTOLI
    Articoli da regalo
    Attività creative
    Bambole e accessori
    Bestseller generali
    Burattini e tetrini
    Calendari dell' avvento
    Collezionabili
    Costruzioni
    Elettronica per bambini
    Giocattoli da collezione
    Giocattoli prima infanzia
    Elettronica per bambini
    GIOCHI GIOCATTOLI
    Giocattoli da collezione
    Giocattoli prima infanzia
    Giochi di imitazione
    Giochi da tavola
    Giochi educativi
    Modellismi
    Peluche
    Personaggi Giocattolo
    Puzzle
    Sport Giochi Aperto
    Strumenti Musicali
    Veicoli

    Questo articolo nasce dall’esigenza di capire e di spiegare i motivi di due Invasioni, che sono unite da particolari parallelismi, malgrado risultino distanti per collocazione storica.
    Tutto questo perché – secondo una mia personalissima opinione- sia il Vietnam come l’Iraq rappresentano le due facce “ identiche” della stessa medaglia al punto tale da farmi pensare che il tempo si sia misteriosamente fermato a quei lontani anni 50/60. Proverò a riportare una serie di fatti a riprova di quando vado ipotizzando. E’ noto che un abisso profondissimo spaccava a metà il Vietnam degli anni cinquanta e lo divideva in : Vietnam del Nord e Vietnam del Sud.
    Il Vietnam del Nord stava realizzando, in quegli anni, la rivoluzione nazionale democratica per la quale si erano battute tante generazioni di patrioti vietnamiti.
    Il Vietnam del Sud, invece, era una specie di bastione strategico degli Stati Uniti, la cui penetrazione diretta continuava gli interventi stranieri del passato e manteneva al potere le forze sociali reazionarie.
    Gli interessi americani per questa Regione erano fortissimi dal momento che rappresentava una parte importante del vasto dispositivo militare, che va dal Giappone al Pakistan orientale passando per Okinawa, le Filippine e la Thailandia.
    Basti pensare che la missione militare americana, inviata a Saigon alla fine della guerra franco-vietnamita ( MAAG Military Aid Advisory Group) fu non solo mantenuta, ma rafforzata fino a contare 20.000 unità nel 1964.

    Il governo del dittatore Dem, costruì – su sollecitazione americana – grandi basi militari e per aggirare le disposizioni degli accordi di Ginevra, che interdicevano l’esistenza di basi aeree straniere, fu costruita un’immensa autostrada tra Saigon e Bien Hoa, la cui larghezza e solidità superavano di gran lunga le esigenze locali del traffico e che disponeva di una pista per bombardieri pesanti. Inutile dire che nel Vietnam del Sud era stato messo in piedi un regime sul quale lo Stato maggiore americano poteva fare completo affidamento.
    Un altro elemento da non sottovalutare era rappresentato dalla facilità con la quale era stato creato  uno dei più cospicui contrabbandi di droga che la Storia ricordi.
    Il libro scritto, nel 1972, da Alfred MCCoy – ormai divenuto un classico – “ The Politics of Heroin, in South East Asia” ed il seguito, scritto nel 1991, “ The Politcs of Heroin – CIA complicità in the Global drug trade”, rivelano come gli elicotteri della CIA, in Vietnam, trasportassero droga dai campi ai punti di distribuzione mentre il popolo americano pensava fossero là per combattere il “ comunismo”. Circa 58.000 soldati americani furono uccisi in questo conflitto e, spesso, la CIA si servì dei loro cadaveri per nascondervi i sacchetti di plastica contenenti eroina.
    In tal modo, si riuscì ad introdurre clandestinamente le droghe in America.
    L’agente operativo della CIA, Guntar Russbacher, rivelò che i corpi contenenti droga riportavano codici segreti che gli consentivano di essere identificati al loro arrivo nelle basi aeree della Costa Occidentale. Le droghe venivano, quindi, rimosse e messe a disposizione dei giovani americani ( cfr: “ Defrauding America – A. Pattern, Of Reladed Scandals, pg. 295).

    Sul finire del 1960, venne fondato il Fronte Nazionale di Liberazione del Vietnam meridionale il cui programma prevedeva il rovesciamento del regime di Diem e la riconquista dell’indipendenza dall’oppressione americana. Nel 1963, con la battaglia di Ap Bac i guerriglieri costrinsero gli americani ad una rotta totale ( 450 feriti, 6 elicotteri distrutti ed un numero incalcolabile di morti)
    Nel novembre dello stesso anno, inizia la caduta di Ngo Dinh – Diem. A tale proposito, occorre aprire una parentesi: per quanto gli avvenimenti che hanno brutalmente allontanato Diem dal potere ed il suo stesso assassinio siano rimasti alquanto misteriosi, è certo che fu “ mollato” dai suoi padroni americani e liquidato su istigazione della CIA.
    Tutto questo perché il dittatore era alla vigilia di uno spettacolare rovesciamento di fronte, che lo avrebbe portato all’inizio di una serie di mediazioni con Hanoi.
    E’ logico, quindi, che Diem non sarebbe più servito agli  interessi americani, pertanto si pensò bene di liquidarlo! Il 7 febbraio 1965, i bombardieri americani attaccarono la Repubblica democratica del Vietnam con un’escalation senza precedenti e tutto ciò  avvenne nel più completo disprezzo della legalità nazionale ed internazionale. Il Senato americano non venne consultato e non si tenne, neppure, conto  della Carta dell’ONU, che sanciva il divieto di usare la forza per trovare soluzioni alle vertenze internazionali.
    La “ scusa” ufficiale adottata in quei tempi fu che “ gli Stati Uniti intervenivano per salvare il Sud dalla sovversione”; niente di più falso!
    La guerra colpì il Paese in una misura che era in completa contraddizione con le motivazioni invocate per giustificare i bombardamenti, che divennero sempre più massicci e raggiunsero persino i confini della Cina.

    Le dighe furono i primi obiettivi ad essere distrutti e tutto ciò mise in serio pericolo l’esistenza stessa degli abitanti, che basavano il loro lavoro sull’irrigazione delle risaie.
    Uno dei bombardamenti più ignobili,  fu quello operato sul lebbrosario di Quynh Lap, che ospitava 2.600 degenti. Per dieci giorni consecutivi  gli americani lo bersagliarono senza tregua fino a distruggere tutti i 160 padiglioni del complesso mentre 189 fra medici e ricoverati vennero barbaramente uccisi. Al lebbrosario si aggiunsero 74 ospedali e centri di maternità; 294 scuole; 80 chiese e 30 pagode. Gli Stati Uniti, di fronte alle accuse da parte di tutta la Società civile, addussero -  come giustificazione -  i soliti errori provocati da imperizia umana o dalle bombe “intelligenti”!
    Roba da non credere dal momento che le dighe erano visibilissime dall’alto così come le Croci rosse degli Ospedali senza contare che gli aerei- spia avevano, già, fotografato ogni metro quadrato del Vietnam.
    Il tipo di bombe impiegate negli attacchi furono i famigerati Lasy – Dogs ( i cani pigri) la cui “ bomba madre” si scomponeva in tante piccole bombe, caricate a loro volta di dardi acuminati, che l’esplosione lanciava in un movimento rotatorio da lacerare le carni di ogni infelice colpito.
    su le “ Monde” e di H. Salisbury sul “New York Times” sottolinearono il numero infinito di civili innocenti dilaniati da questi maledetti ordigni. Nel momento in cui gli Stati Uniti compresero che la guerra si stava facendo dura per loro fecero ricorso ai mezzi della guerra chimica. Il Napalm insieme ai gas tonici venne usato nell’attacco contro gli innumerevoli tunnel scavati dai guerriglieri da un villaggio all’altro.

    I defolianti chimici, già, usati all’epoca di Ngo Ding- Diem vennero usati su vasta scala al punto che ogni vegetazione venne distrutta e la stessa popolazione fu colpita da gravi disfunzioni digestive e respiratorie.
    Inoltre, per attaccare le gallerie scavate dai guerriglieri furono costituite delle Unità speciali, formate da soldati di bassa statura: i green rats ( topi verdi) protetti da maschere e forniti di bombole di gas tossico e di cariche esplosive telecomandate. La guerra del Vietnam andò in scena con il solito copione: da una parte si pretendeva di voler difendere un popolo dalla rivolta esercitata da una minoranza di agitatori, dall’altra  si colpiva brutalmente la totalità della Nazione. Con il passare degli anni, i vietnamiti riuscirono ad avere la meglio sulle forze statunitensi e le “ libere” elezioni imposte ai cittadini nel 1966, furono una vera e propria farsa.
    L’obiettivo di importare la “ democrazia” con la forza si mostrò un vero fallimento senza contare che ben presto la corruzione e vari attentati iniziarono a dilagare sia a Saigon come in molte altre località. La guerra in Vietnam, voluta per fornire enormi profitti alle Banche ed alle Compagnie di armamenti;  usata per applicare il “ dividi e impera” in Estremo Oriente fornendo allo stesso tempo una copertura per il diffuso traffico di droghe pesanti, si rivelò un fallimento totale.
    Questa fu una guerra che non avrebbe dovuto mai essere combattuta!!

  • segue

  • Pagina Iraq
  • Pagina Denunce
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Energia
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO