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24/01/2005 Dal Governo Via libera allo Smog (www.verdi.it)

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    Ok dal governo al decreto che permette alle centrali elettriche di usare combustibili più inquinanti al posto del gas. Che comunque è disponibile. Protestano i Verdi: servono risparmio ed efficienza


    Il governo ha varato il decreto che consente alle centrali elettriche l’utilizzo di olio combustibile al posto del meno inquinante gas metano. Gli impianti che potranno farvi ricorso sono quelli di Sermide e Ostiglia, in Lombardia, Montalto, nel Lazio, Porto Tolle, Veneto e Rossano Calabro, in Calabria.

     

    Chiederemo di abbassare di un grado la temperatura dei riscaldamenti'' ha spiegato iil ministro Scajola, riferendosi agli altri contenuti del decreto, e di ''ridurre di un ora la durata di ore giornaliere” in cui è consentito far funzionare gli impianti. Il ministro ha detto che questa misura si dovrebbe tradurre in un risparmio di 5-10 milioni di metri cubi al giorno di gas.  

     

    Via libera all’olio inquinante, quindi, nonostante le proteste di Verdi e associazioni e le dichiarazioni che da più parti dicono che non c’è bisogno di ricorrere a combustibili a maggiori emissioni.

     

    Il gas è disponibile. L’Eni infatti continua a dire che diminuiscono le forniture ma solo di qualche punto percentuale e proprio ieri l’ambasciatore russo confermava che le diminuzioni avvengono nei range previsti dai contratti sottoscritti con Gazprom.

     

    Nessuna emergenza quindi, anche perché se dovesse registrarsi una momentanea impennata dei consumi (secondo le previsioni il grande freddo dovrebbe durare non più di una decina di giorni) in vista dell’ulteriore riduzione delle temperature, si potrebbe ricorrere, in modo oculato e attento, alle riserve strategiche (5 miliardi di metri cubi di gas), come ha chiesto Legambiente.

     

    Lo stesso ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, ha detto che “non esiste nessun allarme, ma una giustificata preoccupazione”. E allora se non c’è allarme che bisogno c’è di un decreto pro olio combustibile, vista anche la grave emergenza smog che sta attraversando mezza Italia?

     

    È indispensabile uscire dalla “logica dell'emergenza – denuncia il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - e varare un vero piano energetico nazionale, che faccia delle scelte strategiche chiare e che investa primariamente su risparmio ed efficienza e sulle fonti sicure, pulite e rinnovabili. Nell'immediato - dice ancora il leader dei Verdi – serve un piano serio di risparmio ed efficienza, che individui anche i siti dove costruire i rigassificatori, con il consenso delle popolazioni e delle istituzioni locali, per poter diversificare le importazioni e limitare la dipendenza da un singolo Paese".

     

    Il governo approfittando dell’emergenza, ha rilanciato anche sul nucleare attraverso i ministri delle Attività Produttive, Claudio Scajola, e il suo collega all’Economia Giulio Tremonti, il quale, a margine del consiglio Ecofin, si è dichiarato “convinto che il nucleare sia una delle soluzioni principali per porre rimedio alla crescente crisi energetica. L’Italia – ha aggiunto – presenterà entro il prossimo G7 un proprio documento sulla politica energetica europea”.

     

    Eventualità bocciata ovviamente dai Verdi: “Una doppietta perdente”, dice Marco Lion, deputato del Sole che ride, che aggiunge: “Scoprono il risparmio solo in piena emergenza, ripropongo l’inquinante olio combustibile nelle centrali, da cui avremo sicuro inquinamento e parlano di ritorno all’atomo dimenticando i costi, economici, ambientali e i tempi lunghi di utilizzo”.

     

    Dello stesso avviso anche Pecoraro Scanio, che chiede il rispetto del voto degli italiani che hanno bocciato nell’87 il nucleare: “In Italia è stato fatto un referendum, a meno di colpi di mano, il governo a quello deve attenersi, cercando di sviluppare un piano energetico serio”.

     

    Sul nucleare un sondaggio di Eurobarometro diffuso oggi dice che solo il 13% degli europei e il 12% degli italiani sono favorevoli all’energia atomica. La maggior parte rileva l’indagine chiede investimenti in nuove tecnologie e sull’energia solare.


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