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  • 30/09/2006 Oltre il Taxi: Il Traffico da Problema a Opportunità di Mercato (Tommaso Accetto, www.lavoce.info)

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    Oltre il Taxi: Il Traffico da Problema a Opportunità di MercatoAnche la legislazione ha cristallizzato questa mentalitˆ della “roba”. Infatti l’uso dell’automobile privata è libero, mentre l’uso collettivo è rigidamente bloccato dalle severe normative del cosiddetto trasporto in “conto terzi” e dello stesso noleggio. Insomma, se voglio dare un passaggio ad un amico va tutto bene, ma se ci prendessi gusto e ne facessi un’attivitˆ economica incapperei nella severità della legge.
    L’offerta non proprietaria del trasporto è confinata nelle punte estreme dell’autobus pubblico, rigidamente collettivo, e del taxi, obbligatoriamente individuale. La vita quotidiana delle nostre città presenta per un’ampia domanda intermedia, determinata soprattutto dall’aumento degli spostamenti per le attività terziarie e del tempo libero.

    L'innovazione possibile (I): tecnologia e impresa

    Ci sono meritorie iniziative di tanti amministrazioni locali per diffondere usi multipli e innovativi dell’automobile come il car-sharing, car-pooling, mobility manager, taxi collettivo, bus on demand ecc. Sono esperienze già affermatesi in Europa, ma il vero decollo di queste politiche è legato alla nascita di una nuova imprenditoria capace di leggere i diversi segmenti della domanda, di progettare servizi adeguati, di sostenerli con moderne tecniche di marketing e di renderne evidenti i vantaggi economici. L’attuale imprenditoria dei trasporti non ha la cultura per compiere il salto di qualità. Ci vorrebbero imprese moderne, capaci di incidere sulle abitudini del largo pubblico. Qualcosa di analogo è avvenuto in Italia con i telefonini. Se ne fossimo capaci, realizzeremmo una rivoluzione nell’economia dei trasporti.
    Ci sono due occasioni da cogliere. In primo luogo, l’esigenza che viene proprio dalle grandi aziende di TLC di trovare nuove aree di business. In secondo luogo, è presente in Italia una ricca filiera di piccole aziende innovative nel settore dell’ITS (Intelligent Transport System), poco valorizzata, ma contraddistinta da ampie possibilitˆ di crescita. Su tali potenzialitˆ dovrebbe fare leva una politica per lo sviluppo della infomobilitˆ. Due interventi sono prioritari: la promozione di piattaforme tecnologiche denominate Centrali di Mobilitˆ a Chiamata (CMC) e una diversa politica degli incentivi per favorire la crescita di operatori dei cosiddetti Sistemi Intermedi di Trasporto (SIT), vale a dire di quelle modalitˆ di trasporto delle persone che si collocano tra il trasporto individuale (l’auto o la moto privata) ed il trasporto pubblico locale tradizionale.
    Le CMC devono fornire un servizio in risposta alle esigenze di mobilità di tipo “porta a porta” espresse dal cittadino, gestendo, in linea indicativa, le seguenti attività: promozione dei servizi e delle relative formule di abbonamento/pagamento; raccolta della richiesta via call center, via internet oppure via cellulare; programmazione del viaggio attraverso la composizione delle modalitˆ di trasporto ottimali offerte da una molteplicità di soggetti imprenditoriali; prenotazione del viaggio; formulazione della tariffa in funzione del periodo di preavviso e del livello di qualitˆ del servizio; consuntivazione e fatturazione del servizio.

    L'innovazione possibile (II): liberalizzare e cambiare la politica dei sussidi

    Gli operatori dei SIT devono essere soggetti imprenditoriali privati che operano liberamente, senza licenze, ma con una carta dei servizi da rispettare. Per innescare le condizioni di mercato si dovranno trasformare gli attuali sussidi alle aziende pubbliche in bonus per i cittadini. Ad esempio, nel caso di Roma, invece di trasferire circa 350 milioni di euro all’Atac si tratterebbe di collocare tale somma in una carta della mobilitˆ; ciascun cittadino sarebbe libero di utilizzare il bus o il taxi o i SIT ottenendo automaticamente uno sconto sulle tariffe praticate dagli operatori, i quali verrebbero messi sullo stesso piano concorrenziale, senza godere di sussidi che falsano il mercato.
    Infine, questi nuovi servizi potrebbero inserirsi in un più ampio sviluppo delle tecnologie per il trasporto. I costruttori di automobili stanno pensando all’inserimento del navigatore come serie. Con una rilevazione dei flussi di traffico in tempo reale è possibile, mediante simulatori in gran parte già disponibili, proporre agli automobilisti i percorsi ottimizzati in rapporto alla situazione del traffico cittadino, con miglioramenti previsti dei parametri di mobilità dell’ordine del 10-15%, cioè quanto si può ottenere con rilevanti investimenti infrastrutturali.
    Il progetto Galileo è ormai nella fase attuativa e fra qualche anno renderà disponibile un sistema avanzato di posizionamento satellitare. Si apre un campo enorme di nuovi servizi e invenzioni di prodotti di mobilità. Si aprono soprattutto nuovi mercati in seguito alla scelta che hanno fatto Cina e India di aderire allo standard Galileo invece che al vecchio GPS americano. Altro che pericolo cinese!
    Proprio noi italiani, tra i più colpiti dal traffico, potremmo essere i più bravi al mondo a capovolgere il male in bene. Basta iniziare a guardarlo come un mercato.

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