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  • 21/07/2006 Avanti col Mose (www.verdi.it)

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    Istruttoria sulle alternative più soft fino al 30 settembre. Ma nel frattempo i lavori procedono, ha deciso il Comitatone. Pecoraro Scanio: "Non siano irreversibili, servono verifiche"

     

    “Avrei preferito una presa di posizione più chiara in relazione alle opere da realizzare in questa fase di verifica o una sospensione cautelativa dei lavori”. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio commenta così la decisione presa dal Comitatone sulla Salvaguardia di Venezia di non sospendere i lavori per la realizzazione del Mose, il sistema di paratie mobili per proteggere, sostengono i promotori, la laguna di Venezia dall'acqua alta.

     

    Ad annunciare la decisione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta nel corso di una conferenza stampa a margine della riunione alla quale ha preso parte anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi. Fino al 30 settembre ci sarà una istruttoria sulle alternative al Mose. Dei 380 milioni di euro previsti dal Cipe, circa 40-50 milioni saranno destinati alla salvaguardia della città lagunare. Nel frattempo è stato deciso che i lavori comunque andranno avanti.

     

    Deluso dell’esito della riunione, il primo cittadino di Venezia Massimo Cacciari ha espresso tutto il suo disappunto, dichiarando che si tratta “di una decisione non chiara. Si poteva tranquillamente continuare con altri lavori compatibili con i progetti alternativi al Mose”. Parere negativo sulla decisione di andare avanti con i lavori è stato espresso anche dal Wwf e da Legambiente.

     

    L’associazione del Panda in una nota dichiara che “con una istruttoria così breve si potevano sospendere i lavori, impedendo ulteriori danni irreversibili all’habitat e all’avifauna. Unico elemento positivo – secondo l’associazione – è che finalmente è possibile valutare delle alternative”.

     

    Angelo Mancone, presidente di Legambiente Veneto pensa che “il rinvio di due mesi deciso possa portare il Mose ad un punto di non ritorno. Per questo chiediamo che ci possa essere un percorso di discussione in Parlamento di forte intesa tra le Commissioni Ambiente di Camera e Senato per ribadire la convenienza economica e l’importante ruolo di tutela della laguna che le proposte alternative hanno”.

     

    Nel frattempo, il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio ha formalmente chiesto che in questa fase di verifica “non vi siano lavori irreversibili e di esclusiva competenza del Mose. Resta aperta, infatti, la necessità di sottoporre i lavori ad una seria Valutazione d’impatto ambientale, perché la documentazione disponibile, progettuale e procedurale, appare lacunosa”.

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