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12/12/2008 Latte crudo e informazione bollita. Il delirio sul latte crudo. A chi da fastidio il latte crudo del Dott. Fausto Cavalli(http://www.beppegrillo.it)

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Dott. Fausto Cavalli. Latte crudo e disinformazione.


Quando si toccano gli interessi economici dei grandi gruppi, da Benetton a Impregilo alla Granarolo, i partiti accorrono subito in aiuto. E' un interesse di scambio. Il voto di scambio è ormai superato, si eleggono da soli. Per questo le leggi servono solo a tutelare le lobby. I politici fanno le leggi per i loro lord protettori. I lord protettori concedono graziosamente ai politici di servirli.
Se un cittadino è una testa calda e fa la raccolta differenziata, si dota di pannelli solari o, estrema bestemmia, beve latte crudo della mucca sotto casa, è un sovversivo. L'informazione è dalla loro parte, ma la verità è dalla nostra. Chi beve latte crudo campa cent'anni e risparmia almeno un terzo. Ogni Comune un distributore automatico di latte. Se lo volete, succederà.

"Caro Beppe,
dopo gli incentivi alle energie rinnovabili, ci vogliono togliere anche il latte crudo.Il latte alla spina, quello da rivendita in distributore self service, dove si riempie la bottiglia più volte. Lo stesso per cui dal 6 all' 8 dicembre, Telethon ha fatto partire una corsa di solidarietà con il Consorzio Tutela Latte Crudo e la Regione Lombardia: ogni due litri di latte venduti, il terzo è donato alla ricerca sulle malattie genetiche.
Nonostante questa importante iniziativa, la situazione è grave: in una parola, disinformazione. In questi giorni, su reti televisive e testate giornalistiche nazionali, alcuni articoli e servizi stanno procurando forte discredito verso questo alimento, danneggiando allevatori e produttori. Frasi del tipo "Latte alla spina, allarme batteri" o "Latte crudo - È necessario bollirlo", o ancora "Il Ministero ipotizza uno stop delle vendite", si sprecano.
Nove casi di sindrome emolitico uremica indotta da Escherichia Coli O 157, presi a pretesto per diffondere l'idea della diretta implicazione del consumo di latte crudo non pastorizzato, hann fatto partire un tam tam mediatico utile a generare clamore, insicurezza e disaffezione: le condizioni ideali per un intervento legislativo all'insegna delle più ingiuste restrizioni.
Il Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" ha raccolto alcune dichiarazioni del Dr. Fausto Cavalli, agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte Srl, Agenzia di Servizi per l'Agricoltura. La sua esperienza ci dimostra come questi clamorosi casi siano falsi, poiché nulla è mai stato dimostrato (nel 2008, le analisi disposte dall'Autorità Sanitaria hanno riscontrato la totale assenza dell'Escherichia Coli O 157 in tutti i 1.423 campioni analizzati), ed anzi i produttori coinvolti proseguono a vendere regolarmente il loro latte, magari dopo aver denunciato a suo tempo alcuni funzionari ASL che li costringevano a tenere chiusi i distributori.
Ci siamo chiesti il perché di questa insistente campagna denigratoria. Il fenomeno del latte crudo alla spina parte proprio dalla nostra città, Brescia, ed è arrivato a a 1.000 distributori sul territorio nazionale (405 in Lombardia). Ognuno vende circa 100 litri di latte al giorno, per 365 giorni all'anno. Un litro di latte alla spina costa circa 1 euro, ovvero 50 centesimi meno del latte pastorizzato fresco da supermercato (fonte: www.clal.it). 18 milioni di euro che in un anno scompaiono dalle tasche delle grandi distribuzioni e multinazionali lattaie, a beneficio di noi cittadini che paghiamo meno e beviamo tutta salute, riscoprendo il rapporto diretto con l'agricoltura.

Perché bevo latte crudo, dalla lettera del Dr. Cavalli.
"La situazione inerente il latte crudo è piuttosto grave: insistenti passaggi sulle Reti e Testate nazionali stanno procurando forte discredito verso questo interessante alimento e contro gli stessi allevatori produttori.Sostanzialmente la tesi enunciata cerca di dimostrare che l’assunzione di latte crudo,senza la preventiva pastorizzazione, sia assolutamente pericoloso per la salute ... si vorrebbe imposto l’obbligo di previa bollitura del latte crudo. La questione è che il latte crudo è proposto da anni da consumarsi, appunto, crudo ... perché, così come risulta da numerosi studi, solo in queste condizioni si può beneficiare di alcune interessanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche..." Leggi la lettera completa.

Noi continueremo ad acquistare il latte crudo alla spina, e a rifornirci nei distributori in città. In sua difesa firmeremo la petizione al Ministro delle Politiche Agricole Zaia e al sottosegretario Martini, promossa dal Consorzio Tutela Latte Crudo contro la chiusura preventiva dei distributori di latte crudo.
Speriamo ci perdonerai, se questa volta rinunciamo alla tua formula: le fragole sono mature. Oggi preferiamo: la mucca è stata munta. Loro non molleranno mai, noi neppure." Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia

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FIRMA CONTRO LA CHIUSURA DEI DISTRIBUTORI DI LATTE CRUDO



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08/12/2008 Latte crudo, i produttori dicono: E' Paolo De Castro a guidare la crociata contro di noi" (http://www.ecoblog.it)

Il distributore di latte crudo al farmers Market di Milano in via Ripamonti
 

Dopo la cronaca dei giorni scorsi relativa alla denuncia da parte del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità di nove casi di escherichia coli che hanno colpito bambini e attribuiti all’uso di consumo di latte crudo, iniziano ad arrivare le prime risposte da parte dei produttori che si sentono ingiustamente accusati di mettere a repentaglio la salute pubblica.

Secondo Fausto Cavalli, agronomo zootecnico di Bevilatte non si tratta solo di legittimi controlli sulla qualità e la sanità del latte crudo, ma di una vera e propria corciata contro questo alimento che da un consumo di nicchia sta iniziando a disturbare i consumi della Gdo.

All’origine della polemica sulla bontà del latte crudo, l’interrogazione fatta dal Sen. Paolo De Castro, ex Ministro per le Politiche agricole nella passata legislatura Prodi, nonché attuale vicepresidente della Commissione Agricoltura al Senato.

In realtà probabilmente di casi di contaminazione di latte crudo c’è ne sarebbe solo uno, a Legnago, segnalato da un articolo di Anna Meldolesi, su Il Riformista.

Scrive Ruralpini:

Sulla base di valutazioni oggettive di “rischio E.coli O157″ andrebbero “chiuse” intere filiere alimentari. Contro i distributori di latte crudo è in atto una manovra strumentale perchè minano l’ideologia agroindustriale. Non a caso il politico che ha lanciato il sasso è De Castro, presidente di Nomisma, (la società di Prodi) che, tra i suoi finanziatori ha Granarolo.

Sotto la tabella comparativa sui controlli del latte crudo svolte dalle Asl della Lombardia:
Tabella contaminazioni latte crudo Lombardia
 

Spiega il dott. Cavalli:

Per quanto concerne l’E. Coli O157 verocitotossico si evidenzia la totale assenza per tutto l’anno 2008 di casi positivi, marginale, pari allo 0,1% per il 2007. Successivamente (alla interrogazione del Sen. De Castro - NdR) sono comparsi su alcune Testate locali degli articoli e riportate durante trasmissioni televisive (RAI 3 Emilia), le affermazioni del Senatore, aggiungendo ulteriori commenti o sollecitazioni fatti da parte di personaggi legati all’Industria del Latte.

  • Beppe Grillo e Matteo Incerti: ” Il delirio sul latte crudo”

  • A chi da fastidio il latte crudo del Dott. Fausto Cavalli


  • Per firmare la petizione contro la guerra al latte crudo da inviare al Sottosegretario alla Sanità Francesca Martini.

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    10/12/2008 Guerra al latte crudo o guerra ai produttori locali di latte? (Marcello Pamio, http://www.disinformazione.it)

    Il sottosegretario alla salute, Francesca Martini, annuncia che è allo studio "la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell'informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura".
    Come mai simili raccomandazioni?
    Perché ad oggi sarebbero 9 (6 nel 2008 e 3 nel 2007) i casi della grave malattia renale provocata nei bambini dal batterio Escherichia coli O157 "collegati" al consumo di latte crudo.
    Stiamo parlando della malattia chiamata “sindrome emolitica uremica”, che si manifesta con una grave insufficienza renale che può rendere necessaria la dialisi.

    Questi 9 casi hanno "una probabile correlazione con il consumo di latte crudo", ha detto il direttore generale della Sicurezza alimentare e nutrizione del ministero della Salute, Silvio Borrello.
    Quindi consumo di latte crudo in Italia è a rischio di infezione causata dal batterio Escherichia coli O157?
    Sembrerebbe di sì, secondo una circolare del ministero del Welfare.
    La circolare, del dipartimento per la “Sanità pubblica veterinaria, nutrizione e sicurezza degli alimenti” e dalla direzione generale della “Sicurezza degli alimenti e della nutrizione”, si riferisce a segnalazioni di ''casi umani'' di infezione da Escherichia coli O157 ''associate al consumo di latte crudo''.
    Dai controlli eseguiti nelle aziende di produzione - prosegue sempre la circolare - ''sono state riscontrate diverse positivita' per E. coli O157 sia nel latte crudo, destinato come tale al consumo umano, sia nelle feci degli animali produttori''.

    Quali sono le differenze?
    - LATTE FRESCO: è il latte pastorizzato, venduto nelle confezioni che si acquistano normalmente al bar o al supermercato. Viene trattato a temperature relativamente basse per un tempo piuttosto breve, sufficiente per uccidere i germi patogeni senza rovinare prodotto, che resta fresco.
    - LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE: viene trattato con il calore in modo più drastico, tanto che può essere consumato nell'arco di sei mesi.
    - LATTE CRUDO: viene commercializzato così come viene munto, senza alcun trattamento ad eccezione di una filtrazione.

    Cosa dice l’epidemiologia:
    L’Osservatorio epidemiologico della Regione Campania ha realizzato un’indagine sulla Sindrome emolitica uremica (Seu).
    A partire dal 1988, ogni anno sono stati osservati circa 30-40 casi di Seu (Sindrome emolitico uremica), per un totale di 439 casi notificati complessivamente tra il 1998 e il 2004. Sono inoltre stati identificati alcuni focolai epidemici, negli anni 1992, 1993 e 1997.
    Il tasso nazionale d’incidenza medio annuale della Seu nello stesso periodo (1988-2004) è stato di 0,27 casi per 100mila abitanti, inferiore rispetto a quanto rilevato in altri paesi europei.
    Quindi ogni anno ci sarebbero, secondo l’Osservatorio della Campania, circa 30-40 casi ogni anno di questa Sindrome emolitica uremica.

    Come mai soli 3 casi nel 2007 e 6 nel 2008 hanno fatto intervenire il Ministero del Welfare per bloccare la vendita di latte crudo? Dove sta il problema?
    Ovviamente non esiste alcun problema sanitario, come non lo è stato il morbillo, la meningite, ecc.
    Semmai il “problema” viene mediaticamente creato ad arte per raggiungere un ben preciso scopo.
    E' doveroso precisare che il latte vaccino, cioè il latte di vacca, è un alimento che non va bene per l’essere umano: dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vitelli.
    Non è un caso infatti che il latte provoca più intolleranze alimentari in adulti e bambini di qualsiasi altro prodotto alimentare.
    Il latte di capra invece è molto più vicino al latte umano.
    Detto questo, è anche vero che se qualcuno vuole berlo (a prescindere dalle problematiche legate al muco, al ristagno delle vie aeree, ecc.) deve avere tutti i diritti di poterlo comprare allo stato crudo (certamente migliore di quello pastorizzato) e soprattutto ad un prezzo accessibile: il latte crudo viene venduto appena munto, da un minimo di 80 centesimi ad un massimo di 1 euro al litro.

    Crudo è meglio del pastorizzato
    La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari.
    Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70 °C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi "flash" riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi.
    La pastorizzazione HTST (High Temperature Short Time), porta il latte ad una temperatura di 72- 75°C per 15 secondi.
    Mentre il trattamento UHT (dopo una pastorizzazione a 80°C ), porta il latte a temperature di circa 140°C per pochi secondi.
    La sterilizzazione consiste nel riscaldare il latte ad una temperatura tale che tutti i microrganismi presenti sono distrutti.

    In questo modo si distruggono i batteri patogeni (compresi quelli vitali) e si ritarda lo sviluppo di altri batteri.
    Il calore della pastorizzazione è però sufficiente per distruggere anche i batteri lattici importanti per la vita, come il Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a sintetizzare la vitamina B nel colon (intestino crasso).
    Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo.
    Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare.
    L'ironia della pastorizzazione è che distrugge le proprietà battericide del latte.
    Il latte crudo mantiene al suo interno i batteri lattici utili

    Principali vantaggi commerciali della pastorizzazione:

    1) Il produttore può permettersi la sporcizia:
    Gli standard qualitativi degli animali che producono latte crudo sono considerevolmente più alti di quelli dei soggetti che producono latte da pastorizzare.

    2) E' conveniente per il produttore e per il contadino:
    Nonostante il latte crudo si mantenga più a lungo del latte pastorizzato, se non viene prodotto in condizioni di massima pulizia si potrà cagliare prima di quest'ultimo.

    3) La pastorizzazione compromette il potere nutrizionale?
    Il riscaldamento di ogni alimento oltre i 50 °C determina la distruzione degli enzimi, i trasformatori biochimici. Per esempio la pastorizzazione elimina la fosfatasi enzimatica che è necessaria all'assimilazione del calcio.

    4) Malattie provocate dalla pastorizzazione:
    La perdita delle vitamine lipo-solubili come la A e la E può aumentare di oltre due terzi. La perdita della vitamina B e C può andare dal 38 all'80 per cento. Il 20% dello iodio si perde volatilizzato. Il consumo di proteine da latte cotto è dimostrato correlarsi con l'alta incidenza della trombosi. E gli animali da laboratorio degenerano più rapidamente quando sono nutriti con tale latte.

    Latte, osteoporosi e acidificazione del terreno
    Quindi la pastorizzazione permette ai grossi produttori nazionali una peggiore qualità del prodotto e dei bassi standard di igiene complessivi (alla fine del processo industriale, si fa bollire il latte, e chi s’è visto s’è visto).
    Tale bollitura però distrugge la “fosfatasi alcalina” (ALP) che è un enzima presente nel latte crudo molto sensibile al calore. Questo enzima serve all’assimilazione del calcio nelle ossa. La sua mancanza impedisce di fatto alle ossa di integrare il calcio disponibile.
    Quest’ultimo infine, per essere assimilato deve disporre di un certo quantitativo di magnesio che nel latte (come in una dieta tradizionale) è molto scarso!
    Questo è il motivo per cui una dieta a base di latte pastorizzato invece di apportare calcio alla struttura ossea - come invece dicono i medici - lo sottrae alla stessa!

    Ma non è tutto, perché il magnesio (che partecipa a circa 800 reazioni biochimiche) serve anche a contrastare con la vitamina B6 l'acidosi metabolica indotta dai sali di calcio e dalle proteine animali.
    Se il nostro terreno biologico è prevalentemente acido, a causa di un eccesso di proteine animali (latte, formaggi, carni, ecc.) i nostri meccanismi di tamponamento naturale per neutralizzare questo eccesso di acidità ricorrono alle riserve minerali che abbiamo principalmente nelle ossa e muscoli!
    Sapete cosa significa questo? Significa che vengono sottratte da ossa e muscoli i minerali tampone che servono per riequilibrare l’acidosi e portare all’equilibrio.
    Questo meccanismo a circuito chiuso spiega perché l'osteoporosi non è una mancanza di calcio ma una perdita di calcio a seguito delle nostre abitudini alimentari scorrette, tra cui appunto bere latte pastorizzato (carni, formaggi e proteine animali).
    Ricordiamo in conclusione che l’acidosi del terreno biologico ci predispone in una situazione precancerosa…

    Latte pastorizzato (morto) va bene, quello crudo (vivo) no. Come mai?
    I nostri governanti stanno facendo di tutto per farci bere solo latte pastorizzato, cioè quel liquido biancastro che dal punto di vista chimico è perfetto, ma dal punto di vista energetico è morto, privo di vita e vitalità. In pratica vogliono farci bere solo quella bevanda che a lungo andare potrebbe farci ammalare.
    Viene da sé che l’ordinanza del Ministero del Welfare, non ha niente a che vedere con la nostra salute - semmai il contrario - ma è un chiaro attacco dei grandi produttori industriali di latte contro le piccole aziende locali che vedono nei distributori una possibilità di sbocco commerciale della propria attività.
    Da quando i distributori di latte crudo hanno fatto la loro comparsa nel territorio locale, sicuramente le casse delle grandi aziende ne hanno risentito il colpo e sono quindi corse ai ripari…

    Consiglio spassionato ai bevitori di latte crudo
    Se trovate i sigilli ai distributori, non perdetevi d’animo, e soprattutto non andate nei supermercati a comperare un qualsiasi altro latte, perché così facendo darete ragione al sistema e parteciperete alla chiusura totale dei piccoli allevatori.
    Prendete invece la vostra bottiglia e andate direttamente dal produttore di latte crudo (ogni distributore riporta il nome  del produttore). Se non lo trovate perché è lontano, non comperate più latte fino a che non verranno ripristinati i distributori. Esistono ottimi sostituti: latte di capra, succo d’uva, latte di riso, mandorle (il tutto biologico ovviamente).
    E’ necessario e importante dare un chiaro e forte segnale

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