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30/07/2007 Stranieri integrati nell'economia (AA, www.helpconsumatori.it)

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Da un'indagine dell'Eurisko risulta che nel nostro Paese i cittadini immigrati sono immessi nel sistema economico nazionale, con un'attività lavorativa dipendente o in proprio. Sono ancora pochi però coloro che accedono ai servizi finanziari, come mutui o prestiti.

L'80% degli immigrati ha un lavoro o un'attività commerciale. Secondo un'indagine condotta da GFK-Eurisko per conto della ISI Group, risulta che i cittadini stranieri residenti in Italia partecipano attivamente all'economia del Paese, anche se incontrano ancora ostacoli nell'accesso ai prodotti finanziari. Il 48% dei soggetti intervistati sostiene di riuscire a risparmiare, mentre il 45% è titolare di un conto corrente. Pochi sono tuttora i proprietari di un'abitazione e ancor meno sono coloro che ricorrono a mutui (8%) e prestiti (9%).

I settori in cui gli stranieri si inseriscono più agevolmente sono quello di prestatori d'opera (34%): domestici o assistenti domiciliari per anziani e malati, e lavoratori dipendenti (23%). Ben il 14% ha una propria attività, commerciale o artigianale. Soltanto il 9% del campione è in cerca di occupazione. Per trovare un posto, i canali privilegiati sono gli amici, i connazionali ed i parenti, meno le agenzie interinali, gli uffici per l'impiego, i servizi sociali ed i sindacati.

Il 60% degli immigrati è venuto in Italia per il consiglio di amici e parenti o per ricongiungimento familiare, con l'intezione di vivere per sempre nel nostro Paese. L'abitazione più diffusa è il trilocale (26%), seguito dal bilocale (21%); solo il 18% deglo intervistati ha una casa di proprietà, ma il 25% ha intenzione in un futuro di acquistarne una. Il 56% dichiara di non aver avuto particolari difficoltà nel trovare una soluzione abitativa all'arrivo in Italia.

Dotazioni tecnologiche presenti in casa: quasi tutti possiedono frigorifero (98%) e televisore (95%), molto diffusi anche altri elettrodomestici di base come forno (94%) e lavatrice (87%). Il 49% possiede un dvd e il 24% ha un computer (di cui l'11% collegato ad Internet).

Da dove provengono gli immigrati? "Il 43% degli immigrati intervistati - dichiara l'Eurisko - proviene dall'Europa Centro Orientale, il 30% dall'Africa, il 17% dall'Asia, e il 10% dal Sud America. All'arrivo in Italia gli immigrati scelgono di sistemarsi per il 35% nel Nord Ovest, 28% nel Nord Est, il 24% nel Centro e il rimanente 14% nelle isole. Per il 52% sono uomini e il 35% ha tra i 25 e i 34 anni; il 68% ha tra i 25 e i 45 anni e solo il 20% risulta irregolarmente in Italia".

Un buon numero degli intervistati ha un livello di istruzione di rispetto: il 38% possiede un diploma di scuola media superiore e 11 su 100 hanno conseguito una laurea; il 75% conosce almeno un'altra lingua straniera come l'inglese (36%) o il francese (24%). il 47% conosce bene la lingua italiana.

Stranieri e denaro. L'80% degli immigrati riceve un reddito da lavoro, in media 836 euro al mese che in una media famigliare diventano 1.320 euro al mese. Il 48% degli intervistati dichiara che il proprio nucleo familiare riesce a risparmiare in media 308 euro al mese. La spesa familiare media mensile è pari a circa 1.005 euro, per un nucleo medio di 2,81 persone (la famiglia media italiana spende 2.400 euro, per un nucleo di 2,59 persone). Il 60% degli immigrati è cliente di una Banca/Bancoposta. Il 45% ha un conto corrente. "L'utilizzo di un conto corrente - sottolinea l'Eurisko - è sostanzialmente basico: le operazioni più diffuse, infatti, sono il versamento dello stipendio e l'accumulo dei risparmi. Molto più contenuto l'utilizzo del conto per operazioni come domiciliazione utenze, richiesta mutuo, bonifici o richieste di finanziamento". Quasi 3 immigrati su 10 posseggono una carta Bancomat; più contenuta la diffusione della carta di credito (9%). Solo l'8% ha in corso un mutuo ed il 9% ha richiesto un prestito. Infine sul fronte assicurativo il possesso di una polizza auto/moto è più contenuto rispetto alla media della popolazione italiana (35% contro 56%), mentre poco diffuse sono le polizze vita, infortuni e spese mediche.

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