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  • 22/03/2007 Cosa hanno detto davvero gli USA sulla liberazione di Mastrogiacomo (traduz. di Giulia Alliani, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Ancora una volta si registrano campagne mediatiche e commenti politici basati su presunte informazioni. Questa volta si tratta dell'Afghanistan e del giudizio USA sull'operato del governo italiano per la liberazione di Mastrogiacomo.

    Secondo una fonte anonima riportata da alcune agenzie, "Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno criticato il rilascio di cinque Talebani in cambio della liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, un'operazione che temono possa accrescere i rischi per le truppe in Afghanistan".

    Commentando tale notizia, alcuni giornali ed alcuni politici hanno dichiarato che gli USA ormai ci considerano inaffidabili.

    Ma il ministero degli Esteri italiano smentisce: "Non e' abitudine della Farnesina commentare fonti anonime. Tuttavia, alla luce delle reazioni suscitate dalle affermazioni attribuite oggi ad una fonte del dipartimento di Stato sulla vicenda del giornalista Daniele Mastrogiacomo, il Ministero degli Esteri ribadisce il clima molto positivo registrato nel corso del colloquio avuto il 19 marzo dal Ministro D'Alema con il Segretario di Stato Condoleezza Rice a Washington. Nulla di quanto riferito nelle dichiarazioni della fonte anonima e' emerso infatti nel corso di detto incontro... Non risultano infine passi ufficiali americani attraverso i consueti canali diplomatici nel senso indicato dalla fonte anonima ne' a Washington ne' a Roma".

    Ed infatti ecco la traduzione fedele della trascrizione della conferenza stampa del governo USA del 20 marzo 2007:

    DOMANDA: Nessun commento sullo scambio di prigionieri talebani per liberare i giornalisti italiani, avvenuto questa settimana?

    MR. MCCORMACK: No, nessun commento.

    DOMANDA: Pensa che sia un buon metodo? Voglio dire, e'... normalmente e' qualcosa che lei...

    MR. MCCORMACK: Non ho intenzione di fare commenti su nessun caso in particolare o sui metodi adottati da altri Paesi.

    DOMANDA: Beh, a proposito... prima di parlare dello Zimbabwe, solamente... avrebbe... potrebbe dirci di che cosa si e' discusso al pranzo di ieri sera?

    MR. MCCORMACK: Hanno parlato... se solo mi fossi portato dietro gli appunti. Hanno parlato molto dell'Afghanistan... non di questa faccenda. Hanno parlato dell'Irak, hanno parlato dell'Iran, hanno parlato un po' dei rapporti bilaterali Stati Uniti-Italia.

    DOMANDA: Quindi un pranzo piacevole?

    MR. MCCORMACK: E'stato un pranzo ottimo.

    DOMANDA: Ed era presente anche lei?

    MR. MCCORMACK: No, pero' me l'hanno descritto come un pranzo ottimo, un pranzo molto piacevole.

    DOMANDA: Il ministro degli Esteri [D'Alema] ha detto ieri che pensava ci fosse un certo numero di cose che gli Stati Uniti potrebbero fare per cercare di migliorare i rapporti con l'Italia. Questo e' emerso? Le e' parso... o le pare che tutto funzioni a meraviglia e...

    MR. MCCORMACK: Beh, come ho detto ieri, ci sono... sapete, in ogni rapporto ci sono alti e bassi e, ciononostante, si cerca, anche con fatica, di andare avanti, e questo e' cio' che facciamo con il governo italiano. Cioe'... si sa, siamo legati in tanti modi diversi, dalla storia, da... si sa, da rapporti di cultura e di valori. Per cui quando sorgono questi dissensi ci si sforza per superarli, pero' c'e' una base fondamentalmente solida e buona per i rapporti tra Stati Uniti e Italia, non solo bilateralmente, ma anche quando ci si serve di quel rapporto per cercare di rendere il mondo un luogo piu' sicuro e migliore, come, per esempio, in Afghanistan.

    DOMANDA: E di questi dissensi si e' parlato al pranzo, o no?

    MR. MCCORMACK: Io non... sapete, francamente, io non... io credo che voi, probabilmente, state facendo un riferimento specifico alla questione di questi rinvii a giudizio e non sono sicuro che l'argomento sia venuto fuori. Non ho chiesto al Segretario [Rice] se ne hanno parlato o no. Prego, signora.

    DOMANDA: Afghanistan (impossibile sentire), c'e' stata una proposta di una conferenza internazionale sull'Afghanistan (impossibile sentire) per il ministro degli Esteri italiano. Nessuna notizia su questo? Lui ha detto che la signora Rice non aveva un atteggiamento negativo su questo.

    MR. MCCORMACK: Direi che il nostro punto di vista e' che possa trattarsi di una proposta costruttiva. Vogliamo capire alcuni dettagli, come lavorare su una simile conferenza e naturalmente, cosa si intende... fondamentalmente, bisogna sentire su questo l'opinione del governo afghano e del presidente Karzai. Sicche' credo che si tratti veramente di un'idea su cui vale la pena discutere un po' per vedere se, sulla base di quella discussione, si fa qualche passo avanti o no.

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