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  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra III (Michel Chossudovsky, www.globalresearch.ca, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    L’ACCUMULO ISRAELIANO DI ADM

    Recenti sviluppi nel teatro di guerra puntano verso un'escalation sia dentro i confini del Libano sia oltre. Il governo israeliano ha confermato che è pronto ad una “guerra lunga”. Esempi di stoccaggio di armi da parte di Israele supportano il programma di guerra lunga. Per affrontare un calo nelle attuali riserve di armi di distruzione di massa (ADM), l'IDF sta per ricevere un carico navale di emergenza di bombe di precisione teleguidate, comprese bombe americane GBU-28 “distruggi-bunker”, prodotte dalla Raytheon.

    Questo carico è descritto dagli osservatori militari come qualcosa di “inusuale”. Israele ha già una grande riserva di armi di precisione teleguidate. Oltre alle sue riserve, nel 2005 l'IDF ha ricevuto un carico di circa 5000 “armi intelligenti aeree” di produzione Usa, comprese circa 500 bombe “distruggi bunker”.

    Mentre la notizia suggerisce che “Israele abbia ancora una lunga lista di bersagli da colpire in Libano”, la storia di queste consegne di bombe distruggi bunker a Israele a partire dal 2004 suggerisce che si possa volerle usare nella più ampia regione mediorientale, compresi Siria ed Iran.

    LA GUERRA ALLARGATA AL MEDIO ORIENTE

    La guerra in Libano è parte integrante dei progetti di guerra americani in Medio Oriente. Negli ultimi due anni, documenti militari Usa e dichiarazioni della sicurezza nazionale indicano abbastanza esplicitamente Siria e Iran quali potenziali bersagli della aggressione militare americana. L'escalation in relazione alla Siria è uno scenario strategico, contemplato dai pianificatori militari di Usa, Israele e Turchia.

    Alla conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca di luglio, il Presidente George W. Bush e il Primo Ministro Tony Blair hanno rinnovato, a chiare lettere, le loro minacce contro Siria ed Iran. Queste minacce adesso sono supportate da concreti piani militari:

    "Il messaggio per loro è molto, molto semplice. E' che, non avete scelta. Iran e Siria hanno una scelta. E possono pensare di poter evitare questa scelta; in realtà, non possono. E quando le cose sono pronte come quello che è successo in Libano nelle scorse settimane, dal mio punto di vista, indica solo il fatto che hanno questa scelta. Possono entrare e partecipare come membri effettivi e responsabili della comunità internazionale, oppure affronteranno il rischio di un confronto maggiore." (Casa Bianca, 28 luglio 2006)

    Questa e altre dichiarazioni indicano l'escalation, dove il Libano è programmato per essere usato come casus belli, una “giusta causa” per la guerra contro la Siria e possibilmente contro l'Iran, a causa del loro presunto supporto ad Hezbollah.

    Dall'altro lato, il governo siriano ha messo in guardia che se Israele lancia una invasione totale del Libano oltre la regione meridionale, non avrebbe altra scelta se non intervenire nel conflitto:

    "La Siria ha duramente ammonito che un'invasione israeliana del Libano trascinerebbe Israele in un crescente conflitto in Medio Oriente e ha richiesto un immediato cessate il fuoco.

    'Se Israele invade via terra il Libano, loro possono arrivare a 20 km da Damasco', ha detto il Ministro dell'Informazione Moshen Bilal al giornale spagnolo ABC.

    'Cosa faremo? Aspettare con le mani in mano? Assolutamente no. Senza dubbio la Siria interverrà nel conflitto.''" (AFX, 26 luglio 2006 )

    Inoltre qualsiasi sconfinamento o movimento delle truppe israeliane all'interno del territorio siriano potrebbe innescare l'entrata della Siria nel conflitto. Le truppe e l'areonautica siriana attualmente sono schierate e sono “in avanzato stato di allerta”.

    Se la Siria fosse sul punto di irrompere nelle guerra, è assai verosimile che la Turchia interverrebbe secondo i termini dell'alleanza turco-israeliana. La Nato invierebbe truppe secondo l'accordo di cooperazione militare del 2005.

    Nel frattempo l'amministrazione Bush, in stretta relazione con l'Inghilterra, sta premendo per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul programma nucleare iraniano, che potrebbe portare nei prossimi mesi a bombardamenti punitivi diretti contro l'Iran.

    In relazione al Libano, il presidente dell'Iran Ahmadinejad ha intimato che, al primo accenno di bombardamento, l'Iran interverrebbe se la Siria venisse attaccata:

    Il Signor [Mahmud] Ahmadinejhad ha espresso grave preoccupazione per gli attacchi sionisti contro i civili libanesi e palestinesi. Ha descritto le aggressioni come il segno della debolezza da parte di quel regime illegittimo. Ha detto che, nonostante quello che possono pensare gli ufficiali sionisti, tali azioni non possono salvare il regime.

    Commentando le recenti minacce israeliane contro la Siria, il presidente ha detto che le misure sempre più aggressive prese dal regime verrebbero interpretate come un attacco all'intero mondo islamico, aggiungendo che dovrebbe affrontare una forte risposta. (Voice of the Islamic Republic of Iran, Teheran, in persiano, 14 luglio 2006 )

    Se la guerra in Medio Oriente si intensificherà, i movimenti della resistenza in diversi Paesi si uniranno. Un movimento di solidarietà in favore di Hezbollah si è già sviluppato in Iraq. In Libano, i settarismi tra sunniti e sciiti si stanno dissolvendo. Musulmani e cristiani maroniti si stanno unendo per difendere la loro Patria.

    Gli Usa e Israele non saranno in grado di affrontare questa resistenza sul campo senza distruggere l'intero Paese con bombardamenti aerei. Se la Siria viene portata in guerra e la Turchia interviene, l'intero Medio Oriente si infiammerà. La Turchia ha un arsenale militare formidabile (393.000 truppe di terra, 56.800 nell'areonautica e 54000 in marina). Allo stesso tempo tuttavia vi è un forte sentimento anti-israeliano in Turchia, al punto che il governo di Erdogan può dover presentare all'opinione pubblica il ruolo della Turchia come parte di una mandato limitato di “mantenimento della pace” oppure umanitario, sotto gli auspici dell'Onu.

    IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA

    La politica dietro la guerra in Libano deve essere l'obiettivo del movimento contro la guerra. Non abbiamo a che fare con un conflitto limitato tra le Forze Armate Israeliane (IDF) e Hezbollah, come convenuto dai media occidentali. Il teatro di guerra libanese fa parte di un più largo piano militare americano, che comprende la regione che si estende dal Mediterraneo orientale al cuore dell'Asia centrale. La guerra in Libano deve essere vista come “una fase” di questa, più larga, “carta stradale militare”[in inglese “road-map”, NdT].
    La struttura delle alleanze militari è cruciale per comprendere l'evoluzione della guerra in Medio Oriente sponsorizzata dagli Usa. La guerra in Libano non è un progetto militare strettamente israeliano, è parte di un tentativo militare coordinato da parte dei principali partner e alleati di Israele, compresi Usa, Inghilterra, Turchia e gli stati membri dell'Alleanza Atlantica.

    CRIMINI DI GUERRA

    Mentre Israele è indelebilmente responsabile di “crimini contro la pace” secondo la definizione dell'articolo 6a della Carta di Norimberga: per “la pianificazione, la preparazione, l'inizio o la conduzione di una guerra di aggressione, o di una guerra in violazione dei trattati internazionali”, lo stesso articolo 6a si estende anche ai partner e agli alleati militari di Israele.

    Israele è responsabile di “crimini di guerra” sotto l'articolo 6b della Carta di Norimberga, a causa del “saccheggio di proprietà pubbliche o private, la deliberata distruzione di città o villaggi, o la devastazione non giustificata da necessità militari;” (art. 6b). E' responsabile di “crimini contro l'umanità” per l'attuazione di atti di: “omicidio, sterminio, resa in schiavitù, deportazione e altri atti inumani commessi contro qualsiasi popolazione civile, prima o durante la guerra...” (articolo 6c)

    Quei capi di Stato e capi di governo che apertamente supportano i raid aerei di Israele e l'occupazione illegale del Libano, sono complici di “crimini di guerra” e di “crimini contro l'umanità”. Ciò pertiene specificamente quei leader politici occidentali che, all'inizio della guerra, hanno abbandonato la proposta di “cessate il fuoco”, che avrebbe condotto ad un arresto dei bombardamenti aerei israeliani, in larga parte diretti contro la popolazione civile.

    La legittimità dei principali protagonisti politici e militari e degli sponsor collegati deve essere l'obiettivo di un consistente movimento contro la guerra che vada oltre l'espressione di un sentimento anti-bellico e le grandi riunioni contro la guerra. Secondo la Carta di Norimberga, articolo 6, i leader occidentali che supportano e/o danno un'adesione formale ai crimini di guerra di Israele sono giudicati complici:

    "I capi, gli organizzatori, gli istigatori e i complici nella formulazione o nell'esecuzione di un piano comune o di una cospirazione per commettere uno dei suddetti crimini sono responsabili per tutti gli atti compiuti da chiunque nell'esecuzione di tale piano”

    L'ultima clausola si applica anche ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, che sostengono il diritto di Israele di “auto difendersi”. L'articolo 7 della Carta di Norimberga afferma che “il ruolo ufficiale degli accusati, Capi di Stato o ufficiali responsabili dei Dipartimenti del Governo, non sarà considerato sufficiente per liberarli dalla loro responsabilità o per mitigarne la pena”

    C'è una certa premura nel rovesciare il corso della guerra.

    Rovesciare il corso della guerra non può limitarsi ad una critica ai piani di guerra Usa. In ballo c'è la legittimità dei protagonisti politici e militari e le strutture del potere economico che, da dietro le quinte, controllano la formulazione e la direzione della politica estera statunitense.

    I piani di guerra non si disarmano con un sentimento contro la guerra. Non se ne muta il corso chiedendo al Presidente Bush o al Primo Ministro Olmert: “per favore, attenetevi alla Convenzione di Ginevra” ed alla Carta di Norimberga. Fondamentalmente un serio programma contro la guerra richiede di togliere la sedia ai criminali di guerra che stanno ai piani alti, come primo passo verso il disarmo delle istituzioni e delle strutture collegate al Nuovo Ordine Mondiale.

    Per spezzare il consenso alla “guerra al terrorismo”, dobbiamo rompere anche il suo apparato propagandistico, le pervasive strutture della disinformazione dei media, le campagne di paura e intimidazione, che galvanizzano l'opinione pubblica per farle accettare la legittimità del progetto militare anglo-americano.

    Questo può essere messo in atto efficacemente soltanto scalzando i criminali di guerra dalle loro posizioni di autorità che occupano abbastanza legittimamente. E' questa legittimità dei “criminali di guerra” ai piani alti delle nostre rispettive nazioni che deve essere infranta.

    SANZIONI CONTRO ISRAELE

    I Paesi membri delle Nazioni Unite devono applicare delle sanzioni contro Israele. E se non sono applicate o ratificate dalle più importanti autorità governative o inter-governative, allora chi rappresenta quelle autorità dovrebbe essere ritenuto responsabile di “crimini di guerra” secondo la Carta di Norimberga. Se i parlamentari dei Paesi membri dell'Onu sostengono i governi che perdonano i crimini di guerra israeliani, allora anche quei membri del parlamento devono perdere il seggio.

    Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu non può sorvolare o cancellare il fatto che Israele ha violato il diritto internazionale e ha commesso grandi crimini. Inoltre il veto esercitato da un membro permanente che potrebbe temporaneamente sostenere le azioni di Israele, compresa l'occupazione illegale del Libano, non ha legittimità e non può trascurare la Carta dell'Onu e i principi del diritto internazionale (la Carta di Norimberga).

    In altre parole, se non vengono adottate, da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, le sanzioni appropriate contro Israele, i capi di Stato e i capi di governo dei Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (per esempio Usa, Regno Unito e Francia) dovrebbero essere considerati, secondo la Carta di Norimberga, complici dei “crimini contro la pace”, “crimini di guerra” e “crimini contro l'umanità” israeliani (articolo 6).

    Ugualmente, l'adozione di una risoluzione con un falso consenso del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, mediata da Usa, Francia e Inghilterra, che protegga gli interessi di Israele e/o sostenga l'occupazione illegale, mentre richiede un disarmo di Hezbollah, non cambia il fatto che Israele ha commesso quei crimini. Inoltre, dovrebbe essere chiaro che, se tale risoluzione fosse sul punto di essere adottata, i membri che votino a favore della risoluzione sarebbero considerati, secondo l'articolo 6 della Carta di Norimberga, complici dei crimini israeliani. Infine, ciò che una tale falsa risoluzione significherebbe è la “criminalizzazione” del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    Ma la più importante e complessa relazione cui il movimento contro la guerra deve rivolgersi riguarda i poteri che si muovono dietro le quinte: i giganti petroliferi anglo-americani, i cosiddetti “appaltatori della difesa” [“defense contractors” in inglese, NdT] che producono Armi di Distruzione di Massa nel vero senso della parola, i conglomerati dei media che fabbricano le notizie costituiscono uno strumento di propaganda di guerra, e le potenti istituzioni finanziarie, i cui interessi sono serviti in una guerra guidata dal profitto.

    Michel Chossudovsky è autore del best seller internazionale "The Globalization of Poverty " tradotto in undici lingue. E' Professore di Economia dell'Università dell'Ottawa e Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, al sito www.globalresearch.ca . E' anche collaboratore dell'Enciclopedia Britannica. Il suo ultimo libro di intitola: America’s "War on Terrorism", Global Research, 2005.

    Nota: i lettori sono invitati a inviare questo articolo al fine di espanderne la parola e mettere in guardia le persone dai pericoli di una più larga guerra mediorientale.

    Allegato LA CARTA DI NORIMBERGA (ESTRATTI) cliccare qui per il testo completo

    II. GIURISDIZIONE E PRINCIPI GENERALI

    Articolo 6.

    Il Tribunale creato dall'Accordo cui si riferisce all'articolo 1 del presente documento per il processo e la condanna dei maggiori criminali di guerra delle Nazioni europee dell'Asse avrà il potere di processare e condannare le persone che, agendo nell'interesse delle Nazioni europee dell'Asse, come individui o come membri di organizzazioni, hanno commesso uno dei seguenti crimini.

    I seguenti atti, o uno di questi, sono crimini che rientrano nella giurisdizione del Tribunale per i quali ci sarà responsabilità individuale:

    (a) CRIMINI CONTRO LA PACE: vale a dire pianificare, preparare, iniziare o condurre una guerra di aggressione, o una guerra in violazione di trattati, accordi, assicurazioni internazionali, o la partecipazione ad un piano comune od una cospirazione per il compimento di uno dei suddetti atti;

    (b) CRIMINI DI GUERRA: vale a dire, violazioni del diritto e delle consuetudini di guerra. In tali violazioni devono includersi, ma non devono limitarsi a, uccisione, maltrattamento o deportazione a scopo di lavoro schiavile o per qualunque altro scopo di popolazione civile di o in territorio occupato, uccisione o maltrattamento di prigionieri di guerra o di gente di mare, uccisione di ostaggi, saccheggio di proprietà pubblica o privata, deliberata distruzione di città o villaggi, o devastione non giustificata da necessità militare;

    (c)CRIMINI CONTRO L'UMANITA': vale a dire, omicidio, riduzione in schiavitù, deportazione e altri atti inumani contro qualunque popolazione civile, prima o durante la guerra; o persecuzioni su base politica, razziale o religiosa in esecuzione o in connessione con qualunque crimine all'interno della giurisdizione del Tribunale, in violazione o meno del diritto nazionale del Paese dove sono stati perpetrati.

    I capi, gli organizzatori, gli istigatori e i complici nella formulazione o nell'esecuzione di un piano comune o di una cospirazione per commettere uno dei suddetti crimini sono responsabili per tutti gli atti compiuto da chiunque nell'esecuzione di tale piano.

    Articolo 7.

    Il ruolo ufficiale degli accusati, Capi di Stato o ufficiali responsabili dei Dipartimenti del Governo, non sarà considerato sufficiente per liberarli dalla loro responsabilità o per mitigarne la pena

    Articolo 8.

    Il fatto che l'Accusato abbia agito in ottemperanza agli ordini del suo Governo o di un superiore non lo libererà dalla sua responsabilità, ma può essere tenuto in considerazione per la mitigazione della pena se il Tribunale determina che la giustizia lo richieda. Articolo 9.

    Nel processo a un qualsiasi individuo di un qualsiasi gruppo od organizzazione il Tribunale può dichiarare (in relazione a qualsiasi atto per cui l'individuo può essere arrestato) che il gruppo o l'organizzazione di cui l'individuo era membro era una organizzazione criminale.

    Dopo il ricevimento dell'atto di incriminazione il Tribunale darà tale notifica quando ritiene che sia possibile che l'accusa intenda chiedere al Tribunale di fare tale dichiarazione e un membro dell'organizzazione avrà la possibilità di fare appello al Tribunale per essere ascoltato dal Tribunale riguardo alla questione del carattere criminale dell'organizzazione. Il Tribunale avrà il potere di concedere o rifiutare l'appello. Se l'appello è concesso, il Tribunale può definire in che maniera gli appellanti saranno rappresentati e ascoltati.

    Articolo 10.

    Nel caso in cui un gruppo o un'organizzazione sia dichiarata criminale dal Tribunale, la competente autorità nazionale tra quelle Firmatarie avrà il diritto di portare sotto processo l'individuo per appartenenza a tale gruppo di fronte a corti nazionali, militari o di occupazione. In tal caso la natura criminale del gruppo o dell'organizzazione è considerata provata a non sarà messa in discussione.

    Articolo 11.

    Qualunque persona arrestata dal Tribunale può essere processata di fronte ad una corte nazionale, militare o di occupazione, secondo quanto all' Articolo 10
    Articolo 12.

    Il Tribunale avrà il diritto di prendere provvedimenti contro una persona sotto processo per i crimini di cui all' Articolo 6 della presente Carta in contumacia, se non è stato trovato o se il Tribunale, per qualunque ragione, ritenga necessario, nell'interesse della giustizia, condurre l'udienza in contumacia.

    Articolo 13.

    Il Tribunale redigerà le regole per il suo procedimento. Queste regole non saranno in contrasto con le disposizioni della presente Carta.

    Michel Chossudovsky
    Fonte: www.globalresearch.ca
    Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060806&articleId=2906
    6.08.06

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO, VICHI, PAUSANIA

    Note del traduttore (Domenico D’Amico):

    [1] Le caratteristice dell'Have Lite vengono esaltate sul sito della Israeli-Weapons [http://www.israeli-weapons.com/weapons/missile_systems/air_missiles/popeye/Popeye_Lite.html]: "Con l'Have Lite, gli arei da caccia possono attaccare e distruggere obbiettivi di grande importanza sia al suolo che sul mare, e da grande distanza, inclusi bunker, centrali elettriche, basi missilistiche, ponti e navi. Le multiple opzioni e modalità di guida consentono un'accuratezza letale, rendendo il portone di un palazzo un obbiettivo fattibile."
    [2] Cfr, anche l'articolo su questo sito riguardo l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan [http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2167]

    Indice

  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra I
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra II
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra III


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