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  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra II (Michel Chossudovsky, www.globalresearch.ca, visto su www.comedonchisciotte.org)

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    ESERCITAZIONI MILITARI CONGIUNTE NATO-ISRAELE

    Ai primi del 2005, USA, Israele e Turchia hanno tenuto delle esercitazioni militari congiunte nel Mediterraneo Orientale, davanti alle coste della Siria, seguite poi da esercitazioni militari della Nato con Israele e alcuni stati arabi.

    Dopo queste esercitazioni, nel febbraio del 2005 il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ha fatto una visita in Israele, dove ha avuto dei colloqui con il primo ministro Ariel Sharon, col ministro degli esteri Silvan Shalom, col ministro della difesa Shaul Mofaz e con il capo di stato maggiore generale Moshe Ya’lon (Comunicato stampa della Nato del 24 febbraio 2005).

    Lo scopo degli incontri era relativo alla “possibilità di espandere l’attuale cooperazione, in modo particolare nell’ambito militare, per combattere il terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa.”

    L’attivazione della relazione fra la Nato e Israele è stata confermata dal discorso del segretario generale della Nato in un suo discorso a Tel Aviv:

    “Nella conferenza al vertice della Nato di Istanbul (giugno 2004) abbiamo concordato, dopo una stretta consultazione con Israele e gli altri partecipanti all’iniziativa, di cercare di portare la relazione ad un livello più alto, in breve, di passare dal dialogo alla associazione. E’ nostra intenzione intensificare il dialogo politico, promuovere una maggior interoperabilità fra le forze militari, e incoraggiare una maggiore cooperazione nelle riforme della difesa, specialmente nel settore critico della lotta contro il terrorismo…

    Israele.. si è fatta avanti con un elenco di proposte concrete tese ad aumentare la cooperazione. Le proposte riguardano molte aree di interesse comune, come la lotta contro il terrorismo o le esercitazioni militari congiunte, nel cui settore l’esperienza israeliana è molto apprezzata. Tutto ciò sottolinea il desiderio del vostro paese di rafforzare la relazione, mentre noi siamo in attesa di poter cooperare con Israele all’interno di un programma individuale di azione. (Sito web della Nato, 24 febbraio 2005, per una trascrizione completa fare click).

    Gli impegni di cooperazione vengono considerati dal settore militare come mezzi per “migliorare il potere deterrente di Israele nei confronti di potenziali nemici che lo potessero minacciare, in particolare Siria e Iran.”

    E’ il caso di notare che nel febbraio del 2005, in coincidenza con la missione Nato in Israele, il governo di Ariel Sharon ha fatto dimettere da capo di stato maggiore il generale Moshe Ya’lon per sostituirlo con il generale dell’aeronautica Dan Halutz. Questa è la prima volta, nella storia di Israele, che un generale dell’aeronautica viene nominato capo di stato maggiore. (Si vedaUri Anery,)

    La nomina del generale Dan Halutz come capo di stato maggiore viene considerato nei circoli politici israeliani come “la nomina giusta al momento giusto.” In retrospettiva la sua nomina è in direttamente collegata con la programmazione della campagna aerea contro il Libano, anche se all’epoca si riteneva che si stesse interessando ai possibili raid aerei contro l’Iran, in una operazione programmata degli gli USA. La campagna sarebbe stata coordinata dallo US Strategic Command (USSTRATCOM) assieme a Israele, Turchia e Nato (Si veda Michel Chossudovsky, maggio 2005, febbraio 2006, gennaio 2006).

    IL RUOLO DELLA NATO IN RELAZIONE ALLA GUERRA IN LIBANO

    La Nato non può giocare nessun ruolo di “stabilizzazione neutrale” in Libano. Il coinvolgimento Nato sarebbe guidato dai termini precisi della “associazione Nato-Israele”. Una “forza di stabilizzazione” Nato, a seguito di una risoluzione del consiglio di sicurezza dell’ONU, prenderebbe le parti Israele contro quelle del Libano.

    La cooperazione Nato-Israele stabilisce le “responsabilità” della Nato con il suo alleato israeliano: Israele è sotto attacco e ha “il diritto legittimo di difendersi”, I termini dell’accordo Nato-Israele, così come definiti nelle consultazioni del febbraio 2005 a Tel Aviv, fanno riferimento specifico alla “lotta contro il terrorismo”.

    L’accordo è di particolare importanza perché obbliga la Nato, nel contesto della guerra contro il Libano, ad aiutare Israele. Ciò comporta anche che la Nato viene coinvolta nel processo triangolare delle consultazioni militari e di programmazione che legano Tel Aviv a Washington e ad Ankara.

    Oltre al resto l’accordo raggiunto nel 2005 ha consentito al governo israeliano di migliorare la propria immagine deteriorata:

    Più viene rafforzata l’immagine di Israele come un paese sotto assedio da parte di nemici che lo vogliono attaccare senza ragioni giustificate, più aumenta la possibilità che la Nato offra ulteriore assistenza. Per di più la Siria e l’Iran dovranno tenere in conto che il sempre maggior rafforzamento delle relazioni fra Israele e la Nato comporta anche il rafforzamento dei legami con la Turchia, che è un membro della Nato. Considerata la potenza militare turca e la sua vicinanza geografica sia all’Iran che alla Siria qualsiasi azione che Israele volesse intraprendere contro questi paesi, se e quando ne ravvisasse la necessità, ne uscirebbe ragguardevolmente rafforzata.

    (www.tau.ac.il)
    br> IL NUOVO CAPO DI STATO MAGGIORE TURCO PRO-ISRAELE

    Un ulteriore tempestivo e cruciale sviluppo, direttamente collegato all’attuale situazione in Libano, è la nomina, da parte del governo Erdogan, del generale Yasar Buyukanit (nella foto sotto) quale nuovo capo di stato maggiore, in sostituzione, verso la fine di agosto, del generale Hilmi Ozkok.



    Il generale Buyukanit è filo israeliano. Si tratta di un protetto USA, fermamente impegnato nella “guerra al terrorismo”. La nomina, avvenuta con lo scoppio della campagna militare in Libano, dimostra una relazione diretta con l’evoluzione del teatro di guerra in Medio oriente.

    La sua nomina era in predicato sin dal dicembre 2005, quando si trovava in visita a Washington per consultazioni con la controparte americana. Al Pentagono ha incontrato il capo di stato maggiore americano Peter Pace, il comandante generale Francio Harvey e il sotto segretario alla difesa Eric Edelman.

    Un altro incontro è avvenuto alla American Entreprise Institute (AEI), un laboratorio di idee neo-conservatrici con stretti legami col Pentagono. L’analista dell’AEI Thomas Donnelly è stato il responsabile delle linee generali del documento neo-conservatore del 2000 intitolato “Rebuildding America’s Defense” pubblicato nel Project of the New American Century (PNAC).

    La decisione del governo Erdogan di nominare il generale Buyukanit capo di stato maggiore, ratificata dal presidente Ahmet Necdet Sezer ai primi di agosto, è stata presa nel pieno di una vicenda giudiziaria che vedeva indirettamente implicato il generale Buyukanit per presunte squadre della morte organizzate al fine di eliminare i ribelli Curdi nel sud-est della regione (The Independent, 21 aprile 2006).

    In coincidenza con la nomina del generale il primo ministro Erdogan ha delineato i contorni della partecipazione turca a una “forza di pace internazionale per la stabilità nel Libano, anticipando una risoluzione dell’ONU, preparata dalla Francia e dagli Stati Uniti.

    Sotto l’egida del generale Buyukanit i militari turchi possono giocare un ruolo più attivo nel conflitto iniziato da Israele. La giustificazione risiederebbe nei termini dell’accordo fra Israele e la Turchia e nell’associazione di Israele con la Nato. La sua nomina verrà seguita da una purga degli alti gradi turchi, che non condividono i sentimenti filo-israeliani. Il primo di questi sarà il generale Isik Kosaner che si era rifiutato di partecipare alla riunione biennale dello “Strategic Dialogue” a Tel Aviv a metà luglio.

    Se la guerra in Libano dovesse allargarsi alla Siria l’esercito turco potrebbe dispiegarsi ai sensi dei termini del trattato Israele-Turchia. E’ da notare che, in un incontro a Tel Aviv del 2005 fra Erdpgan e Sharon si è deciso di istituire una “linea telefonica di pronto intervento per lo scambio di informazioni” quale strumento della alleanza. Tutto ciò autorizza a pensare che la Turchia sia un partner potenziale nell’attuale guerra in Libano.

    “LA TRIPLICE ALLEANZA”: USA, ISRAELE, TURCHIA.

    Una alleanza militare triangolare, costituita da Israele, Usa e Turchia, era già attiva ai tempi di Clinton. Questa “triplice alleanza”, dominata dagli USA, coordina e raggruppa le decisioni dei comandi militari dei tre paesi per quanto riguarda il Medio Oriente. Si tratta di una unione militare fra Israele la Turchia e gli Stati Uniti, rafforzata da una forte relazione bilaterale fra Tel Aviv e Ankara. E’ documentato che Israele e la Turchia partecipano al programma di attacchi aerei contro l’Iran, in avanzato stato di preparazione sin da metà del 2005 (Michel Chossudovsky, maggio 2005).

    USA-TURCHIA: “UNA VISIONE CONDIVISA”.

    Il 6 luglio scorso, una settimana appena prima del bombardamento del Libano, ci sono stati degli sviluppi, USA e Turchia hanno firmato un documento intitolato “Una visione condivisa”, nel quale, in sostanza, si conferma la “Triplice alleanza”. Il ministro degli esteri turco Abdullah Gul è stato a Washington con il segretario di stato Condoleeza Rice alla cerimonia della firma.

    L’accordo “Una visione condivisa” descrive la relazione fra la Turchia e gli USA “caratterizzata da forti legami di amicizia, alleanza e reciproca fiducia, unità e visione. Viene condiviso lo stesso sistema di valori e di ideali con gli stessi obiettivi regionali e mondiali: la promozione della pace, della democrazia della libertà e della prosperità”, ma, in modo più significativo, viene indicata l’adesione incondizionata della Turchia alla “guerra al terrorismo” degli USA.

    In pratica ciò significa che il governo di Ankara condivide la politica estera americana per quanto riguardo il diritto di Israele di “auto difesa”.L’impegno è stato preso appena una settimana prima che iniziasse la guerra in Libano. Secondo Zaman (Istanbul) (6 luglio 2006) il documento “Una visione condivisa” ha anche lo scopo di assicurare che:

    “La Turchia rimanga allineata agli Stati Uniti e all’Occidente in termini tattici e strategici, aggiungendo che Ankara vuole far parte del processo politico programmato in Medio Oriente e non rimanere un “cieco esecutore” di politiche determinate dagli altri interpreti mondiali.

    Il documento definisce l’allineamento strategico e militare della Turchia all’interno della più vasta regione del Medio Oriente e dell’Asia centrale, così come definita da Washington nella “Gratest Middle East Initiative”

    : “(La visione condivisa) intende incoraggiare la democrazia e la stabilità in Irak, nel Mar Nero, nel Caucaso, nell’Asia Centrale e in Afganistan ( sostenere) “gli sforzi internazionali aventi lo scopo di risolvere il conflitto medio-orientale, attraverso la democrazia per rinforzare la pace e la stabilità nel medio oriente allargato, assicurare la sicurezza energetica, rinforzare le relazioni transatlantiche, e migliorare la reciproca comprensione fra religioni e culture diverse.” (Turkish daily, 5 luglio 2006).

    L’ESCALATION E L’AUMENTO DELL’ESERCITO

    Israele è coinvolta in una grande operazione militare con il pieno dispiegamento di forze terresti e aeree. Il bersaglio dell'operazione militare condotta da Israele non è Hezbollah ma la distruzione di un intero Paese e l'impoverimento della sua popolazione.

    Israele sta incontrando una fiera resistenza non solo da parte di Hezbollah ma anche da parte di un movimento di civili armati. Il governo israeliano ha dato ordine di mobilitare 40.000 riservisti in più. (Patrick Martin, luglio 2006)

    A differenza del blitzkrieg “colpisci e terrorizza” contro l'Iraq del marzo 2003, gli israeliani hanno mirato sistematicamente e quasi esclusivamente a bersagli civili. Inoltre il Libano è senza difese. Non è in possesso di un sistema di difesa aerea e gli israeliani lo sanno. Il numero di bersagli dichiarati è sconcertante, anche se paragonato, per esempio, ai 300 bersagli strategici selezionati nella guerra del Golfo del 1991.

    Le infrastrutture civili sono state distrutte: acqua, telecomunicazioni, ponti, aeroporti, stazioni di benzina, centrali elettriche, stabilimenti caseari ecc. Come conferma la stampa britannica, nei villaggi e nella città del Libano scuole ed ospedali sono stati presi di mira con meticolosa accuratezza. Con una logica totalmente perversa, il governo israeliano ha con noncuranza incolpato Hezbollah per aver usato scuole ed ospedali come nascondigli o basi per portare avanti le loro azioni terroriste. (ABC Australia, intervista all'ambasciatore israeliano in Australia, Nati Tamir, 21 luglio 2006).

    Indice

  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra I
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra II
  • 14/08/2006 La Triplice Alleanza: Gli Stati Uniti, la Turchia, Israele e la Guerra III


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