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23/07/2006 La Guerra è un Racket IV (Smedley Butler, Maggior Generale - Corpo della Marina degli Stati Uniti,http://lexrex.com, www.comedonchisciotte.org)

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    CAPITOLO QUATTRO - COME SCONFIGGERE IL RACKET!

    Bene, è un racket, d'accordo.

    Profitti per pochi - e i tanti pagano. Ma c'è un modo per fermarlo. Non certo con delle conferenze sul disarmo. Non si può eliminare facendo dei bei discorsi a Ginevra. Tanti gruppi ben intenzionati ma di scarso spirito pratico non possono disfarsene con delle semplici risoluzioni. L'unico modo per eliminarlo è di portare i profitti fuori dalla guerra.

    Per disfarsi del racket, bisogna ingaggiare il capitale e l'industria e la forza lavoro prima che vengano ingaggiati i nostri ragazzi. Un mese prima che il governo riesca ad arruolare i giovani della nostra nazione - deve ingaggiare tutto il capitale, tutta l'industria e tutta la forza lavoro. Che siano i funzionari, e i direttori e i dirigenti d'alto livello delle nostre fabbriche d'armamenti e di munizioni, che siano i nostri costruttori di navi e di aerei e i fabbricanti di tutti quei prodotti che fanno guadagnare soldi a palate durante la guerra, che siano i banchieri e gli speculatori ad essere arruolati e a prendersi 30 dollari al mese, lo stesso salario che i nostri figlioli percepiscono quando stanno in trincea.

    Lo prendano loro, tutti i lavoratori di questi stabilimenti - tutti i lavoratori, tutti i presidenti, tutti i dirigenti, tutti i direttori, tutti i manager, tutti i banchieri, questo salario.

    Sì, e tutti i generali e tutti gli ammiragli e tutti gli ufficiali e i politici e tutte le pubbliche autorità di stato - tutto il paese si limiterà a ricevere un salario mensile che non sarà più alto di quelli dei soldati nelle trincee!

    Facciamo sì che tutti questi re e magnati e maghi degli affari e tutti quei lavoratori nell'industria e tutti i nostri senatori e governatori e sindaci paghino metà del loro salario di 30 dollari alle loro famiglie, e paghino l'assicurazione contro gli infortuni e comprino i Liberty Bond.

    Perché non dovrebbero?

    In fin dei conti non corrono alcun rischio di essere uccisi o avere i loro corpi dilaniati o la loro mente frantumata. Non dormono in trincee fangose. Non patiscono la fame. I soldati la patiscono!

    Date al capitale e all'industria e alla forza lavoro trenta giorni per pensarci, e scoprirete, alla scadenza, che non ci sarà nessuna guerra. Questo è un sistema per sconfiggere il racket - questo e nessun altro.

    Forse sono un po' troppo ottimista. Il capitale ha ancora la sua da dire. Quindi non permetterà che i profitti vengano portati fuori da una guerra finché tutti - tutti quelli destinati a soffrire e a pagarne il prezzo - non cominceranno a rendersi conto che quelli da loro eletti si dovranno occupare di fare i loro interessi, e non quelli degli affaristi.

    Un altro passo necessario in questa lotta per l'eliminazione del racket è l'uso di un plebiscito in forma limitata, attraverso il quale sia stabilito se si debba dichiarare una guerra oppure no. Un plebiscito non per tutti, ma messo esclusivamente a disposizione di coloro che sarebbero chiamati a combattere e a morire. Non avrebbe infatti molto senso che vi partecipasse un presidente di 76 anni di una fabbrica di munizioni, o un capo coi piedi piatti di una banca internazionale, o un manager strabico di uno stabilimento di produzione - che non riescono ad avere altro che visioni di straordinari profitti durante le guerre. Loro non verrebbero mai chiamati a portare un'arma - o a dormire in trincea e farsi sparare. Solo chi viene chiamato alle armi a rischiare la sua vita, per il suo paese, dovrebbe avere il privilegio di votare e decidere se una nazione deve andare in guerra.

    Vi sono ampi precedenti sulle limitazioni al diritto di voto dei cittadini. In molti dei nostri stati esistono delle restrizioni agli aventi diritto. Per esempio, è necessario che siano in grado di leggere e scrivere. In altri, bisogna possedere una proprietà. Non sarebbe quindi difficile far sì che ogni anno gli uomini che raggiungono l'età per essere idonei al servizio militare si registrino presso il loro comune, come avveniva nel periodo della Guerra Civile, e facciano la visita medica. Quelli che passano l'esame, e che quindi possono essere soggetti a chiamata alle armi in caso di guerra, avrebbero accesso al voto in un plebiscito limitato. Loro dovrebbero essere quelli a disporre del potere decisionale - e non un Congresso in cui pochi membri rientrano a fatica nei limiti d'età per l'arruolamento e meno ancora hanno l'idoneità fisica per usare le armi. Solo quelli che sono destinati a sofferenza certa dovrebbero avere il diritto di voto.

    Un terzo passo per sconfiggere questo racket è di accertarsi che le nostre forze militari siano realmente delle forze di sola difesa.

    Ad ogni sessione di Congresso salta sempre fuori la questione del Naval Appropriation Act ( protocollo creato per il controllo del budget della marina militare, ndt). Gli ammiragli scalda-sedie di Washington (e ce ne sono tanti) sono dei lobbisti piuttosto svegli. E furbi. Non gridano ai quattro venti "abbiamo bisogno di molte di navi da battaglia per fare guerra a questo paese o a quest'altro paese". Ah no... non fanno così. Prima annunciano che gli Stati Uniti sono minacciati da una flotta navale nemica molto potente. Questi ammiragli saranno sempre pronti a dirvi che le potenti flotte di questi supposti nemici colpiranno molto presto e annienteranno 125.000.000 di persone. Proprio così. Poi inizieranno ad implorare per avere più navi. E per cosa? Per combattere i nemici? Ma no, assolutamente no. A puro scopo difensivo, naturalmente!

    Poi, per puro caso, annunciano delle manovre nel Pacifico. Per difesa. Ah sì, per difesa...

    Il Pacifico è un grande oceano. Abbiamo una linea costiera molto estesa, nel Pacifico. Queste manovre saranno forse poco distanti dalla nostra costa o... lontane due o trecento miglia? Peggio, le manovre saranno migliaia, sì è così, anche trentacinque miglia al largo della costa.

    I giapponesi, un popolo fiero, saranno certamente felici oltre ogni misura di vedere la flotta statunitense così vicina alla loro costa nipponica. Tanto felici quanto lo sarebbero i cittadini californiani se si ritrovassero ad intravedere vagamente, nella foschia mattutina, una flotta giapponese che gioca alla guerra contro la città di Los Angeles. Le navi della nostra marina, chiunque può verificarlo, dovrebbero essere limitate, per legge, a non allontanarsi più di 200 miglia dalla costa. Se si fosse applicata la legge, nel 1898 la corazzata Maine non sarebbe mai arrivata al porto dell'Avana. Non sarebbe mai stata affondata. Non ci sarebbe stata alcuna guerra con la Spagna e tutte le morti che comportò. Duecento miglia sono sufficienti, secondo l'opinione degli esperti, a scopo di difesa. La nostra nazione non può avviare alcuna offensiva di guerra, se le navi non possono allontanarsi più di 200 miglia dalla costa. Gli aerei potrebbero eventualmente avere il permesso di allontanarsi fino a 500 miglia dalla costa a scopo di riconoscimento. E l'esercito non dovrebbe mai superare il limite territoriale della nostra nazione.

    In sintesi: è necessario compiere tre passi per sconfiggere il racket.

    Dobbiamo portare i profitti fuori dalla guerra.

    Dobbiamo permettere alla gioventù della nostra nazione che porta le armi di decidere se vi debba essere o no una guerra.

    Dobbiamo limitare le nostre forze militari a puro scopo difensivo.

     



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    Indice

  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo I
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo II
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo III
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo IV
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo V


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