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  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket III (Smedley Butler, Maggior Generale - Corpo della Marina degli Stati Uniti,http://lexrex.com, www.comedonchisciotte.org)

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    CAPITOLO TRE - CHI PAGA IL CONTO?

    Chi fornisce i profitti - quei profitti così carini del 20, 100, 300, 1.500 e del 1.800 per cento? Noi tutti li paghiamo - in tasse. Abbiamo pagato i profitti ai banchieri quando abbiamo comprato i Liberty Bond a 100 dollari e glieli abbiamo rivenduti poi a 84 o a 86 dollari. E così ci hanno guadagnato. Semplice manipolazione. I banchieri controllano i mercati. Per loro è stato facile abbassare i prezzi di questi titoli. E poi noi tutti - il popolo - ci siamo impauriti e li abbiamo rivenduti a 84 o 86 dollari. E loro li hanno ricomprati. Poi sempre loro hanno provocato un boom e i titoli di stato hanno riacquistato il loro valore nominale - e lo hanno anche superato. E i banchieri raccolgono i loro profitti.

    Ma è il soldato quello a pagare il conto più alto.

    Se non ci credete, fate una visita ai cimiteri statunitensi o ai campi di battaglia all'estero. O visitate uno qualunque dei tanti ospedali per veterani negli Stati Uniti. Durante un viaggio in giro per tutto il paese, durante un viaggio che sto facendo mentre scrivo, ho visitato diciotto ospedali di stato per veterani. Dentro ci sono circa 50.000 uomini distrutti - uomini che diciotto anni fa erano considerati la crema del loro paese. Un chirurgo molto bravo, che lavora in uno di questi ospedali, quello del Milwaukee, che conta circa 3.800 cadaveri ambulanti, mi disse che la mortalità tra i veterani è tre volte più alta rispetto a quelli che non sono mai partiti per la guerra.

    I nostri ragazzi venivano presi dai loro campi coltivati, dagli uffici, dalle fabbriche e dalle scuole e messi nelle schiere. Venivano rimodellati; rimessi a nuovo; capovolte le loro prospettive; considerare l'omicidio come l'ordine del giorno. Messi uno fianco all'altro e, attraverso la psicologia di massa, completamente cambiati. Li abbiamo usati per un paio di anni e addestrati per non farsi problemi ad uccidere o essere uccisi.

    Poi, improvvisamente, ce ne siamo liberati dicendogli di capovolgere nuovamente il loro modo di essere! Ma questa volta il capovolgimento dovevano farlo per conto proprio, senza psicologia di massa, senza l'aiuto e il consiglio di funzionari preposti e senza propaganda nazionale. Non ci servivano più. Così li abbiamo dispersi senza nessuna "terapia dei tre minuti", senza discorsi sui "Liberty Loan" (buoni governativi). Molti, troppi di questi bravi ragazzi sono rimasti prima o poi distrutti, mentalmente, perché non erano in grado di fare questo "capovolgimento" per conto loro.

    Nell'ospedale statale di Marion, nell'Indiana, 1.800 di questi ragazzi sono dei vegetali! Cinquecento di loro sono dentro delle caserme con sbarre d'acciaio e dei fili tutt'attorno, fuori dall'edificio e sui porticati. Questi hanno già la mente distrutta. Non sembrano nemmeno più degli esseri umani. Per non parlare dei loro volti. Fisicamente, sono in buona forma; ma le loro teste sono andate.

    Ci sono migliaia e migliaia di questi casi, e ne arrivano sempre di più. La tremenda eccitazione data dalla guerra, e poi un taglio così netto - questi giovani ragazzi non potevano farcela.

    Questo fa parte del conto da pagare. Quanto ai morti - loro hanno già pagato la loro parte dei profitti di guerra. Quanto a quelli mentalmente e fisicamente feriti, loro pagano ora la loro parte dei profitti di guerra. Ma anche gli altri hanno pagato - hanno pagato con il cuore spezzato quando sono stati strappati dal loro focolare domestico e dalle loro famiglie per indossare l'uniforme di Zio Sam - su cui si è guadagnato. Un'altra parte l'hanno pagata nei campi di addestramento dove sono stati irreggimentati ed addestrati mentre gli altri continuavano a fare il loro lavoro nei loro posti delle loro comunità. Hanno pagato stando nelle trincee e sparando e facendosi sparare; dove avevano fame per giorni interi; dove dormivano nel fango con il freddo e la pioggia - con i lamenti e i gemiti dei loro compagni agonizzanti come orribile ninna nanna.

    E non dimentichiamolo - il soldato pagava anche parte del conto in dollari e centesimi.

    Fino a e compresa la guerra ispano-statunitense, avevamo un sistema a premi, e i soldati e i marinai lottavano per il denaro. Durante la Guerra Civile venivano pagati con dei bonus, spesso prima ancora che entrassero in servizio. Il governo, o gli stati, arrivavano a pagare fino a 1.200 dollari per un arruolamento. Nella guerra ispano-statunitense davano dei premi in denaro. Quando catturavamo qualunque imbarcazione, ognuno prendeva la sua parte - o almeno così si pensava. Poi si scoprì che si poteva ridurre il costo delle guerre prendendo tutto il premio in denaro e tenendoselo, ma coscrivendo [chiamando alle armi, ndt] comunque il soldato. Così i soldati non potevano più patteggiare per il loro lavoro. Tutti potevano patteggiare, ma loro no.

    Napoleone diceva,

    "Tutti gli uomini amano le decorazioni... le cercano con un grande desiderio".

    Quindi, sviluppando questo sistema napoleonico - il business delle medaglie - il governo imparò che poteva avere soldati con poco denaro, perché ai ragazzi piaceva essere decorati. Prima della Guerra Civile, non esistevano medaglie. Poi venne inventata la Medaglia d'Onore del Congresso. Era più facile arruolare. Dopo la Guerra Civile, non venne emessa più alcuna medaglia fino all'arrivo della guerra ispano-statunitense.

    Nella Guerra Mondiale, abbiamo fatto uso della propaganda per convincere i ragazzi ad accettare il servizio militare. Gli si faceva provare vergogna, se non entravano nell'esercito.

    Talmente aggressiva era questa propaganda di guerra, che pure Dio ne venne coinvolto. Tranne qualche eccezione, i nostri uomini di chiesa si unirono al folle clamore "uccidi, uccidi, uccidi". Uccidere i tedeschi. Dio è dalla nostra parte... è nella Sua volontà che i tedeschi muoiano.

    E in Germania, i buoni e cari pastori invitavano i tedeschi ad uccidere gli alleati... per appagare lo stesso Dio. Questo faceva parte della propaganda generale, costruita per rendere le persone consapevoli della guerra e di cosa è l'omicidio.

    Tante belle idee vennero concepite per i nostri ragazzi che venivano mandati a morire. Questa era la "guerra per chiudere tutte le guerre". Questa era la "guerra che avrebbe reso il mondo un posto sicuro e democratico". Nessuno disse loro, però, mentre partivano, che il loro andare in guerra e morire avrebbe portato grandi guadagni ad altri. Nessuno disse a questi soldati degli Stati Uniti che potevano essere uccisi da una pallottola sparata da un loro stesso compratriota nello stesso campo di battaglia. Nessuno disse loro che le navi sulle quali si erano imbarcati potevano essere affondate dal siluro di un sottomarino costruito con brevetti statunitensi. L'unica cosa che veniva detta era che sarebbe stata una "gloriosa avventura".

    E così, dopo essere stati rimpinzati fino in fondo di patriottismo, si pensò che fosse giusto premiarli con un piccolo aiutino in danaro. L'aiuto corrispondeva a ben 30 dollari al mese.

    Tutto quello che dovevano fare per questa munifica somma era semplicemente lasciarsi i loro cari alle spalle, lasciare il loro lavoro, starsene in delle belle trincee paludose, mangiare, quando disponibile, "canned willy" (carne bovina argentina già in stato deteriorato quando viene inscatolata, ndt) e uccidere, uccidere e uccidere... ed essere uccisi.

    Ma... un momento!

    Metà del loro salario (giusto poco più di quello che guadagna in un giorno un chiodatore in un cantiere navale o un meccanico che lavora tranquillo nella sua patria in una fabbrica di munizioni) veniva lestamente preso per sostenere i dipendenti dello stato, così che non avrebbero costituito un peso per la comunità. Dopo di che li si faceva pagare quello che corrispondeva all'assicurazione contro gli infortuni - qualcosa che di solito paga un impiegato in un paese liberale - e che ammontava a circa 6 dollari al mese. In pratica alla fine gli rimanevano 9 dollari.

    E poi, il massimo dell'insolenza, venivano infine letteralmente turlupinati pagando le loro stesse munizioni, i vestiti e il cibo, tutto prodotto facendoli comprare i Liberty Bond. Molti soldati non riscuotevano nessun salario, nel giorno di paga.

    I Liberty Bond glieli abbiamo venduti a 100 dollari, per poi ricomprarglieli - quando ritornavano dalla guerra e non riuscivano a trovare lavoro - a 84 e a 86 dollari. In pratica i soldati avevano acquistato questi titoli per una cifra totale di 2 miliardi di dollari!

    È così, è il soldato a pagare la parte più salata del conto. Paga pure la sua famiglia. Entrambi pagano con un cuore a pezzi. Soffre lui, soffrono loro. Di notte, mentre lui si trovava nelle trincee, vigile su tutte le pallottole esplosive che potevano scoppiargli in faccia da un momento all'altro, la sua famiglia si girava e rigirava nel letto senza riuscire a dormire - suo padre, sua madre, sua moglie, le sue sorelle e i suoi fratelli, i suoi figli e le sue figlie.

    Quando poi rientrava in patria senza un occhio o senza una gamba, o con la mente totalmente distrutta, anche loro soffrivano - quanto lui e alle volte anche più di lui. E anche loro contribuivano con i loro dollari a portare profitti ai costruttori d'armi e ai banchieri e agli industriali e agli speculatori. Loro, pure, compravano i Liberty Bond e contribuivano al profitto dei banchieri, dopo l'armistizio, nel magico mondo dei Liberty Bond manipolati.

    E anche adesso le famiglie dei reduci di guerra, di quelli feriti, distrutti nel profondo, che non sono più stati in grado di rimettersi in quadro nella società, stanno soffrendo.

     



    [Prima Guerra Mondiale - Immagini]

    Indice

  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo I
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo II
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo III
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo IV
  • 23/07/2006 La Guerra è un Racket Capitolo V


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