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  • 02/02/06 All'ombra del Nucleare (Laura Scafati, www.popobawa.it - www.popoblog.splinder.com )

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    Una guerra annunciata da tempo si sta profilando all’orizzonte.
    I media hanno assunto ancora una volta il loro ruolo tradizionale- soffiando sul fuoco- ma nessuno sembra avere intenzione di mettere in luce le trame nascoste del Potere.
    In tutto questo baillame di notizie divulgate con l’unico scopo di presentarci l’Iran come uno spauracchio pericoloso da annientare in tutti i sensi, i media hanno dimenticato che, già nel marzo 2003, lo spazio aereo iraniano fu violato dagli americani, che bombardarono molte raffinerie per poi imputare il tutto ad una rotta sbagliata di missili da crociera.
    Niente di più falso dal momento che la raffineria di petrolio di Abadan era l’obiettivo principale senza contare che apparve subito una scelta ben precisa per testare la difesa aerea iraniana.
    Che la scelta iraniana di potenziare il proprio programma nucleare potrebbe essere una legittima conseguenza agli attacchi subiti ed usata come arma a difesa del proprio territorio non viene nemmeno tenuta in conto.
    Oppure le ragioni dell’accelerazione del piano nucleare potrebbero essere viste nel contesto delle varie trame aperte in Asia Centrale relative alla guerra degli oleodotti, che si è aperta nel Caucaso e nelle Repubbliche asiatiche e non è ancora terminata.

    Non è un mistero, infatti, che tra gli obiettivi dichiarati dal “ Silk Road Strategy Act” statunitense c’era proprio quello di tagliare fuori dai corridori energetici sia la Russia come l’Iran e il progetto di costruzione di basi militari statunitensi in Afganistan, Uzbekistan e Pakistan, corrisponde pienamente a tali disegni strategici.
    Le motivazioni iraniane possono essere molteplici, ma una cosa è certa: il copione si sta ripetendo con l’unica differenza che, questa volta, non è l’Iraq di Saddam ad essere un potenziale nemico, ma un Paese che potrebbe presentare delle brutte sorprese per chiunque ne tenti l’invasione.
    A questo punto c’è da chiedersi quali siano le prove in mano all’Amministrazione Bush atte a dimostrare che l’Iran rappresenti davvero un nemico pericolosissimo per i propri vicini e per il mondo intero.
    Fino a questo momento – almeno per quanto mi risulta- non esiste nulla che possa fornire la certezza che questa Nazione sia in possesso delle centrifughe necessarie per arricchire l’uranio e renderlo materiale adatto alla costruzioni di armi mentre il capo della IAEA Mohammed El Baradei ha ripetutamente dichiarato che il suo team di ispettori non ha trovato niente per corroborare le asserzioni degli USA o quelle di Israele.

    E allora perché tanto accanimento da parte di una nazione come gli Stati Uniti, che sta sviluppando un nuovo regime di armi nucleari da utilizzare a bassa potenza per distruggere bunker sotterranei e che considera l’uso di tali armi come parte integrante della propria strategia per la sicurezza globale?
    Perché tanta voglia di censurare mentre è chiaro a tutti che i progetti americani in corso tendono a cancellare la distinzione tra guerra nucleare e guerra convenzionale dal momento che hanno provocato delle vere e proprie distruzioni di massa attraverso l’uso massiccio dei proiettili a uranio impoverito? 
    E’ bene ricordare che gli USA stanno rinnovando radicalmente il proprio arsenale strategico con testate nucleari nuove, più efficaci e pericolose.
    Nel folle bilancio militare del Pentagono la spesa per tali armi ha superato di gran lunga la spesa annuale media dei decenni della Guerra fredda.

    Ed allora? Cosa c’è sotto a tanta voglia di Guerra?
    Forse una possibile risposta potrebbe essere l’applicazione del Project for a New American Century ( progetto per un nuovo secolo americano) che sosteneva l’idea di integrare le risorse iraniane nel sistema globale e allo stesso tempo di eliminare gli avversari politici di Israele nella regione.
    Un progetto di novanta pagine - ideato dal PNAC - un’associazione creata nel 1997 che ha avuto come unico scopo quello di sviluppare un piano per sottomettere l’intero pianeta- che è stato pubblicato nel 2000 e poi reso visibile attraverso il sito www.newamericancentury.org.
    Guarda caso il testo del rapporto fu redatto da: Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paoul Wolfowitz, Jeb Bush e Lewis Libby; nomi che abbiamo tristemente imparato a conoscere negli ultimi anni.
    E’ palese che l’amministrazione Bush sia seriamente impantanata in Iraq ed ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati.
    La tabella di marcia del Nuovo Secolo americano deve fare i conti con la resistenza di popoli e di Stati all’egemonia globale USA.

    D’altro canto, le fortissime pressioni israeliane per mettere in moto le operazioni contro l’Iran sono fortissime.
    L’Iran è diventato un obiettivo prestigioso il cui raggiungimento porterebbe un fortissimo rialzo alla politica egemonica di Bush e all’apertura verso le tante agognate fonti petrolifere.
    La situazione è talmente bollente da far temere sul serio un attacco americano a cui potrebbe aggiungersi Israele. 
    Un attacco dalle conseguenze disastrose nel caso l’Iran dovesse rispondere con la forza perché ci sarebbe da temere l’evolversi di una guerra nucleare
    Possibile mai che i “Signori” della guerra non abbiano preventivato tale catastrofe? Senza contare che – in caso di guerra- i mercati potrebbero scendere in picchiata e i rifornimenti di petrolio potrebbero venire interrotti a tempo indefinito.
    Si può addirittura ipotizzare che un possibile attacco potrebbe fornire agli Sciiti iracheni la scusa per formare un’alleanza con la resistenza sostenuta dai Sanniti e dare luogo ad una vera e propria occupazione quasi invincibile del territorio iracheno a cui si potrebbero aggiungere delle vere e proprie Jihad sponsorizzate dai Mullah contro gli interessi commerciali americani e dei loro alleati



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