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  • 10/11/2005 Guerra Meteorologica II (www.comedonchisciotte.it)

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    Questo tipo di esperimento per la creazione di pioggia non fu certo una novità. In Gran Bretagna è stata avanzata l’ipotesi che prima delle inondazioni che hanno devastato Devon nel 1952, la RAF avrebbe effettuato segretamente dei test di questo tipo. Degli aerei avrebbero innaffiato le nuvole con cristalli d’argento grazie ai quali si formò del vapore acqueo, divenne pesante per poi cadere al suolo sotto forma di pioggia. Nel 12 ore successive caddero 3 centimetri di pioggia (250 volte la media registrata solitamente nel mese di agosto), e 35 persone morirono in seguito alle inondazioni.

    Tony Speller, che al tempo era un soldato 22enne della North Devon Militar Policy impiegato nei soccorsi dopo la tragedia, ha poi cercato delle risposte presso il Ministero della Difesa: “Non ho dubbi che stessero facendo esperimenti nella zona, e ci sono gli archivi della RAF a confermarlo”, afferma Tony, ora 76enne. “Ovviamente il Ministero della Difesa ha negato tutto ma ciò non significa che il fatto non sia accaduto. Dubito che sapremo mai la verità.”

    I primi test per il controllo del clima erano abbastanza grezzi e davano risultati difficilmente controllabili, ma si pensa che sia Americani che Russi abbiano continuato a sviluppare questi progetti “a porte chiuse” anche dopo il divieto imposto dalle Nazioni Unite a metà degli anni ’80, e probabilmente ora le due superpotenze hanno a disposizione sofisticati strumenti di controllo del tempo atmosferico in grado di provocare effetti devastanti.

    Negli USA questa tecnologia è stata sviluppata con il programma di ricerca chiamato “High-Frequency Active Auroral Research Programme”(HAARP), il quale faceva parte originariamente del controverso sistema di difesa tipo “Star Wars” lanciato da Ronald Reagan. Questa nuova arma è situata a Gokoma, in Alaska, e funziona diffondendo delle potenti onde radio nella parte alta dell’atmosfera, le quali alterano lo schema comportamentale del tempo atmosferico; alcuni esperti sostengono che questo sistema sia già attivo, per altri invece non sarà pronto prima dei prossimi 20 anni.

    Michel Chossudovsky, professore di economia alla University of Ottawa (Canada), ha studiato alcuni documenti ufficiali riguardanti HAARP e non ha dubbi che la nuova arma sia già funzionante.

    “Ci sono delle dichiarazioni rilasciate dai portavoce della US Air Force che sono molto chiare riguardo alla disponibilità di tecnologia in grado di modificare il tempo atmosferico. HAARP sarà pienamente operativo entro l’anno prossimo e potrà essere usato nei conflitti in corso” sostiene Chossudovsky.

    “Affermare che questo sistema abbia scopi non militari significa distorcere la verità.
    Non credo possa esistere un utilizzo pacifico di questa tecnologia – è un’arma di distruzione di massa, in grado di provocare grosse perturbazioni atmosferiche. Un eventuale nemico potrebbe persino non accorgersi che un’arma sia stata usata contro di lui; in questo risiede l’innovazione più interessante in termini militari. Sono fermamente convinto che le disposizioni delle Nazioni Unite sono state violate”.

    Chossudovsky afferma inoltre che almeno una ditta britannica è coinvolta nello sviluppo di questo progetto.

    “E’ ora che le persone comincino a prestare attenzione a queste armi invece di concentrarsi esclusivamente sugli effetti dell’effetto serra.” aggiunge “Sono entrambi dei grossi problemi.”

    Si crede che anche i Russi abbiano a disposizione il loro dispositivo per modificare il tempo (chiamato Woodpecker), il quale agisce trasmettendo delle onde a bassa frequenza in grado di smembrare l’atmosfera e alterare i percorsi delle correnti a getto. Una prolungata siccità avvenuta nella metà degli anni ’80 in California pare possa essere stata causata dal blocco artificioso per diverse settimane delle correnti di aria calda e umida.

    Secondo Damian Wilson, fisico presso il Met Office, il controllo del clima è già realtà ma non ancora una scienza precisa. “Una tecnica in uso da diversi anni è quella di far diradare la nebbia facendo cadere ghiaccio secco tra le nubi.” afferma.

    “Grosse somme sono state investite nella ricerca per tentare di inseminare nubi al fine di generare pioggia, specialmente in paesi dove c’è carenza d’acqua. Il problema è che si tratta di un processo difficilmente prevedibile e soprattutto sono necessarie delle nuvole per iniziarlo; non esiste una tecnologia che permetta di far cadere pioggia da un cielo completamente terso e quindi non è possibile mettere in atto questo tipo di processo in zone desertiche per porre fine a carestie e siccità.”

    Indice

  • Un’Enorme Nuvola PARTE I
  • Un’Enorme Nuvola PARTE II
  • Un’Enorme Nuvola PARTE III


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