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22/07/2008 Magistrati e avvocati lanciano appello per la giustizia (Mauro W. Giannini, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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La giustizia e' un settore strategico per lo Stato ed e' oggi in sofferenza, con ricadute per i diritti del cittadino, quindi le risorse ad essa destinate non possono essere tagliate dalla finanziaria.

E' in sostanza quanto sottolineato dall'Associazione Nazionale Magistrati e dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura in un appello congiunto conseguente ad un comune esame della ricaduta sulla giustizia del decreto-legge "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", attualmente all'esame del Parlamento in sede di conversione.

Rilevato che il decreto-legge prevede "norme condivisibili volte a migliorare l'efficienza dell'azione amministrativa dello Stato, ad esempio attraverso una più diffusa utilizzazione degli strumenti informatici e telematici", il recupero di efficienza nella riscossione di somme dovute allo Stato anche per sanzioni e una migliore gestione dei rapporti di lavoro dipendente, nota pero' che lo stesso decreto-legge - con l'intento di "ridurre, a decorrere dalla seconda metà dell'esercizio finanziario in corso, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche" - prevede anche norme "che incidono pesantemente - nel prossimo triennio e, in un caso, sino al 2013 - anche sulle risorse, materiali e soprattutto umane, del settore Giustizia, ritenute 'sovradimensionate', non solo nelle dotazioni organiche ma anche nelle, pur inferiori, presenze in servizio", mentre altri settori dell'amministrazione pubblica sono stati invece in vario modo preservati, almeno in parte, dai tagli o addirittura sono destinatari di una "integrazione" della dotazione di risorse.

L'associazione magistrati e l'organismo dell'avvocatura notano che, secondo dati di fonte ministeriale, "la percentuale di scopertura media nazionale delle risorse umane (intesa come presenze in servizio rispetto alle dotazioni organiche) è del 12,63%, di cui 12% per i magistrati ordinari, 14% per i magistrati onorari, 13% per il personale amministrativo e 27% per i dirigenti" e che l'indice reale di scopertura, quanto al personale amministrativo, è ancora superiore, mentre a fronte della progressiva riduzione della pianta organica del personale amministrativo e del costante incremento della domanda di giustizia, sia nel settore penale che civile, "non e' stata contemporaneamente attuata alcuna strutturale riorganizzazione dei metodi e degli strumenti di lavoro, anche per quanto riguarda il concreto esercizio delle funzioni giurisdizionali".

ANM e OUA rilevano che "e' opinione condivisa da tutti gli operatori del settore che le attuali dotazioni di risorse, sia materiali che umane, a disposizioni del settore giustizia sono insufficienti per consentirne il funzionamento ordinario; che le condizioni in cui presso gli uffici giudiziari si è chiamati quotidianamente a svolgere, nei rispettivi ruoli, delicate attività afferenti i diritti fondamentali delle persone mortificano visibilmente, a diverso titolo, la professionalità di tutte le categorie che operano nel settore; che non è stata adottata alcuna seria iniziativa volta alla tutela dell'importanza e dignità della funzione giurisdizionale ed al riconoscimento, alla motivazione, all'incentivazione e alla riqualificazione degli operatori in coerenza al rilievo delle funzioni esercitate".

INoltre rilevano che "nonostante reiterate autorevoli proposte organiche di riforma e semplificazione di riti e procedure e di ridefinizione dell'area dei beni giuridici penalmente tutelati e nonostante le iniziative in questi campi attualmente all'esame, difetta tuttora una complessiva strategia e volontà d'intervento tese a realizzare il precetto costituzionale di garanzia della ragionevole durata dei processi, mentre gli attuali, pur nettamente deficitari, standard di risposta alla domanda di giustizia dei cittadini sono garantiti solo a prezzo della costante opera di supplenza svolta dai magistrati, dagli avvocati e dal personale amministrativo, che sopperiscono alle croniche carenze di mezzi e risorse, ben al di là delle competenze fissate dalle leggi processuali".

Le due organizzazioni delle toghe notano che "il malfunzionamento del settore giustizia è purtroppo sotto gli occhi di tutti i cittadini e non necessita di particolari spiegazioni, mentre appare inammissibile continuare a scaricarne l'esclusiva responsabilità sui magistrati, anche onorari, e su avvocati e personale amministrativo, sottacendo che soltanto la loro generosa e non dovuta opera di supplenza ha fin qui impedito la definitiva paralisi del sistema" e che "oltre al problema della gestione dell'ordinario e dei flussi di domanda di giustizia in entrata, l'Italia possiede un enorme 'debito pubblico giudiziario', tanto da essere sotto stretta osservazione a livello europeo e soggetta ad una procedura che potrebbe portare all'adozione di provvedimenti da parte del Consiglio d'Europa".

I giuristi rilevano che "e' certamente possibile migliorare l'efficienza del settore giustizia attraverso la sua riorganizzazione e informatizzazione, così come dimostrato dalle cd. 'best practices' di alcuni uffici che hanno ottenuto anche prestigiosi riconoscimenti all'estero; - che l'attuale dibattito politico rivela in modo inequivocabile l'esistenza di un'emergenza giustizia e la priorità delle esigenze del settore per rispondere alle domande dei cittadini; - che tutte le forze politiche hanno dichiarato di condividere tale analisi e di voler porre la questione giustizia al centro dell'azione di governo e legislativa, tanto che la manovra finanziaria impostata prevede numerose disposizioni in materia di giustizia civile, amministrativa, tributaria e penale; - che tale analisi e la richiesta di soluzione al problema giustizia è costantemente invocata anche dalle forze sociali e produttive del paese le quali, a livello istituzionale e con ricchezza di analisi econometrica, indicano l'inefficienza del settore giustizia tra le cause principali della mancanza sia di competitività del paese, sia di attrazione degli investimenti e, in definitiva, dell'inesigibilità dei diritti costituzionalmente riconosciuti e tutelati".

Inoltre , notano ANM e OUA, "non appare seriamente sostenibile l'esclusione del settore giustizia da quelli di 'valenza strategica' per il Paese" come fatto esplicitamente dal decreto e, "considerato che la Giustizia rappresenta, indubbiamente, una 'esigenza prioritaria', anche alla luce della crescente domanda di sicurezza espressa dai cittadini e degli impegni in tal senso assunti dalla politica; - che, conseguentemente, il settore giustizia deve essere non solo esonerato dai tagli ma implementato nelle dotazioni".

Pertanto le due organizzazioni di avvocati e mangistrati chiedono "che, nell'immediato, in sede di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, il Governo voglia proporre e il Parlamento voglia adottare emendamenti a tale provvedimento che inseriscano espressamente l'amministrazione della giustizia tra quelle di 'valenza strategica' per il Paese il cui migliore funzionamento costituisce una 'esigenza prioritaria' e la esonerino conseguentemente dai 'tagli'" e che inoltre, "con una visione prospettica di più ampio orizzonte, il Governo, il Ministero per la Giustizia e il Parlamento vogliano adottare ogni provvedimento volto al miglioramento, per quanto di rispettiva competenza, dell'efficienza dell'amministrazione della giustizia e al riconoscimento e alla valorizzazione della professionalità e della dignità delle funzioni di magistrati, avvocati e personale amministrativo, disponendo lo stanziamento delle risorse aggiuntive necessarie e la razionalizzazione dei flussi di spesa, previa una attenta verifica della loro destinazione ed utilità".

Inoltre chiedono "che Governo, Ministero e Parlamento vogliano creare un osservatorio-cabina di regia centrale per la verifica dei dati della giustizia, completo, accessibile, trasparente, costantemente aggiornato e cogestito, con la partecipazione attiva delle rappresentanze della magistratura, dell'avvocatura e del personale, che si accompagni all'avvio di un serio ed effettivo processo di monitoraggio e verifica sui meccanismi di acquisizione, allocazione e gestione delle risorse, umane e materiali, dell'amministrazione della Giustizia, e della loro distribuzione sul territorio.

ANM e OUA convengono di darsi appuntamento in occasione del prossimo 25 ottobre, "Giornata europea della giustizia civile", "per la verifica degli impegni concretamente assunti dal Governo nei sensi indicati, riservando in tale sede, in difetto della messa in opera degli ormai indilazionabili interventi risolutivi in materia di giustizia, un attento approfondimento sulle iniziative da assumere per rappresentare all'opinione pubblica le complessive inefficienze del sistema che gravano quotidianamente sui magistrati, sugli avvocati e sul personale amministrativo".

http://www.osservatoriosullalegalita.org
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