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04/02/2010 Black Slot, la Cermet estranea al sodalizio criminoso (CertineWs)

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In relazione all’articolo pubblicato su CertineWs n.4 di gennaio 2010, dal titolo “Operazione Black Slot: Tutti rinviati a giudizio”, contrariamente a quanto scritto nell’articolo, si precisa che - in merito all’indagine della Procura di Venezia (procedimento penale nr. 1161/07 R.G.N.R) - non risponde a verità che la Cermet S.c.a.r.l. sia sotto inchiesta, mentre sono indagati alcuni suoi collaboratori in relazione alle accuse mosse dal pm Giorgio Gava per associazione a delinquere e falso ideologico.

Cermet è accreditata da Sincert e Sinal: istituzioni che operano in Italia e in ambito internazionale. Inoltre, è riconosciuta a livello comunitario dai diversi ministeri competenti e, in passato, ha già verificato oltre 100 tipi di schede da gioco per apparecchi da intrattenimento. Nel caso specifico, sostiene l’azienda, le schede da gioco sequestrate sono state giudicate “non conformi” unicamente dal perito della procura veneziana.

Come sostenuto nel corso delle udienze preliminari dal legale della Cermet, avv. Gabriele Bordoni, l’atteggiamento della società è stato sempre orientato alla massima trasparenza e collaborazione con le autorità giudiziarie, e resta ancora da chiarire in “quale veste pubblica” il Cermet avrebbe operato falsamente nell’omologazione delle schede, visto che non esiste documentazione tecnica “che attesti l’irregolarità di queste schede perché l’originale non è mai stato depositato agli atti”.

Sarà proprio questo uno dei motivi conduttori del processo pubblico che si aprirà il prossimo 15 aprile a Venezia su un caso che ha fatto tremare il mondo dell’automatico italiano. In questo contesto appare non rispondente al vero il fatto del rinvio a giudizio della Cermet con l’accusa di associazione delinquere e falso ideologico, essendo stata “evocata soltanto come responsabile civile” per il comportamento di alcuni suoi collaboratori nell’ambito del procedimento in oggetto, dove - come evidenziava il direttore generale della società, ing. Rodolfo Trippodo (cfr. CertineWs, anno I n.2 – novembre 2009) - “apparirà chiaro e palese che Cermet svolse la propria attività di verifica in modo assolutamente corretto, rivelandosi oltre modo ingiuste e smaccatamente infondate le accuse formulate a riguardo”.

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