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  • 14/09/2009 Fallimento Lehman Brothers, oggi 1° anniversario (VC, http://www.helpconsumatori.it)

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    Un anno fa falliva la banca d'affari americana. Molti i risparmiatori italiani coinvolti. Sotto accusa le agenzie di rating che nonostante il deficit patrimoniale della società continuavano ad attribuire giudizi positivi alterando il mercato.

    Un anno fa falliva Lehman Brothers: la banca d'affari americana chiudeva così una storia lunga 158 anni. Iniziava la crisi che ben presto passò di banca in banca generando mancanza di liquidità, che mise in ginocchio varie aziende, prima che i governi e le banche centrali intervenissero, anche in Europa, per tappare le falle di alcuni grandi istituti, spingerli a facilitare l'accesso al credito per le imprese, soprattutto medio-piccole, e immettere liquidità sui mercati.

    Ma il fallimento della banca d'affari americana non ha messo in ginocchio solo il sistema bancario e finanziario americano. Le conseguenze si sono fatte sentire anche nel nostro Paese dove non sono stati pochi i consumatori che hanno investito acquistando obbligazioni emesse dalla Lehman Brothers. Le associazioni dei consumatori si sono schierate fin da subito dalla parte delle utenti avviando - come è stato nel caso di Codacons, Confconsumatori e Movimento Consumatori - agli inizi di dicembre 2008 la prima causa contro un'agenzia di rating. Le Associazioni hanno chiesto, infatti, al Tribunale Civile di Milano di accertare la responsabilità per fatto illecito della società di rating, per aver diffuso e pubblicizzato informazioni errate sulla solvibilità della banca americana emittente e per aver violato i principi e le norme di condotta a cui era tenuta. Secondo le Associazioni, la responsabilità di quanto è accaduto è delle tre agenzie di rating chiamate ad attribuire il rating ed a monitorare l'andamento dei titoli Lehman (la Standard & Poor's, la Moody's e la Fitch Ratings). Esse nonostante il gravissimo deficit patrimoniale della società, continuavano ad attribuire ai titoli obbligazionari Lehman un giudizio positivo.

    E le banche? L'ABI alla fine di ottobre dello scorso anno faceva sapere di essere pronta ad assistere i portatori diretti di obbligazioni Lehman mentre un mese dopo Unicredit, decideva un piano di intervento a protezione dei clienti che hanno investito in polizze index linked. Il consiglio di amministrazione di Cnp UniCredit Vita, i cui azionisti di riferimento sono i gruppi Cnp Assurances e UniCredit, il 28 novembre 2008 deliberavano un piano d'intervento a protezione degli investimenti in polizze index linked collegate a obbligazioni Lehman Brothers per un valore complessivo fino a circa 400 milioni di euro. Le polizze, con le sottostanti obbligazioni Lehman, sono state trasformate in nuovi prodotti garantiti dalla compagnia che reintegreranno alla scadenza il capitale investito dal cliente, al netto delle cedole già percepite. L'operazione riguarderà circa 25 mila clienti che hanno sottoscritto tredice emissioni di polizze indenx linked per un importo nominale di 572,6 milioni di euro che scadranno nei primi sei mesi del 2009.

    Le ultime novità risalgono ai primi di luglio di quest'anno quando una ordinanza approvata dalla Corte Fallimentare degli Stati Uniti ha semplificato la procedura con cui le banche possono tutelare i crediti propri e quelli della clientela nei confronti della Lehman Brothers. Per quanto riguarda i tempi a disposizione, sono due le date principali di riferimento, una a novembre e una a settembre. In particolare, il termine ultimo per la presentazione della domanda di insinuazione al passivo (proof of claim) viene fissato:
    - al 2 novembre 2009 per i crediti relativi al possesso di strumenti finanziari emessi ovvero garantiti da Lehman Brothers Holdings Inc. e contenuti nella lista Lehman Brothers Securities. Accogliendo le istanze dell'Abi, è stata stabilita una procedura semplificata per la domanda di insinuazione che "dovrebbe consentire alle banche di predisporre un unico proof of claim, relativo sia ai crediti detenuti in proprio, sia per quanto riguarda quelli detenuti per conto della propria clientela".
    - al 22 settembre 2009 per tutti gli altri crediti per i quali sia richiesta una formale insinuazione al passivo, compresi quelli relativi a contratti derivati ovvero a garanzie.

    di Valentina Corvino

    http://www.helpconsumatori.it

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