TuttoTrading.it

14/09/2007 I segreti di Warren Buffet (www.lindau.it)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Nel 2007, l’autorevole rivista «Forbes» ha indicato Warren Buffett – definito «l’oracolo di Omaha» – come il secondo uomo più ricco del mondo (dopo il re della Microsoft, Bill Gates), con un patrimonio stimato di 52 miliardi di dollari.
Warren
ha comprato le prime azioni a 11 anni e da quel momento ha sempre guadagnato, arrivando ad acquisire quote importanti di multinazionali leader come Coca-Cola, The Walt Disney Company, American Express, Budweiser, Wal-Mart e Wrigley.

Warren Buffett

 

«La borsa, come Nostro Signore, aiuta chi si aiuta.
Ma a differenza del Signore, non perdona
coloro che non sanno quello che fanno.»

Warren Buffett


I SEGRETI DI WARREN BUFFETT
Come avere successo negli affari
evitando le trappole del mercato



di Mary Buffett & David Clark


DAL 12 SETTEMBRE, IN TUTTE LE LIBRERIE
«I Draghi»/ ISBN 978-88-7180-685-3 / pagg. 174 / euro 16,00 /

www.lindau.it
 


 

 

Che cosa ha permesso a Warren Buffett di avere sempre successo in un mercato complesso e pieno di insidie come quello azionario?

Quali sono i trucchi, i segreti e i principi di un businessman così geniale e atipico?

I due autori, attraverso l’analisi di 125 «sentenze» del loro guru, delineano una mentalità e una filosofia caratterizzate in primo luogo dalla capacità di andare sempre in direzione opposta al «gregge».

Ciò che conta per Buffett è investire i propri soldi in modo sicuro, comprando, al prezzo più vantaggioso possibile, società in grado di acquistare valore nel lungo periodo, che producano prodotti semplici e di largo consumo e siano gestite da manager in gamba.

L’importante, secondo il miliardario americano, è non dare ascolto alle «sirene» del mercato, e non farsi infinocchiare dai «maghi» di Wall Street: promettono grandi guadagni in poco tempo, ma in realtà vogliono solo speculare sui nostri soldi.

gli autori
Mary Buffett, ex nuora del miliardario americano, e David Clark, manager di portafoglio, hanno pubblicato numerosi volumi dedicati al miliardario americano.


dal libro

6
«È difficile insegnare a un cucciolo i vecchi trucchi.»

 

Warren ha scoperto che il senso degli affari si acquisisce con l’età ed è quasi impossibile da insegnare ai manager più giovani. Le vecchie aquile hanno capito come funziona e sanno come fare soldi. Warren è sulla settantina, il suo socio, Charlie Munger, sugli ottanta, Mrs. B. gestì il Nebraska Furniture Mart fin dopo i cento e molti dei manager della Berkshire Hathaway, la holding finanziaria di Warren, sono andati in pensione ben oltre i settant’anni. Quindi alla Berkshire Hathaway Warren non ha fissato un’età obbligatoria per la pensione. Nel mondo di Warren, a 65 anni hai appena iniziato: l’età e l’esperienza sono qualità molto più importanti della giovinezza e dell’entusiasmo quando si tratta di fare soldi alla vecchia maniera.
 



7
«Un investimento è come il matrimonio per un cattolico: per la vita.»

 

Warren sa che se esamini una decisione di investimento pensando che non potrai più cambiare idea, prima di lanciarti nell’affare ti informerai bene. Non ti sposeresti senza documentarti (gli appuntamenti) e discuterne con i tuoi consulenti (gli amici al pub) e averci pensato e ripensato… no? E non ti imbarcheresti in un investimento senza sapere tutto il possibile sulla compagnia ed essere sicuro di capirlo. Ma è la parte che riguarda la durata che ti fa arricchire. Si consideri questo fatto: nel 1973 Warren investì undici milioni di dollari nella Washington Post Company ed è ancor oggi sposato al suo investimento, e nei trentatré anni in cui se l’è tenuto stretto è arrivato a valere 1,5 miliardi di dollari. Il giusto impegno e la convinzione di continuare sulla strada intrapresa possono fruttare ricompense celestiali, sempre che, tanto per cominciare, tu abbia operato la scelta giusta.
 


10
«Ci vogliono vent’anni per costruirsi una reputazione e cinque minuti per perderla. Se lo tieni a mente agirai in maniera diversa.»

 

Una stupidaggine e la cattiva pubblicità che ne consegue possono distruggere in un secondo una buona reputazione faticosamente guadagnata nel corso di una vita. È meglio non fare qualcosa che sai essere sbagliato, perché se vieni scoperto, il prezzo da pagare potrebbe essere più alto di quanto ti puoi permettere. Questo è un principio che Buffett bisbigliava alle orecchie dei propri figli fin da quando erano bambini.

Quando si verificò lo scandalo contabile del gigante delle assicurazioni AIG, Buffett scrisse ai propri manager: «L’indagine in atto nel mondo delle assicurazioni sottolinea la necessità del messaggio che vi invio regolarmente nel mio promemoria (più o meno) semestrale: la Berkshire può permettersi di perdere soldi, anche parecchi; non può permettersi di perdere la propria reputazione, neanche un grammo… Alla lunga avremo, in questo modo, la reputazione che ci meritiamo. Ci sono un mucchio di soldi da fare in mezzo al cortile. Non c’è bisogno di andare a giocare ai bordi».

Wall Street è disseminata di giganti caduti che hanno lasciato che l’avidità offuscasse il loro buonsenso e non hanno dato ascolto a questo consiglio.
 



11
«La borsa, come Nostro Signore, aiuta chi si aiuta. Ma a differenza del Signore, non perdona coloro che non sanno quello che fanno.»

 

Il mercato azionario è lì per farti arricchire, se sai quello che fai. Altrimenti non avrà pietà e ti toglierà tutto. La conoscenza è sempre la migliore protezione contro l’ignoranza, perché l’ignoranza, unita all’avidità, è la materia di cui sono fatti i disastri finanziari. Nel 1969, al culmine del mercato tendente al rialzo degli anni ’60, Warren riteneva che i prezzi delle azioni fossero talmente eccessivi che si ritirò completamente dal mercato. Nel 1973-74 il mercato azionario invertì la propria rotta e le azioni iniziarono a essere vendute a prezzi d’occasione. Warren le comprò, per sua stessa ammissione, con l’appetito di «un uomo affamato di sesso in un harem pieno di belle donne». Molte di queste bellezze concorsero a renderlo miliardario.

Per quanto riguarda gli investitori che rimasero dopo l’abbandono di Warren nel 1969, molti di loro persero anche la camicia nel crollo del 1973-74, e rimettersi in pista divenne impossibile: per comprare azioni hai bisogno di soldi. Sapere quello che fai è davvero utile.

  • 23/09/2008 Archivio Crac Lehman Brother, il terrore dei mutui, i risparmi degli investitori
  • Archivio Finanza
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO