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17/01/2006 L' Italia e i 'Poteri Fortissimi'. L’inchiesta del “Corriere Economia” sull’investment bank americana (Carlo Gambescia , visto su www.comedonchisciotte.it)

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    Ogni tanto qualche passo falso lo fa pure il “Corriere Economia”. Solo per questa possibilità (e anche per gli articoli di Geminello Alvi, a proposito non perdetevi il suo libro in uscita, (Le rendite degli italiani), merita di essere letto attentamente ogni settimana. Non dico, in religioso silenzio, ma visto taglio e contenuti di certi articoli, quasi… Di quale passo falso si tratta? Al tempo. Nel numero di lunedì scorso, è apparsa un’inchiesta di Danilo Taino sul rapporto speciale tra le nostre istituzioni e “l’investment bank americana”, Goldman Sachs.

    Da lui subito definita democristianamente “una palestra per governanti”… Ma, escluso il titolo modaiolo (“Coppie di fatto, Italia e Goldman Sachs”), l’intero taglio del servizio ricorda certi pezzi pubblicati sui bollettini religiosi. Quando escono con quei resoconti zuccherosi della gita ad Assisi delle pie donne cinguettanti, avvenuta il mese precedente. L’attacco del pezzo, col profilo aureolato del “capo supremo” di Goldman, Henry “Hank” Paulson, è irresistibile, da “viva viva Sant’Eusebio, protettore dell’anima mia”. Sentite: “Non beve, non fuma, vive ancora con la prima moglie, è un affiliato alla Chiesa di Cristo Scientista, è un anti-consumista e ‘non lo vedrete mai su una Porsche’, dice un suo ex collega; ha un pacchetto di azioni che valgono
    sui 500 milioni di dollari, ma ne vende ogni tanto un po’ solo per beneficenza”.

    Ovviamente dopo aver descritto il santo, Taino fa l’elenco dei miracolati: “Ma strana è un po’ tutta Goldman Sachs: misteriosa e immersa in una certa mistica, potente, ma a suo modo eccentrica, un animale che in Italia non molti capiscono, ma dal quale quasi tutti sono affascinati”. E “l’ultimo a esserne stato catturato è Mario Monti. Ne è diventato adviser da qualche settimana”. Amen. Ma ecco il passo falso: Il sagrestano, pardon Taino, fa seguire i nomi di altri miracolati, o colpiti da improvviso benessere sulla strada, lastricata di dollari, della nuova Damasco: Paolo Zannoni, attuale capo dell’Investment Banking di Goldman in Italia, Mario Draghi (ormai più famoso della Coca Cola), Claudio Costamagna, ex Montedison, Romano Prodi, e poi Diego De Giorgi, Massimo Tononi, Andrea Ponti, Chicco di Stasi, James del Favero. Tutta gente più o meno famosa in entrata e uscita da Goldman Sachs. E chissà quanti altri personaggi “minori”, oggi annidati in uffici minimalle scicche (per dirla con Ricucci), che un giorno saranno famosi, perché finiti capo, che so, dell’Antitrust italiana…

    Insomma, è proprio il caso di canticchiare, eravamo quattro Goldman Sachs? Benefattori, certo… amici al bar… di Wall Street. Grazie a Taino, ora c’è un po’ di materiale in più per un Blondet o per chi desideri approfondire, ad esempio, tutti i perché della recente nomina di Draghi. Ma anche capire come mai un ex adviser come Prodi, sia stato per la seconda volta scelto come presidente candidato del centrosinistra. Inoltre il buon Taino fa anche i nomi di altri miracolati americani, premiati con incarichi prestigiosi all’interno delle amministrazioni Clinton e Bush (Bob Rubin, John Corzine, Steve Fiedman e altri ancora). Goldman ha persino infilato uomini suoi fin dentro Pechino. I “dietrologi” ringraziano.

    E come viene giustificata “tanta influenza sul Belpaese”? “Competenza, esperienza”, e soprattutto, “relazioni”. Certo, nessuno l’aveva capito… Quanto poi a possibili cattive intenzioni speculative di Goldman verso l’Italia, Taino le esclude a priori. “Un’ipotesi – scrive – che a Goldman Sachs respingono, siamo così coinvolti negli affari italiani – dicono – che significherebbe fare del male prima di tutto a noi stessi. La beneficenza dell’ascetico Christian Scientist che li guida ne soffrirebbe”. “Viva Viva Sant’Eusebio protettore dell’anima mia…”. Oppure, se preferite, come raccontava, credo, il grande Petrolini: “Quando chiedi all’oste, se il vino è buono, ti risponde sempre che è buonissimo…”.

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://www.lineaquotidiano.it/
    Segnalato da www.ariannaeditrice.it


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