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05/09/2005 Gli emendamenti che vorremmo 3. Trasparenza nei procedimenti di vigilanza... (www.lavoce.info)

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    5. Trasparenza nei procedimenti di vigilanza

    Il Testo unico bancario già prevede che la Banca d’Italia determini e renda pubblici preventivamente i principi e i criteri dell’attività di vigilanza, motivi le decisioni, individui i termini per provvedere, pubblichi i provvedimenti aventi carattere generale e applichi in quanto compatibili le disposizioni della legge sulla concorrenza. Il testo del disegno di legge sul risparmio approvato il 3 marzo 2005 dalla Camera e attualmente all’esame del Senato prevede un rafforzamento delle garanzie procedurali in materia di autorizzazioni. (4)
    Un ulteriore provvedimento che potrebbe contribuire ad accrescere la trasparenza nei procedimenti individuali della Banca riguarda la disciplina delle acquisizioni di partecipazioni al capitale delle banche di cui agli articoli 19 e 20 del Testo unico bancario. Infatti, il regime di autorizzazione preventiva previsto dall’articolo 19 del Tub, pur essendo compatibile con la direttiva comunitaria (che consente agli Stati membri di adottare regimi più stringenti di quello minimo richiesto), può favorire un esercizio eccessivamente discrezionale dell’attività di vigilanza, che può risultare discriminatorio e quindi in contrasto con i principi della libertà di stabilimento. (5)
    Proponiamo che la valutazione sostanziale delle acquisizioni di partecipazioni bancarie da parte dell’Autorità di vigilanza si esplichi tramite un potere di opposizione all’operazione a essa notificata.

    Proposta

    L’articolo 19 del decreto legislativo n. 385/1993 è sostituito dal seguente:

    Articolo 19

    (Partecipazione qualificata in una banca)

    1. Chiunque intenda acquisire a qualsiasi titolo una partecipazione che, tenuto conto delle azioni o quote già possedute, supera il 5 per cento del capitale della banca rappresentato da azioni o quote con diritto di voto e, indipendentemente da tale limite, quando la partecipazione comporta il controllo della banca stessa, ne dà comunicazione preventiva alla Banca d’Italia.
    2. La comunicazione preventiva deve essere effettuata anche quando le variazioni della partecipazione comportano partecipazioni al capitale della banca superiori ai limiti percentuali stabiliti dalla medesima Banca d'Italia e, indipendentemente da tali limiti, quando le variazioni comportano il controllo della banca stessa.
    3. La comunicazione preventiva è necessaria anche per l'acquisizione del controllo di una società che detiene una partecipazione superiore al 5 per cento del capitale di una banca rappresentato da azioni o quote con diritto di voto o che, comunque, comporta il controllo della banca stessa.
    4. La Banca d'Italia individua i soggetti tenuti alla comunicazione quando il diritto di voto spetta o è attribuito a un soggetto diverso dal socio.
    5. La Banca d'Italia può opporsi all’acquisizione comunicata quando non ricorrano le condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente della banca. Essa può altresì imporre la cessione della partecipazione qualora vengano meno tali condizioni.
    6. I soggetti che, anche attraverso società controllate, svolgono in misura rilevante attività d'impresa in settori non bancari né finanziari non possono acquisire azioni o quote che comportano, unitamente a quelle già possedute, una partecipazione superiore al 15 per cento del capitale di una banca rappresentato da azioni o quote con diritto di voto o, comunque, il controllo della banca stessa.
    7. La Banca d'Italia può altresì opporsi all’acquisizione comunicata in presenza di accordi, in qualsiasi forma conclusi, da cui derivi durevolmente, in capo ai soggetti indicati nel comma 6, una rilevante concentrazione di potere per la nomina o la revoca della maggioranza degli amministratori della banca, tale da pregiudicare la gestione sana e prudente della banca stessa. Essa può altresì imporre la cessione della partecipazione qualora tali condizioni si verifichino in un momento successivo.
    8. Le operazioni indicate nei commi 1 e 3 a cui partecipano soggetti appartenenti a Stati extracomunitari che non assicurano condizioni di reciprocità sono soggette ad autorizzazione. La domanda di autorizzazione, presentata alla Banca d’Italia, è da questa trasmessa al ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta del quale il presidente del Consiglio dei ministri può vietare l'autorizzazione.
    9. La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, emana disposizioni attuative del presente articolo.

    6. Norme transitorie

    La collegialità nelle decisioni, come si è visto, entrerebbe in vigore subito. Occorrerebbe anche prevedere disposizioni transitorie per la nomina dei componenti del direttorio. (6)
    Il Governo ha proposto di lasciare tutto com’è fino a quando il Governatore abbandonerà. Non c’è bisogno di "cacciarlo per legge", basta ridurre i suoi poteri imponendo fin da subito la collegialità e il rinnovo del direttorio in carica nei tempi minimi necessari per applicare le nuove disposizioni.

    Proposta

    Entro sei mesi dall’entrata in vigore di questa legge si procede alla nomina del direttorio, nelle modalità previste dall’articolo….

    (1) In virtù dell’articolo 5 del Dl c.p.s. 691/1947, ancora in vigore non essendo stato abrogato dal Testo unico bancario.
     

    (2) In realtà, il sistema vigente già pone alcuni correttivi a possibili distorsioni. Infatti l’articolo 60 dello Statuto prevede stringenti incompatibilità per i componenti del Consiglio superiore, che sono proprio volte a garantire l’indipendenza della Banca dall’influenza politica e dei soggetti regolati. In particolare, non possono fare parte del Consiglio superiore le persone che rivestono cariche politiche, i dipendenti e coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche o altri soggetti operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria, dirigenti e impiegati della pubblica amministrazione nonché, in ogni caso, tutti coloro che si trovano in situazione di conflitto di interessi con la Banca in considerazione della posizione personale o delle cariche ricoperte.

    (3) Il testo adottato come testo base dalle Commissioni riunite VI e X della Camera, approvato il 25 novembre 2004.

    (4) Ci riferiamo alla disposizione specifica che ai procedimenti individuali di Banca d’Italia si applicano i principi sulla partecipazione al procedimento e sull’accesso agli atti amministrativi di cui alla legge n. 241/1999. Sono previste particolari garanzie per i procedimenti a carattere contenzioso e per i procedimenti sanzionatori. L’obbligo di motivazione è previsto non solo per i provvedimenti individuali, ma anche per i provvedimenti aventi natura regolamentare o di contenuto generale.

    (5) La direttiva comunitaria 2000/12/CE che ha codificato la preesistente normativa comunitaria in materia di accesso all’attività degli enti creditizi e al suo esercizio, all’articolo 16 disciplina espressamente l’acquisizione di partecipazioni qualificate in un ente creditizio. Stabilisce che gli Stati membri prevedano una procedura di informativa preventiva all’autorità competente la quale dispone di un termine massimo di tre mesi dalla data della comunicazione per opporsi al progetto "se, per tenere conto della necessità di garantire una gestione sana e prudente dell’ente creditizio, non sono soddisfatte della qualità" degli acquirenti. La direttiva non impone quindi agli Stati membri di prevedere un procedimento autorizzatorio: essa consente in linea di principio anche di prevedere un mero obbligo di comunicazione preventiva accompagnato dal potere dell’Autorità di vigilanza di vietare ex post l’acquisizione entro un dato termine se non soddisfa determinati requisiti.

    (6) Non essendo questi membri del Governing Council della Bce, non si applicherebbe loro il parere contrario della Bce a mutare la durata del mandato del Governatore in carica.


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