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  • 24/12/2003 La Parmalat truffa i risparmiatori: LA STANGATA (G. Brindisi, www.wintrader.online.com)

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    Alla Parmalat sono scomparsi 20.000 miliardi delle vecchie lire; quasi una finanziaria o il Bilancio della Difesa. I truffatori hanno fatto così gli auguri agli Italiani e, soprattutto, ai buoni risparmiatori Italiani che tirano la cinghia per mettere da parte un po’ di soldi. Titoli, Bond ed altri strumenti finanziari della Parmalat o ad essa legai, valgono zero lire. Parmalat, Cirio, Fiat sono tre casi emblematici del declino dell'Italia. La questione Parmalat, in particolare, è sintomo di decadenza morale oltre che strutturale.

    Non scompaiono 20 mila miliardi delle buone vecchie lire come in un gioco di prestigio. La truffa durava da oltre un decennio. Consob, Banca d’Italia ed altri controllori chi e cosa controllavano? L’Italia sta andando fuori dell’ambito del sistema economico-industriale mondiale.

    In finanza, poi, i rapporti fiduciari sono essenziali. Chi comprerà prodotti finanziari che, in attimi, diventano carta straccia? L’Italia perde colpi. L’istantanea del mondo reale, che evolve a ritmi vertiginosi, rappresenta il movimento rapido del baricentro Forza lavoro manodopera- Forza lavoro cognitivo, verso quest’ultimo dominio. Lo sbilanciamento si fa drammatico. La prima rivoluzione industriale di già portò alla svalutazione delle braccia, l'attuale rivoluzione digitale provoca la sostituzione delle attività fisiche e ripetitive dell'uomo con le macchine.

    Si determina la spaccatura dell'umanità in due grandi entità: quella che può offrire al mercato del lavoro prevalentemente le capacità fisiche e quella che costituisce offerta delle capacità intellettive e della conoscenza. Il primo mondo, il più industrializzato, delega all'umanità arretrata la sfera del mercato lavorativo fisico, umile e ripetitivo. L’offerta di lavoro cala paurosamente per l'automazione galoppante.

    Vi è di già un miliardo di persone senza lavoro e il maggior datore di lavoro mondiale è la malavita organizzata Poco tempo fa il neopresidente delle compagnie delle opere Vignali ha indicato. Ha chiaramente detto: “Occorre soddisfare tre priorità per salvare l’Italia dal declino : educazione, ricerca e innovazione, o il futuro è a rischio. Anzitutto l'educazione, che vuol dire scuola e università. Un Paese che non investe sull'educazione è senza futuro, destinato al declino. Poi la ricerca e l'innovazione, che sono i principali fattori di competitività.”.

    L’Italia, nello sviluppo di queste priorità, è tra i Paesi più arretrati del mondo occidentale. Esistono realtà come la Cina che si evolvono con accelerazione sorprendente. E quando il mix, manodopera a basso costo ed automazione spinta, sarà operante, i tempi diverranno ancora più duri per l’Europa ed in particolare, per l’Italia. Il trinomio: tenore di vita americano, ritmi di lavoro ridotti, Stato assistenziale, costituirà la rovina sicura della nostra cara Italia. E’ scoraggiante prendere atto che la politica non riesca ad attuare i programmi per cui è votata e che i media non riescano ad informare chiaramente e diffusamente il popolo italiano.

    Per la verità Bossi avrebbe individuato la cura adatta: reintrodurre i dazi come nel Medio Evo. Approfittando della confusione la Parmalat attua la priorità più semplice: scappa con la cassa del denaro sottraendo i risparmi a chi crede ancora ai mercati finanziari.

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